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Assunzioni nella pubblica amministrazione, Giuliana attacca: "Mossa elettorale". Rossi non risponde, ma interviene il sindacato

A breve una delibera della Giunta per lanciare 420 assunzioni nel prossimo biennio. Giuseppe Pallanch: "Lavoriamo da settembre e questo piano è nella finanziaria. Certo ci sono ritardi inspiegabili nelle applicazioni e alcuni servizi sono in difficoltà"

Di Luca Andreazza - 30 marzo 2018 - 12:17

TRENTO. "E’ iniziato il mercato delle vacche in Provincia", queste le parole di Emilio Giuliana dell'Associazione progetto nazionale, il quale anticipa la delibera che dovrebbe uscire nella prossima settimana relativa all'intenzione dell'amministrazione provinciale di assumere nel prossimo biennio 420 nuove unità

 

"Un numero enorme - spiega Giuliana - cioè oltre il 10% della pianta organica dei dipendenti attualmente operativi in piazza Dante. Questo dopo che per anni Ugo Rossi e Lorenzo Dellai hanno raccontato di voler dimagrire l’apparato provinciale attraverso il blocco delle assunzioni".

 

E mentre il governatore preferisce non rispondere e commentare, questa mossa viene vista in ottica elettorale. "Dopo la batosta - evidenzia Giuliana - alle politiche dello scorso 4 marzo, il centrosinistra targato Patt/Pd corre ai ripari e si aggrappa a quanto più manca nella società attuale: il lavoro".

 

Il rappresentante dell'Associazione progetto nazionale rincara la dose: "Un tentativo di voto di scambio - aggiunge - che dimostra la mancanza di etica nel far politica di una certa classe dirigente, molto diffusa nel nostro Paese, che spero, con il voto del prossimo autunno, possa essere spazzata via. Per dare speranza alle giovani generazioni e agli adulti espulsi dal lavoro, sono necessari investimenti significativi nell’industria, vero motore di sviluppo economico".

 

A favore del provvedimento e in difesa della Provincia, scende invece in campo la Cisl Fp, spesso critica verso l'operato dell'amministrazione, ma che ritiene questo piano tanto necessario quanto urgente. "La discussione - sottolinea Giuseppe Pallanch, segretario del sindacato - è iniziata già a settembre scorso. L'age-managment è tra le nostre priorità e la manovra era stata inserita nella finanziaria, ma tra studi dei fabbisogni, lentezza e burocrazia, i tempi si sono allungati".

 

Nel mirino l'età media molto alta del personale pubblico, il precariato, il blocco del turn-over e l'assenza di ricambio generazionale. "E' necessario - spiega il segretario - immettere energia nella pubblica amministrazione per mantenere l'attuale standard di qualità. E' evidente la sofferenza in determinati servizi, alcuni dei quali rischiano di finire in difficoltà".

 

Decisioni che quindi non possono più essere rimandate. "E' tardi, serve attuare dei piani - conclude Pallanch - per un settore che da sempre necessità di maggiori attenzioni tra assunzioni e stabilizzazioni.in linea generale. Anzi, bisognerebbe ampliare la platea degli aventi diritto. Ora ci auguriamo di essere alla fase finale di questa prima parte di provvedimenti, i quali, per eccessiva lentezza, rischia di essere danneggiato, ma soprattutto viene visto come parte della campagna elettorale".  

 

 

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