"Sempre la stessa, sempre diversa", intervista alla cantautrice Erica Mou in concerto a Lagorai d'Incanto: "Innamorata dell'energia della montagna"
Il concerto è in programma domenica (7/07) alle 12 in località Marcesina a Grigno. Erica Mou: "Attendevo questo live da tempo e ho costruito una scaletta speciale in cui si alternano canzoni e letture"

GRIGNO. "Sempre la stessa, sempre diversa". Inizia a raccontarsi così, a il Dolomiti, la cantautrice pugliese Erica Mou – tra le voci più sensibili e raffinate del panorama contemporaneo – che domenica 7 luglio alle 12 sarà protagonista a Grigno, in località Marcesina, del festival Lagorai d'InCanto 2024.
Nel penultimo appuntamento della rassegna – nata per nata per far riscoprire la bellezza della Catena del Lagorai e del Gruppo di Cima d’Asta in Valsugana attraverso concerti estivi in meravigliosi palcoscenici montanti – e che vedrà esibirsi anche il cantautore Dente, l'artista pugliese proporrà un live acustico in cui, intervallando canzoni a letture, ripercorrerà la sua carriera.
Un viaggio dagli esordi fino alla partecipazione a Sanremo 2012, in cui ha vinto il Premio della Critica Mia Martini e il Premio Sala Stampa Radio TV, passando attraverso sette album e arrivando fino all'ultimo singolo pubblicato a giugno e intitolato "La festa del santo".
Artista poliedrica – in grado di intrecciare nei suoi pezzi scrittura originale e la tradizione cantautoriale italiana con le sonorità pop-folk del Nord Europa – Erica Mou ha saputo affermarsi anche come attrice, apparendo sul grande schermo nel film “Figli” con Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi e in “Quo vado” di Checco Zalone, e ha inoltre pubblicato nel 2020 il suo primo romanzo "Nel mare c'è la sete".
Erica Mou, partiamo dalla splendida cornice naturale che ospiterà il concerto. Che sensazioni ha in merito?
Avrei dovuto partecipare al festival anche lo scorso anno, e mi è dispiaciuto tantissimo non esserci riuscita: sono quindi veramente felice di questo concerto. È uno dei live che attendo con più entusiasmo perchè, pur essendo nata sul mare, è sorto in me un vero e proprio amore per la montagna dopo essermi esibita in passato sulle Dolomiti, ambiente che mi ha letteralmente folgorata. Amo l'energia della montagna e questi sono gli eventi che rimangono nel cuore degli artisti e del pubblico, perchè il paesaggio diventa parte attiva del concerto.
Veniamo all'essenza del live, cosa proporrà al pubblico?
Canterò accompagnandomi solamente con la chitarra e sarà un live "scarno" ma al contempo ricco: la scaletta, costruita ad hoc per il Lagorai, abbraccerà tutti i miei album e anche qualche canzone nuova, tra cui il singolo appena uscito 'La festa del santo". C'è poi una curiosità: nel live oltre alla musica ci saranno parole non cantate, dal momento che proporrò anche alcune letture. Sono molto felice che con me ci sia anche Dente, che sono felice di rincontrare, e dopo il mio live mi godrò il suo sdraiandomi sul prato.
Per il suo ultimo singolo "La festa del santo" sceglie un'ambientazione particolare: la festa patronale del suo paese. Da quali ispirazioni nasce il brano?
È una canzone che sicuramente ha un debito con il folclore popolare, sia nell'ispirazione che nel sound, però ho cercato di calarlo nell'oggi raccontando quello che ho vissuto in prima persona: l'attesa per una festa di paese che spezza la monotonia dei giorni estivi e in cui si fanno incontri che non avvengono normalmente. Con le bancarelle, le luminarie e lo zucchero filato che durante l'adolescenza sembrano fare da cornice ai tanti amori che nascono. Quando sono tornata a vivere in Puglia, dopo un periodo lontano dalla mia terra, ho voluto omaggiare le mie radici raccontando inoltre, come accennavo, una storia d'amore caratterizzata dall'incomunicabilità e dove traspare il conflitto tra le dimensioni della scelta e del caso.
