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Il classico di Jane Austen nella versione firmata da Arturo Cirillo

Da questa sera a domenica al teatro Sociale "Orgoglio e pregiudizio", terzo spettacolo della stagione. Stavolta la proposta del Santa Chiara punta sulla riscoperta di un testo che ha appassionato intere generazioni di lettori con una chiave di lettura ironica affidata al regista e attore che torna sul palco cittadino

Pubblicato il - 02 dicembre 2021 - 07:48

TRENTO. Terzo appuntamento con la Stagione di Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, che da questa sera a domenica 5 dicembre ospiterà sul palco del Teatro Sociale di Trento “Orgoglio e pregiudizio”, un classico della letteratura inglese, portato per la prima volta sui palcoscenici italiani da Arturo Cirillo. Lo spettacolo è prodotto da Marche Teatro/ Teatro di Napoli-Teatro Nazionale.

 

 Reduce dal successo ottenuto due Stagioni fa con La scuola delle mogli, Arturo Cirillo fa nuovamente tappa a Trento con un grande classico della letteratura inglese come Orgoglio e pregiudizio, romanzo scritto nel 1813 da Jane Austen.

 

 Per la prima volta in Italia, Cirillo – qui nel doppio ruolo di regista e interprete -, porta sul palco un racconto che nel corso degli anni è stato capace di affascinare e appassionare intere generazioni di lettori. Una spietata critica e allo stesso tempo un’amorosa dichiarazione d’appartenenza che l’autrice ha voluto rivolgere alla propria epoca.

 

 Calandosi nei suoi personaggi o nascondendosi dietro le pieghe del suo stesso racconto, Jane Austen ci racconta le vicende della signora Bennet e dei suoi tentativi di far sposare le sue cinque figlie per toglierle dall’indecorosa condizione di zitelle. Con la collaborazione di Antonio Piccolo, che ne ha curato l’adattamento, Cirillo restituisce al pubblico una versione del romanzo in cui al centro del racconto viene messo il dialogo, arte per la quale Jane Austen possedeva «un dono folgorante».

«Perché portare a teatro “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen? – si chiede lo stesso Arturo Cirillo. Perché l’ironia di questa scrittrice, il suo sguardo acuto ma anche distaccato sui suoi personaggi l’amo molto. Perché il mondo della Austen dove apparentemente non accade mai nulla di eclatante, abitato per la maggior parte da creature che stanno abbandonando la fanciullezza per diventare ragazze da marito o giovani scapoli da sposare, mi affascina; con tutto il pudore, i turbamenti, le insicurezze, e anche l’orgoglio e i pregiudizi che la giovinezza porta con sé. Perché questo mondo sociale dove ci si conosce danzando, ci si innamora conversando, ci si confida con la propria sorella perché i genitori sono, ognuno a suo modo, prigionieri del proprio narcisismo, non mi sembra così lontano da noi " 

Per conoscere più da vicino il lavoro di Arturo Cirillo, è disponibile online (su centrosantachiara.it) “Voci in sala”, la nuova sezione di podcast di approfondimento sugli spettacoli di Grande Prosa e Altre Tendenze, ideati, scritti e letti da Chiara Marsilli.

 

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