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Trento
17 giugno | 12:51

"Live estivi? Voglio sentirmi parte di un flusso di umanità" Diodato protagonista alla Trentino Music Arena: "La musica abbatte le barriere, ritrovarsi è un atto di resistenza"

Il cantautore racconta il tour estivo che farà tappa a Trento spaziando tra l'ultimo singolo 'Non credo più', il suo rapporto con i live e il grande amore per il cinema: "La musica per me è abbattere barriere anche personali e spostare i miei confini e orizzonti per creare qualcosa di nuovo insieme al pubblico. In un periodo storico come quello che stiamo attraversando, davanti alle atrocità, alla disumanità, al terrore in cui vogliono farci vivere, ritrovarsi è un vero atto di resistenza"

TRENTO. Tra i cantautori più intensi ed eleganti del panorama cantautorale italiano, nonché tra gli artisti più premiati in assoluto, Diodato sarà protagonista a Trento, assieme a Lucio Corsi e Mazzariello, della prima data del Trento Live Fest powered by Eurospin, in programma alla Trentino Musica Arena venerdì 27 giugno.

 

Un live che, a detta del cantautore, “sarà la naturale continuazione del tour nei teatri”, dimensione ideale – e che sui grandi palcoscenici estivi verrà riproposta come un “esperienza comune, emozionalmente intensa” – per esaltare il ricercato e “vincente” mix tra rock, musica popolare e cantautorato che lo hanno portato a raggiungere vette artistiche altissime, oltre che a ricevere in carriera due David di Donatello e altrettanti Nastri d'Argento, che si aggiungono, tra gli altri, al trionfo Sanremese del 2020 con il brano “Fai Rumore” e al premio Amnesty International 2024.

 

Tornando al live trentino, è Diodato svela alcuni tratti salienti del suo tour “Estate 25”.

 

“Sarà un tour estivo con molti live in tutta Italia, anche in spazi nuovi. Nasce come la naturale continuazione del tour nei teatri – spiega il cantautore – con la differenza che negli spazi estivi ti ritrovi a suonare con i luoghi, a vibrare con essi e con il pubblico che ascolta. Il tour nei teatri ha rappresentato un’esperienza artistica completamente incentrata sul concetto di emozione, riproporremo questo focus anche durante i live estivi. Il mio obiettivo? Provare a vivere un’esperienza comune, emozionalmente intensa, un viaggio in cui voglio sentirmi parte di un flusso cosciente di umanità”.

 

E, parlando proprio del suo rapporto con la dimensione live, Diodato spiega come il palco rappresenti per lui il luogo in cui “tutto può accadere davvero” e in cui “provo a connettermi” profondamente con il pubblico, creando momenti di condivisione unici.

 

“La musica per me è questo, abbattere barriere anche personali e spostare i miei confini e orizzonti per creare qualcosa di nuovo insieme al pubblico – specifica l'artista – qualcosa che fino a qualche istante prima non esisteva. In un periodo storico come quello che stiamo attraversando, davanti alle atrocità, alla disumanità, al terrore in cui vogliono farci vivere, ritrovarsi è un vero atto di resistenza, lo credo fortemente”.

 

Sull'onda di quest'ultima riflessione, vale la pena soffermarsi sul suo ultimo singolo “Non ci credo più”,  uscito lo scorso 25 aprile e con cui sceglie di dar voce alla propria volontà di reagire, ribadendo l’importanza di non lasciarsi sopraffare da una narrazione del reale che sembra avere come unico scopo quello di dividerci e farci tollerare l’inaccettabile. “Non ci credo più è un mantra con il quale ho voluto ribadire a me stesso le cose in cui non credo - spiega - come a delineare con ancor più decisione un tracciato su una mappa che possa portarmi verso ciò in cui credo ancora”.

 

E poi un focus proprio sul titolo schietto della canzone: “La volontà è quella di non credere più alla narrazione che cerca di alimentare quel senso di impotenza che proviamo quotidianamente, anche e soprattutto davanti alle tragedie a cui stiamo assistendo in questo periodo storico. Siamo spettatori in diretta mondiale di un genocidio ma possiamo fare ancora tanto, e possiamo intervenire attivamente anche su ogni aspetto della vita sociale e politica del nostro Paese”.

 

La riflessione vira poi sul valore dell'arte e della musica. “Non credo più a quella volontà di renderci inermi davanti a questo tipo di narrazione – specifica – penso invece che ognuno di noi debba fare il suo, facendo sentire la sua voce ancor di più in un momento come questo. Credo sia importante riconoscersi, avvicinarsi e capire che siamo in tanti a non credere più in determinate cose. La musica può aiutare ad amplificare messaggi importanti e da musicista e cittadino credo sia importante appoggiare le cause che sento giuste”.

 

Parlando infine del suo percorso artistico, Diodato si sofferma su alcune curiosità legate al suo rapporto con il cinema, per il quale ha firmato apprezzatissimi successi: “Ho avuto la fortuna di poter scrivere delle canzoni che sono state amate dai registi, penso a Se mi vuoi, Che vita meravigliosa e La mia terra. Ho sempre scritto cercando di non guardare i film, così da essere libero e meno influenzato dalle immagini. In questo modo mi diverto di più e mi piace che la canzone possa essere mia, indipendentemente dal film, raccontando le mie sensazioni e i miei punti di contatto con quella storia”.

 

Ma da dove nasce il suo amore per il cinema? “Il mio legame con il cinema è determinato dall’amore che nutro per questa arte – conclude Diodato – e sin da bambino ne ho percepito la potenza e poi ho voluto anche studiarlo. L’invito a scrivere canzoni per i film ha sempre rappresentato per me una sfida bellissima e un grande onore, un atto d’amore che nutro per la settima arte”.

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