“L’abito fa il monaco?”: Religion Today Film Festival, in programma dal 16 al 23 settembre, interrogherà il mondo della moda con l'arte del cinema
La 29esima edizione del festival si terrà dal 16 al 23 settembre e parte da un proverbio ribaltato per interrogarsi su quello che è il significato sociale dell’abbigliamento, tra fast fashion e identità, ma anche tra religione e sostenibilità. Saranno 63 i film proiettati e fra questi, 37 provengono da Paesi diversi. Tra gli ospiti annunciati il costumista Massimo Cantini Parrini e il regista Mimmo Calopresti

TRENTO. “L’abito non fa il monaco”, recita così uno dei proverbi più conosciuti della tradizione italiana e Religion Today sceglie di “ribaltarlo”, trasformandolo in una domanda rivolta al suo pubblico.
La 29esima edizione prende forma così, da questa idea e la rassegna cinematografica è in programma dal 16 al 23 settembre 2026. I temi trattati? Moda, etica, apparenza, identità e sostenibilità.
Una scelta che parte quindi dalla consapevolezza che oggi la moda non possa più essere considerata soltanto una questione estetica, e provare a comprendere perché è già un ottimo inizio: ciò che indossiamo parla di noi, certamente, comunica apparenze, gusti, condizione sociale e valori, ma è anche appartenenza ad sistema produttivo sul quale è necessario interrogarsi.
La moda un tempo era simbolo di eleganza, stile e artigianato, ad oggi, nonostante i grandi maestri Armani, Versace e Valentino, si è però trasformata in una fast fashion rapida, usa e getta, inquinante e alimenta da modelli di sfruttamento che coinvolgono migliaia di lavoratori.
Religion Today (organizzato dall'associazione BiancoNero) sceglie di affrontare questi temi e interrogativi attraverso l’arte, in particolare, il cinema: oltre ad intrattenere o a rappresentare la bellezza infatti, questo può essere uno degli strumenti più efficaci per veicolare messaggi, raccontare realtà lontane e mettere lo spettatore di fronte a domande che altrimenti rischierebbero di rimanere inascoltate.
Questa grande riflessione accompagnerà un festival che possiede da sempre anche un fortissimo carattere internazionale: 63 film in concorso provenienti da 37 Paesi, cinque anteprime mondiali, otto europee e dieci italiane, con la presenza di oltre 30 registi. E poi, la manifestazione toccherà sì Trento e Rovereto, ma anche numerose altre località del territorio, tra cui Arco, Dro, Riva del Garda, Lavarone, Montagnaga di Pinè, Vezzano e Bolzano.
Le proiezioni che riguardano Trento si terranno dal 16 al 20 settembre al cinema Modena e dal 22 al 23 settembre al teatro San Marco. E, come ogni anno, il cuore del festival sarà la tenda di Abramo, in Piazza Fiera: luogo dove si svolgeranno incontri, masterclass e aperitivi a tema.
La serata d'apertura (al cinema Modena), vedrà la proiezione, fuori concorso, del film "Voluntas tua - Maria Domenica Lazzeri - la Mistica delle Dolomiti" di Lia e Alberto Beltrami. Parallelamente si aprirà il concorso con due proiezioni a Lavarone, al cinema Dolomiti: "The tale of God's Peak (La Zima del Signor) di Alessandro Padovani e "The Presidents' Tailor" di Rick Minnich.
La novità di quest’anno sarà invece la presenza in Piazza Santa Maria Maggiore, dal 21 al 23 settembre, insieme al Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti), con eventi dedicati.
A rappresentare poi simbolicamente quello che è il filone della rassegne sarà anche la figura di San Francesco (dato l’ottocentesimo anniversario della sua morte) poiché la sua storia è strettamente legata al significato dell’abito. Francesco si spogliò delle proprie vesti e dei privilegi della sua condizione per indossare il saio, facendo di un gesto concreto il simbolo di una scelta radicale di vita: l’abito, in quel caso, non fu semplice apparenza, ma rappresentazione visibile di valori e identità.
È su questo confine “tra ciò che mostriamo e ciò che siamo” che il Festival vuole quindi portare il pubblico a riflettere. Come sottolinea il direttore artistico Andrea Morghen: “La moda è da sempre un linguaggio religioso e culturale, infatti gli abiti religiosi raccontano appartenenze, regole, tradizioni, valori. E rivelano il legame profondo tra estetica e fede, tra forma e significato. Così come il cinema è l’arte che ieri e oggi ha raccontato il mondo proprio tramite le immagini e le idee".
Particolare attenzione sarà riservata ai più giovani. L’obiettivo dichiarato è stimolarli a osservare la diversità, riconoscendo i simboli senza trasformarli in stereotipi: “Vogliamo che ragazze e ragazzi imparino a guardare la diversità con curiosità, non con sospetto; a riconoscere i segni essenziali senza cadere negli stereotipi; a scoprire come la moda possa diventare un atto di consapevolezza, di libertà e di rispetto”.
La premiazione è prevista domenica 20 settembre al Mart di Rovereto, dove si terrà anche una tavola rotonda dedicata al tema dell’edizione. La presidenza della giuria è stata affidata al costumista Massimo Cantini Parrini, già candidato al premio Oscar, mentre tra gli ospiti annunciati figura il regista Mimmo Calopresti, autore di "Versace, l’Imperatore dei Sogni".
Continua poi la collaborazione del Festival con il Forum Trentino per la pace e i diritti umani: membri della giuria, organizzeranno anche eventi speciali dedicati al tema della non-violenza al teatro di Padergnone e presso il teatro San Marco.
Il programma delle proiezioni e tutti gli appuntamenti sono disponibili sul sito: https://rtff.it/














