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Bolzano
07 luglio | 15:23

Dalle paleo-feci dei minatori di migliaia di anni fa allo Streptococcus pyogenes in una mummia sulle Ande: lo studio di Eurac su National Geographic

Dalle ricerche su Ötzi a quelle sulle mummie boliviane, spostandosi poi nella miniera di sale più antica del mondo: National Geographic, incuriosita dall’ampio bacino di ricerche a cui Eurac si dedica da anni, racconta nel numero della rivista che uscirà a luglio, l'importante ruolo che gioca l’Istituto per lo studio delle mummie nel panorama sia austriaco che dell’altopiano delle Ande

Credit: Eurac Research | Andrea De Giovanni
di Margherita Tomadini

BOLZANO. National Geographic ha dedicato un reportage alle ricerche condotte dall’Istituto per lo studio delle mummie. Nell’articolo della rivista, la giornalista e scrittrice Nicola Twilley ripercorre la storia dell’Istituto, dalla sua fondazione per studiare Ötzi, alle ricerche più recenti. 

 

Il reportage della rivista che ogni mese accompagna i suoi lettori alla scoperta della natura, della scienza e dell’avventura (ma non solo) segue di fatto i ricercatori e le ricercatrici sia sul campo che in laboratorio: non si tratta affatto di un documentario qualsiasi però, perché per campo di ricerca in questo caso si intendono i profondi cunicoli della miniera di sale più antica del mondo e gli altopiani delle Ande. 

 

La giornalista Twilley ha quindi visitato la miniera di Hallstatt, in Austria accompagnata dagli esperti e dalle esperte di Eurac Research, dai ricercatori e ricercatrici del Museo di Storia Naturale di Vienna e dell’Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze. 

 

Lungo i cunicoli la reporter ha potuto assistere al campionamento delle paleo-feci depositate dai minatori migliaia di anni fa, proprio durante l’Età del Ferro: dall’analisi dei campioni, il gruppo di ricerca è in grado di risalire e ricostruire quella che era la dieta e lo stato di salute di queste comunità antiche, e non meno importante, anche il loro microbioma (ovvero l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro corpo e svolgono un ruolo fondamentale per la salute). 

 

L’articolo non tratta però solamente degli studi condotti nella miniera di Hallstatt, spazia e si sposta tra le righe anche nella lontana Bolivia. Il reportage della National Geographic racconta infatti anche delle ricerche svolte sulle mummie precolombiane: negli anni l’istituto di ricerca bolzanino ha collaborato più volte anche col Museo Nazionale di Archeologia boliviano e si è occupato di migliorare la conservazione, analizzare il Dna e ricostruire il volto delle mummie presenti. 

 

Collaborando, tra l’altro è stata fatta un’importante scoperta: nei tessuti di una delle mummie, è stato identificato del Dna di Streptococcus pyogenes, un batterio che non si pensava fosse presente nelle Americhe precolombiane. 

 

I testi di Twilley sono accompagnati dagli scatti del fotografo Davide Monteleone che, con Manuel Montesano, fotografo bolzanino a fargli da assistente, ha immortalato i ricercatori e le ricercatrici all’interno della miniera preistorica e nel laboratorio (e anche le immancabili mummie sudamericane). 

 

Qui il link all’articolo di Nicola Twilley, con foto di Davide Monteleone

 

Qui invece il link al video-reportage sulle ricerche condotte da Eurac Research nella miniera di sale più antica del mondo

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