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Trento
30 maggio | 16:32

Nuovo logo e nuova identità visiva, il Centro Servizi Culturali S. Chiara si rifà il look: “Per presentarsi in maniera più fresca ed efficace"

La nuova immagine grafica dell’Ente è il frutto di un percorso di collaborazione intrapreso con la Libera Università di Bolzano – Facoltà di Design e Arti. La vicepresidente Sandra Matuella: “Per un centro che, forte di una storia lunga e ricca di soddisfazioni, si possa ora proiettare nel futuro in maniera più essenziale, chiara e tonda, proprio come i caratteri del nuovo logo”

TRENTO. Il Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento si rifà il look e si presenta al pubblico con una nuova identità visiva, rinnovata nel logo, e più in generale nella propria immagine grafica, realizzata al termine di un percorso di collaborazione intrapreso con la Libera Università di Bolzano – Facoltà di Design e Arti.

 

La nuova identità è stata presentata nel corso di una conferenza stampa da Sandra Matuella e Massimo Ongaro (vicepresidente e direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara), Virginia Professione e Sophia Basso (assegnista di ricerca e studentessa della Facoltà di Design & Arti della Libera Università di Bolzano), alla presenza della vicepresidente e assessore all’istruzione, cultura e sport, politiche per la famiglia, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento, e della vicesindaca e assessora alla cultura e al turismo del Comune di Trento.

 

Un’operazione che l’Ente ha ritenuto necessaria per rimanere al passo con una proposta di spettacolo che, stagione dopo stagione, si fa sempre più strutturata, ampia e articolata, che abbraccia gran parte del territorio provinciale e che si deve rivolgere ad un pubblico sempre più diversificato e, soprattutto, in continua evoluzione. Una nuova identità che possa così permettere al Centro di presentarsi all'esterno in maniera più fresca, chiara ed efficace.

 

“Ogni identità visiva è figlia del suo tempo, e in tal senso la nuova immagine del Centro S. Chiara non fa eccezione”, ha commentato la vicepresidente del Centro Servizi Culturali S. Chiara, Sandra Matuella. “Osservando il nostro nuovo logo, non si può fare a meno di notare quei due punti che seguono la ‘C’ iniziale. Due punti che ci raccontano molto sull’identità, sulle intenzioni e sulle prospettive future del Centro. Un comune carattere tipografico che allude ad un Centro capace di essere molte cose. Un Centro più aperto, pronto al dialogo con le tante realtà che abitano il territorio, e attento all’individuo. Un Centro che, forte di una storia lunga e ricca di soddisfazioni, si possa ora proiettare nel futuro in maniera più essenziale, chiara e tonda, proprio come i caratteri del nuovo logo”.

 

Il Centro S. Chiara negli ultimi anni ha consolidato in maniera sempre più netta il proprio ruolo di riferimento culturale per l’intero territorio provinciale, trovandosi ad operare in un contesto sempre più ricco, socialmente e culturalmente. C'era pertanto la necessità di migliorare il modo in cui il Centro presenta sé stesso e il modo in cui veicola la propria identità verso l’esterno. Capire quale immagine offre di sé e, soprattutto, come questa viene percepita dal pubblico e dai suoi stakeholder.

 

Da queste riflessioni è quindi nata la collaborazione con la Libera Università di Bolzano, nella quale il Centro ha intravisto fin da subito una preziosa occasione per riflettere su sé stesso, comprendere a fondo la propria identità e chiarirsi così le idee sulle prospettive e possibilità future dell’Ente.

 

“All the world’s a stage”, questo il nome del corso realizzato dalla Libera Università di Bolzano – Facoltà di Design e Arti, nato proprio con l’obiettivo di avviare uno studio preliminare sulla costruzione di un’identità visiva per il Csc Santa Chiara. Trattandosi di un soggetto articolato da raccontare per la pluralità delle attività svolte, il CSC Santa Chiara ha presentato fin da subito una sfida progettuale per le studentesse e gli studenti del corso.

 

Con il supporto dei ricercatori Andrea Facchetti e Marcello Barison, è stato avviato uno studio volto a esplorare le diverse possibilità e potenzialità dell’identità visiva nel mondo della cultura, in particolare nel teatro. Ispirandosi al panorama dei teatri contemporanei, gli studenti hanno sviluppato una serie di proposte preliminari che immaginano le nuove voci dei teatri di Trento.

 

Il progetto “All the world’s a stage” rappresenta un ponte tra il mondo accademico e quello professionale, offrendo spunti di riflessione su come il design possa arricchire l’esperienza culturale di una realtà complessa come il Centro Servizi Culturali Santa Chiara.

 

“Il progetto “All the world’s a stage” ha permesso di esplorare in profondità cosa significhi oggi progettare un’identità visiva per un teatro", ha affermato Giorgio Camuffo, graphic designer e docente della Libera Università di Bolzano. "Le studentesse e gli studenti sono stati coinvolti fin da subito in un’esperienza che li ha portati a riflettere sull’impatto dell’identità visiva sulla percezione di un teatro”. 

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