"Il rigore scientifico, l'emozione dello spettacolo", torna in città il Teatro della Meraviglia: "Se i giovani incontrano la scienza, saranno cittadini migliori"
Torna in città il Teatro della Meraviglia, il festival che unisce teatro e scienza: in programma cinque giorni di rassegna con spettacoli in prima serata e numerosi eventi. Il direttore artistico Andrea Brunello: "Le emozioni trasmesse dal teatro e dalla musica ci permettono di acquisire competenze incuriosendoci. Pur affrontando temi scientifici si entra nella dimensione dell'immaginazione, guidata comunque da forti competenze: è questa la chiave di lettura del festival"

TRENTO. Il rigore della scienza, l’emozione dello spettacolo. Torna, dal 9 al 13 dicembre, l'appuntamento con il Teatro della Meraviglia: il festival che a Trento unisce teatro e scienza, promosso da Unitn e da Arditodesìo e giunto alla nona edizione, mette in programma cinque giorni di rassegna con altrettanti spettacoli in prima serata, eventi preserali, quattro appuntamenti con installazione e djset e due sessioni di workshop sulla narrazione scientifica.
A presentarle il festival, che debutterà al teatro Sociale e che proseguirà al Cuminetti, è il direttore artistico Andrea Brunello. “L'edizione 2025 del Teatro della Meraviglia – spiega a il Dolomiti – posso dire che più di tutte le altre si possa chiamare festival, con una proposta varia e con appuntamenti non solo serali: unire 'palcoscenico' e scienza è un' operazione fondamentale, perché permette di aggiungere quel lato emotivo in grado di incuriosire, senza perdere sotto l'aspetto delle competenze”.
Punto di forza e novità di questa edizione, viene specificato, è il legame che si è voluto creare con cinema, musica e lettura, con proposte che rendono la rassegna teatrale ancora più versatile e ampia, vicina al format di un festival diffuso e interdisciplinare.
“La proposta è varia e esce da quei canoni del teatro classico che abbiamo sperimentato gli altri anni – spiega Brunello – con appuntamenti non solo serali: troviamo infatti performance, storytelling ma anche musica, dj set, letteratura, workshop e addirittura una camminata astronomica. Insomma, c'è veramente tanto e questo rappresenta un segno di crescita: insieme all'Università e agli altri partner l'idea è quella di creare un festival di dimensione nazionale capace in futuro, perché no, di andare oltre i nostri confini”.
IL PROGRAMMA
Venendo alle cinque serate di festival, l’apertura del 9 dicembre (ore 20.30, al Teatro Sociale) è affidata ad Amedeo Balbi, Paolo Spaccamonti e Gup Alcaro protagonisti di “Al largo dei bastioni di Orione”: un viaggio alla scoperta di quattro capolavori della storia del cinema - “2001 Odissea nello spazio”, “The Martian”, “Interstellar” e “Arrival” - dove fra parola, musica e atmosfere spettacolari verranno ripercorsi i temi scientifici: si parlerà dell’esistenza di possibili forme di vita aliena e di come potrebbe funzionare con loro la comunicazione, di viaggi su Marte, di buchi neri e di spaziotempo.
Per le successive serate la rassegna si sposterà al Teatro Cuminetti. “L’albergo infinito” della compagnia Compagni di Viaggio, in cartellone per mercoledì 10 dicembre, tratta del concetto di infinito matematico in una rappresentazione interattiva delle sue dinamiche. La trama stessa è un preludio al fascino della matematica: un giovane disoccupato, Mario, trova un posto di lavoro nella reception di un hotel periferico della catena Infinity. L’incredibile hotel, che ha un numero infinito di stanze, si trova al momento completo: ed ecco che si presenta un nuovo cliente al quale non si può dire di no, i guai sono appena cominciati.
Giovedì 11 dicembre andrà in scena "Carbonio", lettura scenica di fantascienza che tratta di un primo incontro ravvicinato con una forma di vita aliena. Non è il solito video sgranato fatto con una telecamerina: l’hanno infatti visto tutti, centinaia di testimoni, con foto e video. La particolarità dell'alieno? Non essere composto minimamente da molecole di carbonio, la sostanza alla base della vita sulla Terra.
Nicola Bizzarri sarà protagonista di “Sonno, paure e deliri notturni”, spettacolo che animerà la serata di venerdì 12 dicembre: un viaggio nel sonno e nei sogni che ripercorre, tra ironia e documentario, gli studi scientifici nel tentativo di svelarne i misteri. Partendo dalla personale esperienza di paralisi del sonno, nello spettacolo l’artista indaga su cosa ci accade mentre dormiamo, sulla seconda vita che viviamo senza rendercene conto, a volte paurosa, altre volte divertente, ma in un caso come nell’altro, incredibilmente affascinante.
