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Trento
22 giugno | 17:36

"Ultimo a Sanremo? Una spinta. Poi mi sono fermato per capirmi", Tananai si racconta a il Dolomiti: "A volte serve rallentare, e il mio sogno da tifoso dell'Inter..."

Il cantautore sarà protagonista al Trento Live Fest e si racconta, dall'ultimo posto a Sanremo 2022 al grande successo, e dalle pressioni del mondo della musica fino alla scelta di rallentare: "Pausa necessaria per aiutarmi a capire me stesso e se la musica era ancora quello che volevo e amavo fare, per non farla diventare un automatismo. Ce l’ho fatta perché ho capito che ho ancora quello slancio"

TRENTO. "In questo tour ho voglia di ballare e di fare casino, e a Trento non sarà diverso". Va dritto per dritto Tananai quando gli chiediamo cosa debba aspettarsi il pubblico che sarà presente alla quinta serata del Trento Live Fest powered by Eurospin, in programma venerdì 4 luglio alla Trentino Musica Arena e che lo vedrà dividere il palco con gli Eugenio in Via di Gioia.

 

Il cantautore milanese classe 1995, al secolo Alberto Cotta Ramusino, ha da pochissimo pubblicato il suo ultimo singolo Bella Madonnina: tra i volti più apprezzati della scena musicale italiana contemporanea, è inoltre "fresco" del suo primo tour europeo che l'ha visto portare nei principali Club il suo ultimo disco Calmacobra, che ora prosegue il suo "viaggio" sui grandi palcoscenici estivi.

 

E nell'intervista concessa a il Dolomiti Tananai è un fiume in piena, e si racconta a 360°: dagli ultimi lavori al concetto di "leggerezza", con il quale riesce ad affrontare anche i temi più complessi. E poi l'ultimo posto a Sanremo 2022 con la canzone Sesso Occasionale, esperienza definita "una bella spinta", la scelta di prendersi una pausa per "ricercare una musica che abbia senso di esistere". E, infine, due battute outsider: la prima sul discorso che ha tenuto davanti a migliaia di giovani all'Onu e la seconda sul suo grande amore per l'Inter, in cui svela il suo "sogno da tifoso".

 

Tananai, partiamo subito dal live in programma a Trento, ci svela qualche dettaglio?

 

Sarò breve, in questo tour ho voglia di ballare, di fare “casino”, e alla Trentino Music Arena non sarà diverso, per cui spero che il pubblico sia pronto a saltare e a cantare con me.

 

La serie di date estive conclude il "viaggio" del disco "Calmocobra", che l'ha portata a vivere il suo primo tour europeo nei club. Cosa le ha lasciato quest'esperienza internazionale?

 

Mi ha fatto crescere, sia come artista che come persona, mi ha fatto capire cose nuove non solo su me stesso ma anche sulle persone che mi seguono, che vengono ai concerti, che dedicano del tempo della loro vita a me e alla mia musica.

 

La domanda è d'obbligo, vive in modo diverso il live sul "grande palcoscenico" e quello nei club?

 

Sicuramente, sono due realtà del tutto distinte ed entrambe bellissime, per motivi diversi. Dei club mi piace che ci si canta addosso, sono talmente vicino alle persone che le posso guardare in faccia, è una dimensione più intima. Ma anche avere davanti un sacco di gente che canta le mie canzoni è un’emozione indimenticabile, fortissima, nelle dimensioni più grandi c’è più libertà di movimento, posso giocare di più con il palco, la band, gli spazi.

 

Parliamo di canzoni, è da poco uscito il suo singolo "Bella Madonnina": leggera e divertente, prende quasi i connotati di una "poesia urbana cantata".

 

Bella Madonnina nasce da una serata di anni e anni fa, in cui mi sono trovato in giro per Milano senza telefono, senza amici, senza soldi, non potevo neanche prendere un taxi per tornare a casa e la metro era già chiusa. Quindi mi sono fatto compagnia immaginando di parlare con la Madonnina del Duomo.

