Dopo i lavori di restauro riapre Palazzo delle Albere: con "Il potere delle macchine" una mostra dedicata alla tecnologia e al suo impatto sociale, culturale e ambientale
Congegni originali, volumi rari e strumenti antichi divengono parte di una "narrazione diacronica che invita a riflettere sul ruolo della tecnologia nella costruzione delle società moderne e sulle tensioni che essa ha generato, ieri come oggi"

TRENTO. Dopo un lungo periodo di restauro è stato aperto il cinquecentesco Palazzo delle Albere, con l'inaugurazione della mostra "Il potere delle macchine" che mette in dialogo le innovazioni tecnologiche e sociali che caratterizzarono l’epoca di edificazione del Palazzo con la contemporaneità. Congegni originali, volumi rari e strumenti antichi divengono parte di una narrazione diacronica che invita a riflettere sul ruolo della tecnologia nella costruzione delle società moderne e sulle tensioni che essa ha generato, ieri come oggi.
La mostra temporanea, che resterà aperta fino al 31 maggio 2026, è curata dal Muse (il Museo delle Scienze di Trento) da un progetto scientifico di Luca Ciancio (Università di Verona), in collaborazione con Castello del Buonconsiglio Monumenti e Collezioni provinciali, Mets - Museo Etnografico Trentino e Mitag - Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto.
"Questa mostra - ha sottolineato l’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa durante l’inaugurazione - è la prova concreta di quanto una rete culturale forte e coesa possa generare risultati straordinari: musei, istituzioni, enti di ricerca e università hanno lavorato fianco a fianco, condividendo visioni e competenze, per raccontare non solo le invenzioni del Cinquecento, ma soprattutto l'umanità che le ha pensate. Con questa mostra si percepisce quanto la conoscenza, anche quando nasce dalla tecnica e dall'ingegno meccanico, sia ancora più forte quando è generata da relazioni, dialoghi e alleanze. È questa rete, fatta di professionalità diverse unite da un obiettivo comune, che desidero celebrare e ringraziare. Perché oltre la tecnica, oltre le macchine, c'è sempre una comunità che sceglie di crescere insieme".
"La riapertura del meraviglioso Palazzo delle Albere con una mostra dedicata alla tecnologia e al suo impatto sociale, culturale ambientale - spiega il direttore del Muse Massimo Bernardi - propone un gioco di specchi tra significato e significante, collocando tra le architetture e gli affreschi rinascimentali una riflessione che affronta un tema tanto contemporaneo partendo proprio dal Cinquecento. L’avvenire della società post-industriale dipenderà in gran parte da come svilupperemo il nostro rapporto con le macchine; questo progetto ci offre una riflessione informata dalla storia e proiettata nel futuro: una prospettiva necessaria per contrastare il dilagante e pernicioso cronocentrismo contemporaneo che rischia di intrappolare il nostro sguardo unicamente al presente”.
Attraverso l’esposizione di strumenti scientifici, macchinari antichi e manufatti originali provenienti da una ventina di rinomate istituzioni museali, la mostra spazia dall’astronomia alle prime tecnologie per la stampa, dalle esplorazioni geografiche all’estrazione mineraria, dalla vita contadina all’evoluzione delle armi da fuoco, fornendo i principali elementi per cogliere la pervasività di tali trasformazioni e suggerendo una riflessione sul futuro che stiamo costruendo.

La prima metà del Cinquecento è infatti caratterizzata, in Europa, da una sempre più ampia diffusione di macchine di ogni tipo in tutti i principali settori della vita economica e sociale. Anche le élite dirigenti del Principato vescovile di Trento dedicarono uno sforzo significativo all’introduzione di macchine in tutti i principali settori dell’economia regionale. Queste nuove tecnologie assunsero un ruolo duplice e ambiguo: da un lato servirono a migliorare il prelievo di energia e di risorse, non senza effetti sull’ambiente e sui lavoratori, dall’altro contribuirono a consolidare nuovi equilibri di potere.
“La varietà di congegni meccanici ideati dagli ingegneri rinascimentali non può non suscitare la curiosità del visitatore. Tuttavia - spiega l’ideatore della mostra Luca Ciancio - l’attuale, vertiginosa accelerazione dell’innovazione rende particolarmente urgente una riflessione pubblica intorno agli effetti delle nuove tecnologie che consenta di acquisire nuovi livelli di consapevolezza. Il percorso espositivo, dunque, racconta vicende del passato con lo sguardo rivolto al presente e al futuro con l’obiettivo di evidenziare l’esigenza di un ‘governo’ delle macchine basato su valori umani condivisi”.
La mostra rientra nel programma dell’Euregio Anno dei musei 2025 che prende spunto dalle storiche rivolte sociali cinquecentesche per invitare a una riflessione contemporanea su giustizia ed equità sociale, su gestione delle crisi e forme di resistenza. Un intento ben sintetizzato dal motto “Guardare oltre”. A partire da conflitti e forme di resistenza del passato, in numerose iniziative si stimola una riflessione sul presente inaugurando spazi di incontro e confronto in un variegato panorama museale nell’Euroregione.












