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"Possiamo ancora vivere di cultura”, il teatro di Villazzano torna a fare sold out dall'inizio della pandemia

Tutto esaurito per il teatro di Villazzano che lo scorso venerdì 22 ottobre ha riempito, dopo tanto tempo, tutti i suoi 244 posti a sedere in occasione dello spettacolo “La grande nevicata dell’85”. Mirko Corradini: "Il nostro è un settore che può rendere la vita più bella alle persone"

Di Francesca Cristoforetti - 26 ottobre 2021 - 09:44

TRENTO. Tutto esaurito per il teatro di Villazzano che venerdì 22 ottobre ha riempito, dopo tanto tempo, tutti i suoi 244 posti a sedere in occasione dello spettacolo “La grande nevicata dell’85” con Mario Cagol e Alessio Zeni.

 

“Siamo felicissimi di questo sold out – sostiene Mirko Corradini, co- responsabile artistico, direzione artistica Fantasio Festival e Stagione, Residenze, Eventi, Ragazzi e formazione del teatro di Villazzano – ci è stato inviato un segnale molto chiaro, non solo per il nostro, ma per tutti quanti i teatri: possiamo ripartire al meglio, non solo ‘vivacchiando’ di cultura, ma vivendoci di nuovo”.

 

Dal 6 agosto è infatti possibile accedere nei teatri solo con la certificazione verde, il Green pass, e la capienza dal 15 ottobre è tornata ad essere al cento per cento: “Rispettando tutte le sensibilità, siamo consapevoli di essere parte di una manovra politica con il Green pass – prosegue Corradini – però è stato un modo per riportare le persone a teatro, per noi è meglio andare in questa direzione piuttosto che rimanere chiusi”.

 

Solitamente la stagione teatrale partiva verso metà ottobre, ma quest’anno, per Villazzano, inizierà verso metà novembre: “Con inizio ottobre abbiamo ripreso con dei piccoli eventi, una
sorta di pre-stagione, un’idea per far capire alle persone che ritornare a teatro era possibile. Non senza fatica ma abbiamo ripreso la nostra stagione”.

 

Da quando il teatro ha riaperto Corradini ha riscontrato dei buoni numeri nel pubblico, che rimangono però sempre più bassi rispetto a “prima”: “Nonostante il sold out sia stato raggiunto spesso nel nostro teatro durante il pre-pandemia, questo è il primo dalla riapertura”.

 

Il settore della cultura è stato dimenticato più volte dalla politica perché non considerato “essenziale” come attività produttiva: “Abbiamo vissuto male il fatto di essere uno dei settori meno considerati dalla politica, da quella nazionale a quella locale. Sapevamo che saremo stati gli ultimi ad aprire, perché siamo sempre stati considerati non essenziali e venivamo menzionati anche poco”. Il mondo del teatro, così come tanti altri, si è dovuto reinventare per trovare nuovi modi per sopravvivere; Corradini sostiene che ci siano stati anche degli aspetti positivi, “avendo avuto tempo di riflettere, abbiamo rivalutato ciò che siamo”.

 

Il silenzio del teatro e del cinema è stata percepito nella vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine, che ne hanno sofferto la mancanza per molto tempo. Il co-responsabile artistico del teatro di Villazzano ci ricorda quanto la cultura sia “un settore che può rendere la vita più bella alle persone”. Conclude: “Per questo noi ci sentiamo ancora importanti e forti su questo”.

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