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| 10 lug 2022 | 11:03

Manufatti in pietra, frecce e frammenti ossei: dagli scavi archeologici a Passo Giau riemergono un accampamento di cacciatori e la sepoltura di un uomo del Mesolitico

L’amministrazione comunale di San Vito di Cadore continua a sostenere le ricerche archeologiche dell’Università di Ferrara a Pra’ Comun. Dopo i positivi risultati ottenuti nel luglio 2021, gli scavi proseguiranno fino a fine luglio 2022. Fontana: "Anche reperti di epoca medievale a segnalare la costante importanza del Passo Giau come punto di connessione tra diverse valli alpine"

Manufatti in pietra, frecce e frammenti ossei: dagli scavi archeologici a Passo Giau riemergono un accampamento di
di F.C.

SAN VITO DI CADORE. "Chi erano queste donne e uomini di 11.000 anni fa e da dove venivano? Com’era organizzato il loro accampamento? E quali relazioni sociali intrattenevano? Gli scavi ci aiuteranno a rispondere a queste domande". Questi sono i quesiti che si pone Federica Fontana dell’Università di Ferrara, coordinatrice degli scavi archeologici nel sito mesolitico di Pra’ Comun, poco sotto il Passo Giau, a circa 2.000 metri di quota.

 

"Pra’ Comun – afferma Fontana – promette ancor più di Mondevala 2.150 metri di altitudine, almeno se guardiamo alla sua datazione. Qui, infatti, prima un saggio di 1 metro quadrato e poi lo scavo di 10 del 2021, ora da approfondire, hanno riportato alla luce reperti ancora più antichi, tra cui manufatti in pietra scheggiata, elementi di frecce, carboni e numerosi frammenti ossei di varie prede. A questi, si aggiungono anche reperti di epoca medievale, a segnalare la costante importanza del Passo Giau come punto di connessione tra diverse valli alpine. Il prosieguo degli scavi ci permetterà di conoscere ancora meglio i più antichi abitanti del nostro territorio".

Qui, dove riaffiorano piccoli reperti in selce, ai piedi di un masso roccioso simile a quello di Mondeval de Sora sono stati ritrovati un accampamento di cacciatori e la sepoltura di un uomo vissuto nella fase finale del Mesolitico (circa 8.500 anni fa), i cui resti sono ora al Museo "Cazzetta" di Selva di Cadore.

 

L’amministrazione comunale di San Vito di Cadore continua a sostenere le ricerche archeologiche dell’Università di Ferrara in territorio regoliero di San Vito, a Pra’ Comun. Dopo i positivi risultati ottenuti nel luglio 2021, gli scavi proseguiranno ora fino a fine luglio 2022.

 

Il progetto di ricerca (Primo popolamento preistorico dell’Osttirol, delle Valli Ladine e della Ladinia delle Dolomiti bellunesi – sulle orme dei cacciatori preistorici) si inserisce nell’iniziativa europea Interreg V Italia-Austria, a cui il Comune di San Vito ha aderito per ottenere i finanziamenti necessari con la collaborazione del Gal Alto Bellunese e l’interessamento dell’Union Ladina d’Oltreciusa.

Lo scavo – avviato su concessione del Ministero della Cultura tramite la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Βelluno, Padova e Treviso – sarà ancora una volta diretto da Fontana, esperta di preistoria delle Alpi e curatrice del Museo "Vittorino Cazzetta" di Selva di Cadore, con la collaborazione di Davide Visentin dell’Università di Ferrara, di Fabio Cavulli dell’Università di Napoli e di diversi studenti ferraresi.

 

Situato poco sotto il Passo Giau, Pra’ Comun è un gioiello naturalistico del territorio Sanvitese, dove tra vasti prati e boschi sono stati ritrovati dei reperti in selce, la pietra utilizzata in passato per confezionare punte per frecce e utensili domestici.

 

"Siamo felici di sostenere i nuovi scavi della professoressa Fontana – commenta il sindaco Emanuele Caruzzo – e soddisfatti per la collaborazione che si è creata con le Regole e gli altri enti interessati. Ringrazio in particolare la professoressa per il suo impegno e il vicesindaco Sidro, che segue il dossier".

 

Anche quest’estate, con la collaborazione del Comune di San Vito e del Museo "Cazzetta" gli archeologi organizzeranno le "Visite allo scavo" (14, 16, 21 e 26 luglio) e le "Escursioni guidate ai siti di Mondeval e Pra’ Comun" (17 e 24 luglio). Inoltre, nella Sala Polifunzionale E. De Lotto di San Vito il 23 luglio prossimo alle 16:00 si svolgerà una presentazione del progetto Interreg che vede il coinvolgimento, insieme al Comune di San Vito, del Comune di Obertilliach (Austria) e dell’Istitut Ladin Micurà de Rü di San Martino di Badia (BZ).

 

"Speriamo – conclude il vicesindaco – che la collaborazione con il gruppo della professoressa possa continuare anche in futuro. In particolare, come amministrazione, siamo contenti che si siano creati momenti di dialogo con la cittadinanza e i turisti attraverso le visite, le escursioni e le presentazioni pubbliche. Crediamo fermamente nella cultura, non solo fine a se stessa ma come volano turistico ed economico".

 

Per prenotare le visite allo scavo e le escursioni guidate in montagna, si può scrivere all’indirizzo museoselvadicadore@gmail.com. Alcuni video e i primi risultati degli scavi saranno resi disponibili anche sul sito.

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