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Religion Today lancia l'alleanza per il cinema del dialogo

Dai direttori dei festival europei di pellicole spirituali l'impegno comune a promuovere la cultura dell'incontro tra le diversità culturali e di fede. L'importanza dei rapporti con il territorio e della "mescolanza" dei pubblici. Oggi e domani gli ultimi due giorni di festival con appuntamenti di confronto, proiezioni e uno spettacolo sulla musica nei telefonini dei migranti. Domani i film vincitori

Pubblicato il - 20 ottobre 2017 - 07:27

TRENTO. Esplorare la ricchezza delle soluzioni con cui il cinema del nostro tempo interpreta e comunica l’inesauribile complessità dei fenomeni religiosi e al contempo valorizzare il potenziale della settima arte per il dialogo interreligioso, può fare molto per intaccare i cliché, gli stereotipi, le generalizzazioni ingiuste e offensive e contribuire ad una migliore conoscenza delle diverse spiritualità, culture, mentalità, concezioni del mondo.

 

Sono questi i temi e le sfide su cui si sono confrontati i direttori dei festival di cinema spirituale giunti a Trento in occasione del Religion Today Filmfestival 2017, in continuità con l’importante esperienza di network aperta dal primo incontro internazionale organizzato nel 2016 a Barcellona.  Al workshop, che si è svolto presso il Centro per le scienze religiose della Fondazione Bruno Kessler, partner scientifico dell’iniziativa, ha partecipato il regista serbo Goran Radovanovic, che ha dato il via ai lavori raccontando l’esperienza di Enclave, il film sulle conseguenze del conflitto in Kossovo, in programma  ieri sera a Pergine Valsugana.

 

Dopo l’intervento di Guido Convents e Magali van Reeth sulle giurie ecumeniche e interreligiose di SIGNIS, si sono susseguite le relazioni degli organizzatori di festival accomunati dalla convinzione della necessità di promuovere la cultura dell’incontro tra diversità culturali e religiose. L’appuntamento di ieri ha rappresentato l’occasione per porre le basi di una vera e propria alleanza in un’ottica di scambio, confronto, sostegno reciproco.

 

Nella varietà dei contesti e nonostante caratteristiche locali anche molto distanti, è emerso chiaramente un approccio comune che intreccia pratiche e politiche di integrazione, di diffusione della conoscenza, di mediazione, aprendo spazi di confronto e di scambio. Obiettivo condiviso è favorire la coesistenza tra le diverse comunità del territorio, contribuendo a combattere gli stereotipi e le discriminazioni, ponendosi come mediatori tra individui, gruppi religiosi e istituzioni.

 

Cinema first: quali film?

L’esperienza dei festival e di sessant’anni di giurie SIGNIS pone in primo piano la qualità, anche e soprattutto nel caso di film che affrontano temi controversi e sensibili per le Chiese. È vitale scegliere i titoli tenendo sempre a mente che cosa viene detto sulle religioni e le persone di fede, come viene detto, da chi viene detto e con quale intento.

 

Il pubblico

Risulta fondamentale per ogni festival identificare il proprio pubblico, conoscerlo per allargarlo, comunicando la propria proposta a un numero sempre maggiore di persone, variare la proposta ampliando la propria mission. In questo ambito, una sfida importante è quella di collaborare strettamente con le comunità presenti sul territorio, tentando di intercettare e “mescolare” i pubblici anche attraverso momenti di convivialità e di festa a margine delle proiezioni. I festival così possono riuscire così a rappresentare eccezionali occasioni di incontro, ricomporre fratture e divisioni, addirittura aggregare persone prima non organizzate in associazioni.

 

Dalla piazza allo schermo

Si riconosce che, in parallelo a quanto avviene nelle società, anche nella galassia cinematografica sta crescendo un’attenzione nuova alle tematiche religiose.

Allo stesso tempo, però, non possono essere sottovalutate le forze sociali e politiche che mettono in forse la stessa sopravvivenza di questi progetti e tentano di soffocare gli spazi liberi di confronto e convivenza. Anche in questo senso, l’alleanza tra i festival può diventare lo strumento per superare difficoltà e momenti di crisi.

 

Dopo la conferenza dei direttori di festival, il 20° Religion Today Filmfestival si avvia verso gli ultimi giorni di proiezione al Teatro San Marco.

