"Esplorare nuove relazioni con il mondo vegetale", al Muse arriva "Postnatural gardening": "Per spostare i nostri sguardi antropocentrici su piante, funghi e licheni"
L'allestimento, arricchito da proiezioni di video, immagini e campioni vegetali sarà anche teatro di un ciclo di appuntamenti tematici con film, performance, laboratori e tavole rotonde. Ecco i dettagli

TRENTO. Un nuovo allestimento ha trovato dimora a partire da ieri, 9 marzo, (e fino al 28 aprile) nello spazio Agorà del Muse di Trento. Si tratta di una mostra che invita a spostare i nostri sguardi antropocentrici su piante, funghi e licheni.
La storia umana è infatti strettamente legata al mondo vegetale. Simboli di resistenza, di adattamento, di convivenza ma anche di sfruttamento e fragilità, piante, funghi e licheni fanno parte di un universo poco conosciuto alla maggior parte delle persone, eppure così profondamente interconnesso con la nostra vita.
Nasce a partire da questi presupposti il progetto "Postnatural gardening. Pratiche ecologiche per una cura interspecie", concepito come nuova veste di Muse Agorà, intendendo mettere in discussione il nostro tradizionale punto di vista attraverso un ribaltamento della prospettiva, verso una relazione più orizzontale ed una connessione più empatica con il mondo vegetale, che vada al di là delle tradizionali tassonomie e classificazioni.
L'invito del museo, che ha collaborato con l'Institute for Postnatural Studies di Madrid, è di esplorare nuove narrazioni, alla ricerca di pratiche ecologiche che aiutino a ripensare il nostro rapporto con alberi, i loro fiori e frutti, erbe, funghi e licheni. Fulcro del progetto è l’idea di creare un giardino postnaturale, un luogo di coltivazione di una nuova alleanza tra le storie di vita umane e quelle botaniche, in cui mettere in discussione i valori su cui si basa la modernità e provare a ridefinire modi di stare al mondo attraverso una prospettiva decoloniale che decentralizza l’umano.

"È la prima volta che in un museo italiano si propone una rilettura delle ricerche e collezioni botaniche in una prospettiva postnaturale, al di là cioè del binomio cultura-natura - hanno fatto sapere Gabriel Alonso, Emma Prats e Lorenzo Zerbini, ricercatori dell'Institute for Postnatural Studies di Madrid -. Ciò che proponiamo è di percepirci come parte di un unico grande corpo di cui anche il mondo vegetale è parte. Comprendere le interconnessioni che consentono la coesistenza di tutti gli esseri viventi è un punto di partenza necessario per ridefinire le nostre relazioni con l’altro da noi".
L'allestimento, arricchito da proiezioni di video, immagini e campioni vegetali sarà anche teatro di un ciclo di appuntamenti tematici con film, performance, laboratori e tavole rotonde: "Curare questo allestimento, e le ricerche che l’hanno preceduto, è stata un’occasione preziosa per ripensare attraverso le pratiche artistiche le narrazioni e gli allestimenti degli oggetti che il museo conserva. I testi, le immagini e i video parte del progetto, insieme al variegato programma per il pubblico, includono un ripensamento collettivo della posizione dei nostri sguardi mediante visioni immaginifiche che superano una concezione lineare del tempo", ha concluso Alice Labor, ricercatrice del Muse.
"Le immagini statiche e in movimento restituiscono frammenti di un percorso di ricerca fatto di interrogativi, fonti scientifiche e narrazioni popolari, miti, tecnologie, sogni e storie personali. Questa stratificazione invita a sperimentare una transdisciplinarietà priva di gerarchie, pratiche inclusive per riposizionare le azioni umane verso un cambiamento ecologico e sostenibile, basato su un ascolto reciproco e la re-immaginazione delle nostre forme di coesistenza".














