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Trento
29 settembre | 22:30

Torna il Vartalent, tutto pronto per la 16° edizione del festival che dal 2010 scopre nuovi talenti: "Ecco il nostro 'Metropolis', che unisce linguaggi e mondi diversi"

Il 21 novembre al Teatro Sanbàpolis torna Vartalent con lo show “Metropolis”. Gli organizzatori: "Il festival è cresciuto, si è contaminato con danza, moda, televisione e produzione audiovisiva, ma ha mantenuto la sua idea originaria: dare un'opportunità reale a chi ha qualcosa da raccontare attraverso la musica"

Torna il Vartalent, tutto pronto per la 16° edizione del festival che dal 2010 scopre nuovi talenti
di Maria Vittoria Letrari

TRENTO. Torna, il 21 novembre al Teatro Sanbàpolis, il Vartalent: festival canoro d’Italia e fashion show, giunto alla sua sedicesima edizione. Il tema scelto per il 2026 è “Metropolis”, un viaggio musicale, culturale e artistico attraverso quattro grandi capitali globali.

 

“Metropolis rappresenta bene quello che Vartalent è diventato: un progetto - rivela il fondatore Marco Consoli - capace di unire linguaggi e mondi diversi, ma con al centro sempre le persone e il loro talento”. In questa edizione, il talent avrà cardini importanti: nuove conduttrici, giovani artisti provenienti dal Trentino e nuovi linguaggi visivi.

 

E se il talent musicale è ormai un appuntamento tradizionale in Trentino, ad essere rimarcata dagli organizzatori è la sua prerogativa di riuscire a scovare nuovi talenti. Alcuni nomi? Mimì Caruso, vincitrice di X Factor Italia 2024, Nick Casciaro, vincitore di X Factor Romania 2021, Nicoletta Nuca e Leo Cavada.

 

E anche quest'anno le candidature sono state molte, a confermarlo è lo stesso Consoli. “Il nostro successo – dice – deriva dal cercare di sostenere i cantanti solisti e dal permettere loro di fare un’esperienza formativa di crescita, che possa essere un tassello di un percorso artistico”. E aggiunge: “Quello che si è arricchito è il progetto che è diventato, anche, con il trasferimento al Sanbapolis, un grande show che affianca inoltre il mondo della moda”. Centrale, anche in quest'edizione, il concetto di immagine per l'artista: “La sola capacità vocale, nel panorama contemporaneo, spesso non basta e deve essere accompagnata da una performance importante”. Con un concetto cardinale: “L'artista ha sempre un messaggio da trasferire, ognuno con le sue forme di espressione”.

 

Ma veniamo al tema di questa edizione. “Metropolis” racchiude in un unico show un viaggio tra quattro grandi città globali: Rio de Janeiro, New York, Tokyo e Parigi, quattro realtà completamente diverse ma riunite sullo stesso palcoscenico, luogo di incontro culturale e artistico, impreziosito dalle grafiche realizzate da Andrea Vitali e le performance del corpo di ballo coordinato da Ritmomisto.

 

L’edizione 2026 vedrà protagonisti inoltre quattro giovani artisti locali: Covio, Ami, Clay e Rubes, questi i nomi d’arte dei quattro finalisti trentini. Una presenza territoriale, spiegano gli organizzatori, che riporta sul palco del Varfestival il Trentino. “I grandi numeri del festival avevano forse spaventato i giovani in passato – osserva Consoli – che quest’anno tornano a cantare con entusiasmo.

 

E a raccontare a il Dolomiti questo entusiasmo sono proprio quattro dei giovani protagonisti presenti alla conferenza stampa.

 

“Si tratta di un'occasione speciale in primis per calcare il palcoscenico – dice Covio – che è l'aspetto fondamentale, e per la possibilità di esprimere me stesso e la mia arte, che è la cosa a cui tengo di più”. “Vorrei trasmettere le mie emozioni con la voce – confessa Clay – e far sentire a chi mi ascolta quasi un caldo abbraccio, e che la musica unisce".

 

“Anche se ancora non ho composto brani originali – dice Ami – la musica per me è un diario di quello che sono, un diario di vita che porterò al festival”. “Sono contenta e curiosa di scoprire dove mi porterà quest'esperienza – spiega Eiza, che confida di essersi avvicinata al Vartalent grazie alla sua insegnante di canto – che va ad aggiungersi ad altre vissute in varie serate musicali nei locali”.

 

Così come Eiza, dalla Lombardia si aggiungono anche: Eleonora Plebani, Spa, Nicolò Deori e Lumen. C'è poi Annachiara dall’Umbria e le componenti internazionali: “Bréda” dall’Irlanda e “Diamante” dalla Svizzera.

 

Una delle grandi novità di quest’anno arriva, però, dalla conduzione. Monica Barreca, con sette edizioni alle spalle, lascia il testimone e diventa ospite speciale: a raccorglierlo Isotta Tomazzoni (cantautrice, attrice, già conduttrice radiofonica e televisiva) e Maria Sicher stilista, artigiana e imprenditrice, fondatrice dell’Atelier L’Étoile e membro del Consiglio Direttivo della Trento Fashion Week.

 

“Il bello del Vartalent è che è un progetto che si autoalimenta”, commenta Consoli. Infatti, le due nuove conduttrici sono entrambe ex partecipanti dal mondo musicale e da quello della moda. È Isotta Tomazzoni a parlare direttamente ai giovani, ricordando l’importanza della loro “narrazione” sul palco: “L’equilibrio è fondamentale: va cercata una linea, per quanto sottile, tra personalità e personalità artistica. L’importante, insomma, è il percorso e la costruzione della propria identità, e il var talent dà proprio la possibilità di iniziare a crearla”. A Maria Sicher sarà invece affidata la conduzione dei cinque Fashion Show della serata.

 

Venendo infine alla giuria, si conferma al vertice Sabrina Modena, cantante lirica, vocal coach e promotrice culturale, accompagnata da altri professionisti del settore: Giovanni Dallapé, ex concorrente, riappare quest’anno nella nuova veste. A seguire, confermati Emanuela Bongirni, Federico Fattinger e Andrea Vitali.

 

A tornare nell'edizione 2026 del Vartalent è inoltre il Premio Ebim: nato dalla collaborazione con Ebim Records. Il premio consiste in un contratto discografico della durata di un anno e il percorso prevede anche, se età e carriera artistica lo permettono, la possibilità di partecipare alle selezioni di Sanremo Giovani, grande occasione per i nuovi artisti. Ad aggiungersi è anche l’opportunità di ricevere una borsa di studio, totale o parziale, per il corso formativo di Luca Sala, rivolta ai giovani cantanti selezionati.

 

Così come nelle altre edizioni, il festival sarà in grado di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto a quello presente in sala, grazie alla sua copertura mediatica e televisiva. Continua, spiegano gli organizzatori, la collaborazione con Trentino Tv, che negli anni ha trasformato il talent in un format televisivo.

 

 

“Quando abbiamo iniziato questa avventura, nel 2010, non immaginavo che Vartalent sarebbe arrivato alla sedicesima edizione e che, nel corso degli anni, avremmo visto alcuni dei nostri concorrenti costruire percorsi importanti nel mondo della musica e dello spettacolo. La cosa che mi rende più orgoglioso – chiosa Marco Consoli – non è soltanto la longevità del festival o i risultati raggiunti. È aver creato, edizione dopo edizione, un luogo nel quale una ragazza o un ragazzo possa salire su un palco, mettersi alla prova e capire che il proprio talento può diventare qualcosa di più di una semplice passione”.

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