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| 05 nov 2025 | 17:59

La Grande Magia dell'incisione (e del teatro)

Venerdì 7 allo spazio FoyEr di vuia Galilei si inaugura l'ottava edizione del festival artistico che seleziona opere di artisti italiani e internazionali chiamati ad interpretare un tema che quest'anno richiama al grande Eduardo De Filippo con suggestive interretazioni. Sessantotto i lavori in mostra fino a dicembre e nel vernissage la dichiarazione del vincitore

di Redazione

TRENTO. Compie otto anni il Festival Internazionale di Incisione Contemporanea di Trento (FIIC), organizzato da Spazio FoyEr in via Galilei, che torna da venerdì 7 novembre al 5 dicembre 2025 con un’edizione dal titolo evocativo: La grande magia, in omaggio alla celebre commedia di Eduardo De Filippo, di cui ricorrono i 125 anni dalla nascita. Come di consueto, il tema scelto dialoga con il mondo teatrale, intrecciando linguaggi e suggestioni. Il numero otto è cifra ricorrente nella storia del festival: otto le edizioni finora realizzate, otto gli artisti invitati ogni anno a creare un progetto originale legato al tema, e otto anche le opere finaliste selezionate dalla Giuria Tecnica per concorrere al Premio FIIC Trento 2025, assegnato dalla Giuria Popolare formata da artisti, attori e registi del Fantasio Festival di Regia Teatrale, con cui il FIIC è gemellato. Un numero che in molte culture rappresenta l’infinito e l’equilibrio cosmico, e che per questo ben si lega al tema scelto per questa edizione speciale, La grande magia. Nel corso degli anni, il Festival ha saputo costruire una rete internazionale di scambi artistici e culturali, attirando centinaia di incisori da tutto il mondo. Anche quest’anno il bando ha raccolto oltre 200 adesioni, con artisti e artiste provenienti da Europa, Asia e Sudamerica, dal Brasile al Messico, dall’Argentina all’Ucraina, dalla Cina al Kazakistan, fino alla Grecia, alla Polonia e alla Tunisia.  Il tema di questa ottava edizione come di consueto dialoga con il mondo di teatro. Il titolo rimanda direttamente a una commedia di Eduardo De Filippo, di cui nel 2025 ricorrono i 125 dalla nascita. Nell’opera teatrale del 1948 il grande drammaturgo e attore esplora il confine tra realtà e illusione. Un uomo, determinato a gestire la propria vita come un “gioco sicuro”, si trova immischiato in un intrigo orchestrato da un illusionista e di fronte allo strano meccanismo della sparizione della moglie scopre che il vero potere della magia sta nell’accettare l’imprevedibile. È proprio questo stimolo al lasciarsi stupire che determina la scelta de “La grande magia” quale stimolo creativo per questa edizione del FIIC.


 Gli otto artisti e artiste selezionate come finalisti sono Sonia Cumerlato (Italia), Incontri (er la profonda essenzialità di un lavoro che, attraverso una composizione minimalista, è capace di aprire grandi scenari di significato sfruttando l’importanza del bianco e del non detto); Manfred Egger (Austria), Vegna ver noi la pace (Per aver saputo reinterpretare con maestria l’idea classica di xilografia, realizzando un’opera in cui la trasparenza e l’attenuazione dei contrasti sono gli elementi protagonisti, capaci di conferire eleganza e leggerezza al lavoro); María Luisa Estrada Sánchez (Messico), Presagio I (Per aver creato, con rigore e precisione tecnica, una narrazione fantastico-realistica capace di suscitare nell’osservatore un senso di inquietudine pur mantenendo la leggerezza della visione onirica). E ancora Ugo Grazzini (Italia), Senza titolo (Per l’equilibrio e l’essenzialità di un’opera altamente evocativa e di grande impatto emotivo); Andrea Guerra (Italia), Linea gotica III (Per la compostezza di un’opera che, ben mantenendo il taglio classico e rigoroso, è capace di aprire nuovi orizzonti di significato); Juan Carlos Ramos Guadix (Spagna), El gran teatro del mundo: el inquisidor ante el espejo ((er aver dato vita ad un’opera fortemente evocativa, dove l’utilizzo della modernità fa da supporto equilibrato a una tecnica rigorosa quanto difficile come quella del bulino, in cui l’autore dimostra grande capacità); Dušan Pacúch (Slovacchia), Strada (Per aver saputo creare suggestioni metropolitane attraverso una composizione semplice e pulita di matrici realizzate e stampate con minuzia e perizia); Vladimir Zuev (Russia), Matrix II (Per aver osato nella realizzazione di una composizione di grande impatto visivo, capace di mantenere un armonioso equilibrio tra segni e tecniche, sottolineato da un’interessante, quanto insolita, contrapposizione tra colore e grigio).

  A valutare le oltre 200 opere pervenute è stata la Giuria Tecnica, formata da personalità di prestigio nel campo delle arti visive e in particolare nel settore dell’incisione. Un lavoro eseguito con perizia e attenzione, compiendo scelte anche molto severe. Tale lavoro ha permesso di selezionare le 68 opere che esposte a Spazio Foyer. Tra queste, la stessa Giuria Tecnica ha inoltre segnalato, a suo insindacabile giudizio, le otto opere meritevoli del Premio FIIC Trento 2025. Una Giuria Popolare, formata da artisti, attori e registi teatrali, ha quindi decretato, tra le otto opere finaliste, il vincitore o la vincitrice del Premio FIIC 2025. 

 

 Il 7 novembre alle 17.00, in occasione dell’inaugurazione allo Spazio Foyer di Trento (via Galilei), verrà annunciato il vincitore o la vincitrice del Premio FIIC Trento 2025. Fino al 5 dicembre, il pubblico potrà visitare la mostra collettiva con le 68 opere selezionate tra le oltre 200 pervenute: un’antologia che offre uno sguardo ampio e vivace sulla grafica contemporanea internazionale, in cui giovani allievi e artisti affermati dialogano attraverso segni, materiali e poetiche differenti.

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