Dal Trentino ai tour di Calcutta e Cosmo, ecco il nuovo singolo di Ziliani "No No, grazie a te": "Ho trattato l'ansia in chiave ironica con sonorità disco e funky anni '80"
“No No, grazie a te” è il nuovo singolo del cantautore trentino Marco Ziliani, disponibile da venerdì 4 marzo. Polistrumentista, autore e compositore, ma anche tecnico backliner che ha seguito in tour Cosmo, Calibro 35, Calcutta, Franco 126: "E' stato Calcutta a darmi la spinta e a farmi salire sul palco durante una data del suo tour"

MILANO. “È un brano più introspettivo, scritto meno 'di getto' rispetto agli altri. Ho trattato l’ansia ma in chiave ironica”. “No No, grazie a te” è il nuovo singolo del cantautore trentino Marco Ziliani, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali da venerdì 4 marzo.
“E’ una canzone che si fa ascoltare domenica pomeriggio in discoteca – spiega Ziliani con la forte ironia che lo contraddistingue – è una risposta di cortesia ma comunque educata. Può essere sciolta in 10 ml di acqua oppure assunto col miele ed è uno di quei lavori che attualmente non ha ben chiare le norme legislative concerne al dl 81/08, ma comunque paga bene”. “No No, Grazie A Te” gioca con le sonorità disco e funky anni '80, tratto caratteristico delle precedenti produzioni, che si uniscono allo spirito ironico del brano.
Ziliani, originario di Bolongano d'Arco, classe 1995, inizia già a 12 anni a calcare i palchi dei locali del Trentino Alto Adige, terra a cui è da sempre molto legato. La musica è il suo lavoro di tutti i giorni: nel 2016 fa la sua prima esperienza di tecnico audio al Circolo Magnolia di Milano, per poi stabilirsi per due anni come fonico al Bloom di Mezzago, sempre nel capoluogo lombardo. Parallelamente inizia la sua esperienza da tecnico backliner, girando l’Italia con i tour di Cosmo, Calibro 35, Calcutta, Franco 126 e altri artisti del panorama musicale italiano.
Polistrumentista, autore e compositore, nel 2018 comincia il suo nuovo progetto “Ziliani” con il collega Mathias Drescig pubblicando il singolo “Bar Franca”, brano dedicato all’omonimo bar di Arco, punto di ritrovo di Marco e del suo gruppo di amici e musicisti. In poco tempo il brano raggiunge i 150.000 ascolti solo su Spotify raccogliendo il favore del pubblico di tutta Italia (Qui l'articolo). Il giovane artista si è raccontato in un’intervista a Il Dolomiti, per presentare il suo ultimo singolo e non solo.
“No No, grazie a te” l’hai definita una canzone ironica, perché?
Questa volta ho deciso di guardarmi dentro e di far diventare il pezzo più personale. Il tema ruota intorno all’ansia. Cerco di non prendermi troppo sul serio, anche se credo che nelle mie canzoni ci sia sempre stato un velo di malinconia. Volevo fare una cosa che facesse ridere. La pandemia ci ha bloccati, così come tutto il settore della musica ed è stata molto dura. Volevo leggere un qualcosa di brutto in chiave ironica. Questo brano, che si ispira al funky anni '-80 deve essere un tocco dolce in questo momento.
A quale genere di musica ti ispiri?
Mi ispiro allo stile anni '70 e '80, alla italo funky disco, che contraddistinguerà anche i prossimi miei brani. Stiamo cercando con Mathias però una nostra impronta.
C’è stata un’evoluzione nella tua produzione dal "Bar Franca"?
Assolutamente sì, credo ci sia stata una grande evoluzione dal Bar Franca, che tra l’altro è nato quasi per gioco. Al tempo c’era una necessità di uscire con un pezzo funky, adesso c’è una maggiore ricerca della disco dance popolare. Prima i brani uscivano più di getto, erano più spontanei e legati a posti, luoghi, persone e storie ben precise. Con questa canzone ho deciso invece di guardarmi da dentro.
Sei ancora attivo anche come batterista?
Sì, sono batterista ne “I miei migliori complimenti”, e poi per gli “Usual”.
Fino adesso quanti singoli hai fatto uscire? E ci sono altri progetti a cui stai lavorando?
Per ora ufficiali sono 5 brani in totale, ma abbiamo tanti progetti in cantiere, tra cui un disco che vorrei far uscire nel giro di qualche mese, prima dell’estate.
Chi ti ha incentivato a intraprendere la carriera da solista, visto che ne stai portando avanti tante in contemporanea?
Dal "Bar Franca" è partito tutto, è stata una canzone nata per gioco quasi, per portare persone a una festa. Dopo il successo che ha avuto è stato Calcutta a darmi quella spinta, a farmi salire sul palco durante una data del suo tour che stavo seguendo con lui come tecnico backliner. Dovevano sentirla solo i miei amici trentini ma poi è arrivata fino lui.
Tu sei nel mondo della musica sia sul palco che dietro le quinte. Suoni, canti, componi e sei tecnico backliner.
Ho iniziato come tecnico backliner sei anni fa, al Magnolia, un famoso locale di Milano, inizialmente solo come stagista. Poi ho iniziato a essere chiamato anche in tour, seguendo Calcutta, Calibro 35, Cosmo, Franco126 e Tutti Fenomeni. Mi hanno influenzato molto dal punto di vista musicale, la mia musica è stata molto contaminata da chi ho seguito. Ho sempre cercato di incastrare tutte queste professioni e ho sempre cercato di mescolarle. Ho sempre scritto dopo essere tornato dai tour. Ogni artista ha il suo percorso io ho avuto la fortuna di vedere anche ciò che c'è dietro la musica.
Da quando nasce questa passione per la musica?
Ho iniziato a tre anni a suonare le padelle della nonna, poi mi sono iscritto a scuole di musica, ho fatto solfeggio. A 11 anni c’è stato il mio primo concerto dal vivo con un gruppo di persone più grandi di me.
Un tuo grande sogno?
(Ridendo ndr) Aprire un ristorante calabrese in spiaggia, in qualche posto caldo, tenendo i piedi nella sabbia tutto il giorno. Ogni tanto penso che non mi dispiacerebbe anche cambiare vita.


















