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Trento
18 dicembre | 22:41

Nella Trento sotterranea riemergono decorazioni e arredi della città romana: la mostra "I colori di Tridentum": "La ricerca tassello fondamentale del percorso"

L’esposizione, offre ai visitatori una nuova visione della città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige. Mosaici, affreschi e reperti marmorei esposti per la prima volta al pubblico conducono alla scoperta dei colori che abbellivano gli spazi privati e pubblici della Trento di duemila anni fa

TRENTO. Una Trento antica e inedita, ricca di colori torna a vivere grazie alla mostra "I colori del Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana", inaugurata giovedì 18 dicembre, allo Spazio Archeologico del Sas, in piazza Cesare Battisti, sviluppandosi anche alla Villa di Orfeo, in via Rosmini.

 

All’inaugurazione hanno preso parte l’assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa, l’assessora comunale all’urbanistica e alla rigenerazione urbana Monica Baggia, il dirigente generale dell’Umst per i beni e le attività culturali Paolo Fontana, la soprintendente per i beni culturali Angiola Turella e la sostituta direttrice dell’Ufficio beni archeologici Elisabetta Mottes. Presenti anche la direttrice del Castello del Buonconsiglio Cristina Collettini e i vertici del Centro Servizi Culturali Santa Chiara.

 

"Vorrei sottolineare la bellezza di inaugurare una mostra così importante proprio in questi giorni, nell'imminenza delle festività natalizie, frutto di un lavoro di rete che permette di sentirci tutti chiamati in causa nel ricostruire la nostra storia, per tramandarne la memoria alle future generazioni. La ricerca è un tassello fondamentale in questo percorso, è una dimostrazione concreta della responsabilità che abbiamo di preservare il nostro straordinario patrimonio culturale", ha dichiarato Francesca Gerosa. 

 

L'iniziativa si colloca all'interno di una serie di eventi sul tema della pittura nell'antichità e dei colori nel mondo antico e rientra in una collaborazione tra istituzioni per portare avanti un progetto di valorizzazione e di studio in questo ambito. "Oggi condividiamo con il pubblico i risultati delle nostre ricerche, attraverso la mostra, le iniziative saranno poi completate da un convegno che sarà realizzato qui a Trento in collaborazione con le Università coinvolte nel progetto", ha spiegato Elisabetta Mottes che a presentato l'iniziativa. 

 

L’esposizione, a cura di Cristina Bassi e Barbara Maurina, offre ai visitatori una nuova visione della città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige. Mosaici, affreschi e reperti marmorei esposti per la prima volta al pubblico conducono alla scoperta dei colori che abbellivano gli spazi privati e pubblici della Trento di duemila anni fa.

 

Realizzata dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento, la mostra fa parte di un più ampio progetto che vede la collaborazione con l’Associazione Italiana di Cultura Classica - Delegazione del Trentino-Alto Adige  Aicc, l'Università di Padova, l'Università di Trento, il Muse e il sostegno della Fondazione Caritro. Nell’ambito di tale progetto si è svolto, nell’ottobre scorso al Laboratorio di archeologia dell’Università di Padova, il workshop “I colori di Tridentum”, rivolto a studenti universitari e a giovani operatori culturali.

 

Le testimonianze archeologiche permettono di riscoprire l’uso diffuso del colore nell’architettura, nella statuaria e negli ambienti domestici. Accanto alla pietra locale, come il calcare rosa del Calisio, che ancora oggi caratterizza il volto urbano di Trento, pareti e pavimenti erano impreziositi da pitture murali e mosaici dai motivi figurativi, geometrici e floreali. Un patrimonio restituito dagli scavi urbani degli ultimi decenni e oggi valorizzato attraverso questo percorso espositivo.

 

Il percorso espositivo comprende una sezione dedicata ai colori sulla mensa che, in dialogo con la sezione “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” allestita allo Spazio Archeologico del Sas, svela pietanze, ricette e condimenti della cucina degli antichi. I reperti in mostra parlano di gusti raffinati, di forme estetiche ricercate e di maestria nell’esecuzione, come testimonia il magnifico mosaico policromo che si ammira nella Villa di Orfeo.

Tra gli oggetti esposti al pubblico per la prima volta, spicca una testa di Bacco in marmo bianco, rinvenuta nel corso degli scavi archeologici condotti negli anni Novanta sotto la Cattedrale, in piazza Duomo.

 

Completa la mostra un video con la ricostruzione virtuale della Trento romana, che mette in luce la varietà cromatica degli spazi urbani e privati, includendo una ricostruzione ipotetica di Porta Veronensis, l’antico accesso monumentale alla città da sud, oggi conservato sotto la Torre Civica.

 

A corredo dell’esposizione è previsto un ricco programma di iniziative: laboratori didattici dedicati alla pittura e al mosaico per le scuole, una rassegna di film archeologici sul tema della policromia nel mondo antico e percorsi educativi specifici per le scuole primarie e secondarie, a cura dei Servizi educativi dell’Ufficio beni archeologici. Un’occasione preziosa per riscoprire, attraverso il colore, il volto autentico della Trento di duemila anni fa.

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