Eccezionale scoperta archeologica, riportate alla luce incisioni rupestri di 3.000 anni fa
La scoperta tra i vigneti della Sassella, nelle vicinanze di Sondrio: la rimozione di un terrazzo artificiale ha svelato figure incise nella roccia di circa 3.000 anni fa, risalenti all’età del Ferro

SONDRIO. Un eccezionale ritrovamento archeologico tra i vigneti della Sassella, a due passi da Sondrio: questo è quanto è stato riportato alla luce dagli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, in collaborazione con il proprietario del terreno Sergio Schena.
Scavi che hanno permesso di "ritrovare" ulteriori incisioni rupestri in quella che è una delle più vaste superfici incise della provincia, situata vicino al Santuario in uno dei paesaggi più suggestivi della Valtellina.
La rimozione di un terrazzo artificiale, come raccontato da La Provincia Unica, ha svelato figure incise di circa 3.000 anni fa, risalenti all’età del Ferro.
Si tratta di “oranti”, figure umane stilizzate disposte in file, accompagnate da impronte di piedi che evocano passaggi o rituali, scolpite con martelline su una roccia levigata dai ghiacciai.
Gli scavi, realizzati da Sap Società Archeologica con il supporto dell’impresa Rigamonti, hanno anche recuperato una scalinata storica scavata accanto alle incisioni, arricchendo il valore del sito.
Queste figure sono simili ai petroglifi della vicina Ganda di Castione Andevenno, confermando la Sassella come un paesaggio culturale plasmato dall’uomo fin dalla preistoria.
La superficie incisa potrebbe estendersi ulteriormente, suggerendo nuove scoperte future.