 

Ad emergere nel brano è un senso di "leggerezza", cosa significa per lei questo concetto che permea molti suoi lavori?

 

Secondo me la leggerezza non è un’assenza di pesantezza, ma come si affrontano le cose. In amore, per esempio, nessuno dice che non debbano esserci problemi perché un rapporto sia leggero, ma se ci si sente a casa e accolti nella relazione anche la sofferenza diventa gestibile. Credo che questo concetto valga un po’ per tutte le cose in cui sono coinvolte delle emozioni importanti.

 

Veniamo al suo percorso artistico, l’ascesa al successo parte paradossalmente con l'ultimo posto a Sanremo 2022 con "Sesso Occasionale": cosa ha rappresentato per lei quell'esperienza?

 

La settimana del festival è stata bella tosta, ma averla vissuta con i miei amici intorno l’ha resa molto più gestibile e mi ha permesso anche di affrontare quell’ultimo posto con più leggerezza, senza caricarlo troppo e senza lasciare che mi abbattesse, anzi, è stato una grande bella spinta per quello che è successo poi.

 

Rimaniamo all'Ariston e guardiamo oltre. Dopo il quinto posto con "Tango" l'anno successivo, e il tour del 2023, ha scelto di prendersi una pausa per ricercare, parole sue, "una musica che abbia senso di esistere". Crede di avercela fatta?

 

Quella pausa è stata necessaria per aiutarmi a capire me stesso, andando nella direzione giusta, e se la musica era ancora quello che volevo e amavo fare, per non farla diventare un automatismo. Ce l’ho fatta perché ho capito che ho ancora quello slancio, anzi, è ancora più forte di prima.

 

Ripercorrendo quella scelta ci racconta come vive, a livello artistico e personale, le pressioni legate all'essere un nome importante della scena musicale contemporanea?

 

A volte rallentare, fermarsi proprio, è l’unica cosa che si può fare per non farsi travolgere. Parlo per me, ma se dovessi affrontare la musica come una pressione continua a performare in un certo modo, a ottenere certi risultati, non riuscirei a godermi il processo creativo, e se diventa un obbligo non è più musica. Quella pausa è stata proprio un modo di cercare di separarmi da quelle pressioni.

 

Capitolo musica e cinema. Prima del tour europeo è uscita “Alibi" diventata la colonna sonora del film "L’amore, in teoria". Com'è nata questa intersezione?

 

“Alibi” è una canzone che avevo nel cassetto da un po’ e sono contento che ci sia stata l’opportunità di darle spazio in un ambito non solo musicale. È stata un’esperienza nuova, mi ha permesso di uscire un po’ dalla mia comfort zone ed è una cosa che apprezzo sempre molto.

 

Abbandoniamo per un attimo la musica. A proposito di rallentare, a febbraio è stato invitato all’Onu e davanti a 2500 giovani ha portato il suo intervento "Basta scuse" in cui affrontava il tema del mondo “troppo veloce” e di come trovare la propria strada. Che messaggio ha voluto lanciare?

 

Ci tenevo a far passare il messaggio che la perfezione non esiste, che la cosa più importante che si può fare come essere umani è crescere. Ad oggi le nuove generazioni si trovano ad affrontare una tale ansia da prestazione che ci si dimentica delle cose che fanno stare bene, si riesce a trovare tempo solo per dimostrare quanto si è bravi e si perde se stessi per strada.

 

Una curiosità: lei è un grande tifoso dell'Inter, a cui ha dedicato un brano assieme Madame e Rose Villain. Qual è in suo "sogno" da tifoso nerazzurro?

 

È una passione che ho da sempre. Il mio sogno da tifoso? Solamente continuare ad esserlo.

 

Prima di salutarla, ha dei progetti nuovi in cantiere per il futuro prossimo e c'è qualche "sorpresa" che i suoi fan si devono aspettare a breve?

 

Scrivo tanto come sempre, ma al momento ho come unico obiettivo quello di godermi questo tour.

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