Venendo alla sfera musicale, lei è sempre riuscita ad intrecciare il cantautorato italiano e ad aprirsi al contempo al panorama internazionale, principalmente alla tradizione pop-folk nordeuropea.
Ho sempre cercato addentrarmi nell'eredità del cantorato italiano, che è la musica che si è sempre ascoltata a casa mia, con particolare attenzione alla sfera delle parole. Ho però anche ascoltato da sempre moltissimi generi diversi, aprendomi ad influenze internazionali anche alla luce delle esperienze artistiche vissute negli anni e delle collaborazioni con musicisti e generi dai tratti molto diversi. Ho sempre però cercato di mediare il tutto attraverso il filtro della mia sensibilità artistica e della mia visione: sono infatti convinta che a comandare sia la parola e, partendo da qui, ho sempre cercato, e cerco tuttora, di aprirmi a nuove esplorazioni.
Facendo un balzo indietro nel tempo: si è affacciata al grande pubblico con la partecipazione nella categoria giovani al Festival di Sanremo nel 2012, cosa le ha lasciato quell'esperienza?
Da allora moltissime persone mi seguono tuttora, anche nei live, ed è una grandissima ricchezza che porto nel cuore. Poi quell'occasione è stata un grande step di crescita dal momento che ho messo duramente alla prova la mia capacità di affrontare le difficoltà. Ero molto giovane, mi sono trovata su un palcoscenico importantissimo e questo ha rappresentato uno spartiacque importante per quanto riguarda il mio modo di affrontare le sfide: è maturata in me la consapevolezza che la chiave sia riuscire a trovare sempre la giusta dose di leggerezza anche nelle situazioni più complesse.
Da allora sono passati molti anni. Com'è cambiato il suo modo di approcciarsi al mondo della musica che nel frattempo è cambiato moltissimo?
Nonostante i tanti cambiamenti credo di essere stata negli anni abbastanza coerente: ho continuato a lavorare sui dischi e a non pensare alle canzoni solo come singoli a se stanti. L'intenzione è di continuare anche in futuro su questa linea, dal momento che è quello che sento dentro me e la speranza è che anche il panorama musicale torni a "ragionare" in questo modo. Sono convinta che la coerenza con se stessi sia fondamentale, anche per creare un bel rapporto con i gli ascoltatori che aspettano sempre il prossimo disco, dandogli quindi la giusta importanza.
Prima accennava al suo amore per le parole, e questo è sfociato anche nella pubblicazione di un romanzo intitolato "Nel mare c'è la sete", tradotto poi in diverse lingue.
Ho scoperto piacevolmente che quest'altro modo di scrivere mi soddisfa in un modo diverso rispetto alla musica, aprendo porte artistiche differenti, e le due dimensioni si contaminano continuamente. Nel dettaglio, quel romanzo è nato perchè mi ero resa conto che volevo raccontare una storia che non entrava dentro una canzone: quella di una ragazza di nome Maria e che si svolge in un lasso temporale di ventiquattro ore, scandite da quattro pasti. La protagonista si trova a dover ricapitolare la sua esistenza e la sua storia famigliare, segnata da un terribile evento avvenuto in passato e per il quale prova un grande senso di colpa. Dopo aver vissuto sempre con un "etichetta" che non le corrisponde, in un giorno Maria dovrà far pace con tutto ciò che è successo, prendendo la prima decisione importante della sua vita.
Chiudiamo partendo da dove abbiamo iniziato: si è definita "sempre la stessa, sempre diversa", che progetti ha per il futuro?
Al momento sto lavorando ad un romanzo e ad un nuovo disco. Sul primo vi posso svelare che racconterò una storia molto personale e, per quanto riguarda il secondo, sarà un lavoro molto vero e diretto, con un arrangiamento essenziale e completamente suonato live: è la dimensione che mi appartiene di più e che non avevo mai esplorato in un album.