Oggi  prosegue il viaggio nelle differenze proposto dalla selezione cinematografica e domani mattina, alle ore 11 in Sala dell’Aurora saranno annunciati i vincitori. Nel pomeriggio di sabato 21, alle ore 15.30, in programma la presentazione del progetto Refugee Voices in Film che illustra l’utilizzo del film da arte dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) come strumento di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi per affrontare la crisi migratoria. Il programma, lanciato al Festival di Cannes, sarà presentato in sala dalla coordinatrice Bernadette Schramm. Il pomeriggio di sabato continuerà alle 17.00 con lo sguardo in retrospettiva agli ultimi venti anni di film che hanno raccontato la relazione tra religioni e società. Alle 20.45 sul palco del Teatro San Marco Stregoni / Johnny Mox e Above The Tree con la musica custodita negli smartphone dei migranti, sulla quale costruiranno loop in tempo reale, rielaborando frammenti sonori e composizioni originali

 

I FILM DI STASERA

 

STILL LIFE, Uberto Pasolini, UK 2013, film ’87 (fuori concorso)

South london. Diligente e premuroso, il solitario John May è un impiegato incaricato di trovare il parente più prossimo di coloro che sono morti in solitudine. All’annuncio del prossimo licenziamento, John dedica tutti i suoi sforzi al suo ultimo caso, iniziando una ricerca con esiti inaspettati.

 

I film di venerdì 20 ottobre

 

YOU JUST BE MY MOTHER , Roqiye Tavakoli, Iran 2016, corto ‘15

Sarah è una giovane madre che vive con un nuovo compagno dopo la separazione dal marito, ma suo figlio mal sopporta la loro relazione. In un mondo ancora patriarcale, Sarah si troverà costretta a prendere difficili decisioni.

 

STATEMENT AFTER MY POET HUSBAND’S DEATH, Tasmiah Afrin Mou, Bangladesh 2016, corto 15’

Il viaggio psicologico di Rubi, una giovane donna rimasta vedova del marito del quale un tempo era molto innamorata. Seduta accanto al corpo morto del marito, Rubi non sente dolore né altre emozioni. Rievocando la loro vita di coppia, si rende conto che suo marito per lei è morto molto prima della sua effettiva scomparsa; non è una femminista professa, ma scopre in se stessa una donna resa forte dal contesto e dalle difficoltà della vita.

 

NOUR, Khalil Dreyfus Zaarour, Libano 2017, film 93’

Quando la quindicenne Nour è costretta a sposare Maurice, che lei disprezza, le sue spensierate giornate estive si trasformano in una prigionia claustrofobica tra le mura e le faccende di casa. La storia di un’infanzia perduta e di sogni infranti. (L'articolo segue dopo il trailer del film)

 

 

WORD, Jon Escuder, Spagna 2017, doc 50’

Javier e Santiago vivono e lavorano come volontari nel Cottolengo di Barcellona da oltre 20 anni. Javier è energico e estroverso, Santiago serio e spirituale. Ma è solo grazie a entrambi che ci troviamo ai scivolare in un mondo invisibile per la maggior parte di noi: un luogo che sembra totalmente remoto, ma che finisce per destare in noi una sorta di tremito che drammaticamente ci scuote e ci costringe a svegliarci.

 

ASCENSION, Pedro Peralta, portogallo 2016, corto 18’

All'alba, un gruppo di contadini cerca di recuperare il corpo di un giovane dall'interno di un pozzo. Le donne si velano mentre gli uomini compartecipano in silenzio. Al centro di tutto, una madre attende la salvezza del figlio. L'attesa è finita. Il corpo del ragazzo emerge dalle profondità della terra. Come può cessare la vita, quando la natura è rinnovamento continuo? Lontano, il sole prosegue il suo corso. C'è un nuovo giorno in arrivo.

 

SACRED, Thomas Lennon, USA 2016, doc 86’

In un tempo in cui l’odio religioso domina i titoli di tutto il mondo, questo film, girato da più di 40 troupe, esplora la fede come esperienza umana primaria e l’importanza del rito e della preghiera come riferimenti negli snodi e nelle crisi della vita. Il regista Thomas Lennon - nominato tre volte per l’Oscar e premiato dall’Academy nel 2007 - ha raccolto scene filmate da cineasti indipendenti di più di 25 paesi per documentare una vasta gamma di tradizioni religiose. (Ecco il trailer del film)

 

 

 

 

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