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| 03 settembre | 22:10

"Miss Italia, oggi la bellezza italiana è meticcia e il concorso è lo specchio di un Paese che cambia", il regista Vanzina: "In 80 anni trasformate società ed estetica"

Il regista e sceneggiatore Enrico Vanzina alla presentazione della fase finale nell’anno degli 80 anni del nome: "Miss Italia è lo specchio del Paese. Oggi la bellezza italiana è meticcia. Il Concorso ha raccontato i cambiamenti del gusto e della società, oggi servono talento e soprattutto intelligenza"

(foto sx wikipedia - quirinale.it)
(foto sx wikipedia - quirinale.it)
di Redazione

ROMA. "Ottant’anni di Miss Italia significano anche ottant’anni di trasformazioni del costume, dell’estetica e della società italiana".

 

A raccontare questo percorso è Enrico Vanzina, ospite della conferenza stampa di presentazione della fase finale di Miss Italia 2026, nell’anno in cui il Concorso celebra gli 80 anni del nome “Miss Italia”.

 

Regista, sceneggiatore e scrittore, osservatore privilegiato dei cambiamenti del costume nazionale, Vanzina individua proprio nella capacità di attraversare epoche diverse una delle ragioni della longevità del Concorso: "Miss Italia rappresenta un marchio insostituibile legato alla celebrazione della bellezza italiana. Questo marchio ha contribuito ad analizzare, in chiave sociologica, antropologica e culturale, i vari cambiamenti del gusto e dell’estetica italiana. Miss Italia è lo specchio della società italiana che si trasforma".

 

Una trasformazione che riguarda anche il concetto stesso di bellezza. Vanzina, che per due volte ha presieduto la giuria di Miss Italia, parte dalla propria esperienza nel Concorso per descrivere un cambiamento ormai evidente nella società italiana: "Ho avuto l’onore di fare per due volte il presidente della giuria di Miss Italia e questo mi ha spinto a riflettere sul senso della bellezza italiana. Credo che, già da qualche anno, il modello di una bellezza 'tutta italiana' si sia trasformato. Oggi la bellezza è 'meticcia', perché tiene conto di canoni estetici approdati nella sensibilità del nostro Paese. È una bellezza più aperta alle nuove influenze culturali, a mondi nuovi con i quali conviviamo quotidianamente".

 

È forse proprio questa capacità di cambiare insieme all’Italia, secondo Vanzina, ad aver consentito al Concorso di attraversare generazioni molto diverse senza perdere la propria riconoscibilità.

 

Ottant’anni dopo la nascita del nome Miss Italia, però, cosa deve avere una ragazza per rappresentare il Concorso nel 2026? Per Vanzina la risposta va decisamente oltre l'aspetto estetico. "Serve naturalmente il talento. Ma soprattutto l’intelligenza. Servivano anni fa. Servono ancora oggi".

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