A chiudere la rassegna, sabato 13 dicembre, sarà “L’oscura materia l’universo e io” di Silvia Girardi, uno spettacolo sui riverberi delle grandi incognite della cosmologia sul nostro immaginario: un monologo teatrale con elementi di divulgazione scientifica e introspezione esistenziale, ma anche un viaggio poetico e ironico attraverso le meraviglie dell’astrofisica e della condizione umana.
Tutti gli spettacoli al Teatro Cuminetti saranno preceduti nel Foyer da “Macchine per dialoghi disobbedienti”, installazione di Michele Cremaschi che introduce il pubblico attraverso un’esposizione guidata a opere digitali interattive: macchinari steampunk ibridi tra tecnologie vintage e modelli di intelligenza artificiale. Il percorso nell’istallazione è accompagnato tutte le sere da un diverso dj set in vinile.
GLI EVENTI PRESERALI, LA LIBRERIA DELLA MERAVIGLIA E IL WORKSHOP
Le serate con il Teatro della Meraviglia cominceranno già all’ora dell’aperitivo: si comincia il martedì al Teatro Sociale con “La meraviglia della scoperta. Tre minuti per un libro”, brevi recensioni live di libri divulgativi in collaborazione con il Festival Scienza&Virgola di Trieste: insieme a ricercatrici e ricercatori UniTn interverrà Nico Pitrelli, comunicatore della scienza e direttore del Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” e al termine il pubblico voterà la recensione più apprezzata. Verrà poi regalata, a estrazione, una copia del libro che ha avuto più voti.
Il mercoledì e il giovedì, a Le Garage Lab, sarà la volta di UniTrento Open Mike, la rassegna promossa da Arditodesìo, in cui a mettersi in gioco sono i ricercatori e le ricercatrici dell’Ateneo trentino.
Doppio appuntamento invece per venerdì: in “Trotterellando tra le stelle di Trento” l’astronomo e comunicatore scientifico Stefano Giovanardi porterà i presenti fra le vie di Trento seguendo un itinerario astronomico, per riportare alla luce gli elementi che ricorrono nella storia della città e la connettono alle stelle. La passeggiata – per massimo 40 partecipanti – partirà dal monumento a Dante Alighieri in Piazza Dante e durerà circa due ore. Nel frattempo, all’HarpoLab, Gianmarco Donaggio condurrà “In Visible Light”, un film generato interamente dal vivo usando il campo elettromagnetico circostante. La particolarità? Il lavoro renderà visibile e udibile la corrente elettrica.
L'ultimo evento preserale è in programma il sabato all’HarpoLab con “Notte di santa Lucia: storie di buio e di luce” con Stefano Giovanardi e l'astronomo, docente e divulgatore scientifico Valerio Oss: una conferenza-spettacolo interattiva, ispirata dal libro “Passeggiate astronomiche”.
Anche per l’edizione 2025, grazie alla collaborazione con la Libreria Due Punti ci sarà la possibilità di acquistare editoria scientifica e assistere a presentazioni di libri con titoli proposti da artisti, scienziati e referenti del Teatro della Meraviglia e ad essere proposto sarà anche il workshop "Scrivere un libro di comunicazione della scienza" (QUI INFO e ISCRIZIONI).
L'UNIONE TEATRO MUSICA E LO SGUARDO ALLE NUOVE GENERAZIONI
"Unire teatro e scienza credo sia un lavoro importante che portiamo avanti da anni - osserva il direttore artistico Andrea Brunello - nell'ottica di dar voce ad un ambito, che magari si racconta normalmente in modo meno emotivo, attraverso il quid dato dal palcoscenico. Credo che le emozioni trasmesse dal teatro e dalla musica ci permettano di acquisire competenze incuriosendoci, rendendo memorabili le cose: questo perché, pur affrontando temi scientifici, si esce dalla dimensione della lezione e si entra in quella dell'immaginazione, guidata comunque da forti competenze. È proprio questa la chiave di lettura del festival che si riassume proprio nel concetto di meraviglia".
Un ultimo sguardo Brunello lo lancia sulla volontà, e la capacità, del festival di intercettare le nuove generazioni.
"Il Teatro della Meraviglia è pensato per tutti - conclude Brunello - ma un'attenzione particolare è rivolta agli studenti universitari e degli ultimi anni delle superiori, questo anche in virtù della partnership con l’Università di Trento. Sono convinto che se i giovani incontrano la scienza, rendendola propria, apprezzandola e fidandosi di essa, saranno sempre dei cittadini migliori, molto più consapevoli e, chi lo sa, magari alcuni potrebbero essere intercettati dalla voglia di diventare degli scienziati. E quest'ultima cosa credo che rappresenti un aspetto fondamentale per la società contemporanea, che necessita sempre più di grandi competenze.
Tutte le ulteriori informazioni sul festival, e sui biglietti, sono disponibili sul sito di Teatro delle Meraviglia.












