Lo storico bivacco Fiamme Gialle di Cimon della Pala atterra sulla terrazza del Muse: sarà un'esposizione permanente
Recentemente sostituito da una struttura più moderna, il bivacco non ha però ultimato il suo “ciclo vitale”, e grazie a un accordo tra la Guardia di Finanza e la Provincia di Trento è diventato protagonista di una significativa operazione culturale: il trasporto particolare, prima con l’elicottero dalle vette dolomitiche fino a Passo Rolle, e poi via camion fino al Muse di Trento, dove è stato issato con una gru sulla terrazza, diventando un’esposizione permanente

TRENTO. È stato posizionato oggi, 3 ottobre, sulla terrazza del Muse, il bivacco Fiamme Gialle di Cimon della Pala, e sarà visitabile nei prossimi mesi al pubblico come exhibit sulla terrazza panoramica del Museo delle Scienze di Trento.
Recentemente sostituito da una struttura più moderna, il bivacco non ha però ultimato il suo “ciclo vitale”, e grazie a un accordo tra la Guardia di Finanza e la Provincia di Trento è diventato protagonista di una significativa operazione culturale: il trasporto particolare, prima con l’elicottero dalle vette dolomitiche fino a Passo Rolle, e poi via camion fino al Muse di Trento, dove è stato issato con una gru sulla terrazza, diventando un’esposizione permanente, reso possibile grazie alla Scuola Alpina della guardia di finanza di Predazzo e alla Sezione Cai Fiamme Gialle.
Il Bivacco Fiamme Gialle di Cimon della Pala, realizzato nel 1968 è stato per oltre mezzo secolo punto di riferimento per chi frequentava le Dolomiti centrali.
Un bivacco pieno di storia: imprese alpinistiche e vicende personali, retroscena di notti trascorse a 3.005 metri di altitudine della Spalla del Cimon, ma anche storie di animali che vivono sulle alte vette, di cambiamenti climatici e di eventi estremi di cui è stato testimone in oltre cinquant’anni d’età.
Al momento dell’installazione, l’assessore all’Istruzione e alla cultura Francesca Gerosa ha dichiarato: “È un momento importante perché il Muse ancora una volta ha saputo stupirci. Portare un pezzo di storia in un ambiente che racconta tanto di cultura ma in un approccio più scientifico è qualcosa di nuovo che siamo davvero felici di ospitare all’interno di una delle realtà museali più importanti del nostro territorio e non solo. Chi verrà al Muse potrà toccare da vicino il bivacco, scoprire la sua storia e quello che è la vita del territorio montano, e per noi è un valore aggiunto e chi verrà a visitare il muse saprà apprezzare anche questa nuova opportunità”.
Il bivacco verrà inserito nel percorso dedicato alle alte vette, che comprende il quarto piano della terrazza panoramica. Qui, verrà riallestito proprio com'era in quota, con le otto brande e le coperte originali in modo da mostrarlo nella sua esatta configurazione.
"Oggi è una giornata di festa - ha dichiarato l'Assessore all'artigianato, commercio e turismo Roberto Failoni - il Muse ha detto sì, ma ha dato una straordinaria opportunità sia alla cultura che al turismo. La cosa bella è avere un museo straordinario che darà la possibilità a tanti turisti e a tanti trentini di venire a vedere e toccare con mano il bivacco, un momento sicuramente emozionante".
A concepire il bivacco fu il Club Alpino Accademico Italiano (Caai) per far fronte all'esigenza di avere una struttura che offrisse un riparo in una zona remota, dove non era economicamente sostenibile costruire un vero rifugio. Il progetto traeva ispirazione dalle "scatole in lamiera ondulata" utilizzate come baracche di ricovero in alta quota durante la Prima Guerra Mondiale. La tipologia di struttura è il cosiddetto bivacco modello Berti progettato dall’ingegner Giorgio Baroni. Presenta la caratteristica struttura in lamiera zincata verniciata di rosso e copertura a 6 piani con inclinazioni diverse. La superficie è pari a circa 8 mq con volume complessivo di 21 mc offrendo 9 posti letto. La gestione del manufatto è sempre stata affidata alla Sezione Fiamme Gialle del Cai che ne ha curato la verifica dello stato strutturale, il controllo dell’ordine e pulizia degli interni, la manutenzione dei materiali e il monitoraggio dei percorsi di accesso.
Il Comandante della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo e Presidente della Sezione Cai Fiamme Gialle, Sergio Lancerin infine, ha commentato: "Questa struttura di banda e legno, per sessant’anni ha avuto un ruolo straordinario: simboleggiare il connubio fra quello che rappresenta la Guardia di finanza nell’ambito del servizio alla montagna con il suo soccorso alpino e l’alpinismo puro. Questa struttura è servita da rifugio e da riparo per gli escursionisti e alpinisti che hanno frequentato le Pale di San Martino sulla via normale per il Cimon della Pala, una montagna iconica delle Dolomiti ma soprattutto per quanto ci riguarda è un emblema dove da sempre opera la guardia di finanza. Abbiamo realizzato grazie al supporto straordinario della Provincia di Trento il nuovo bivacco Fiamme Gialle, e metteremo in opera a breve il bivacco Reali e il bivacco Aldo Moro. Il muse perpetua in questo modo di interpretare la montagna e i suoi presidi e migliaia di persone avranno modo di toccarlo e di immaginare la sua collocazione in un posto magnifico come le Pale di San Martino".












