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Coronavirus, in arrivo “La più forte contrazione dalla Seconda guerra mondiale, crolla il Pil -4,7”. Le previsioni di Bankitalia

Bankitalia lancia l’allarme: nel 2020 il rapporto tra il debito e il Pil potrebbe aumentare di oltre 20 punti, raggiungendo il 155,7%. Poi avverte: “La rapidità del recupero dell'economia dipenderà dai tempi dell'emergenza sanitaria e dalla continuità della risposta delle politiche economiche”

Di Tiziano Grottolo - 30 maggio 2020 - 11:56

TRENTO. “Si prevede la più forte contrazione dalla Seconda guerra mondiale”, così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha delineato il futuro prossimo dell’economia italiana, durante la relazione annuale sull’andamento economico del 2019. “La pandemia di Covid-19 – si legge nella premessa – ha modificato profondamente le prospettive dell'economia per l'anno in corso e per gli anni a venire rispetto a quanto ci si poteva attendere sulla base degli andamenti del 2019”. Secondo gli scenari formulati dal Fondo monetario internazionale, la pandemia avrà delle ripercussioni negative su tutte le economie nazionali, con il prodotto mondiale che registrerà una forte diminuzione, anziché una modesta crescita.

 

“Per l'economia italiana – rimasta pressoché stazionaria nel 2019, osserva la relazione – pur mostrando cospicui progressi nella competitività internazionale, nei livelli di indebitamento delle imprese e nelle condizioni del sistema bancario, si prevede la più forte contrazione dalla Seconda guerra mondiale”. 

 

Dalla fine di febbraio la diffusione dell'epidemia di Covid-19 ha determinato un forte impatto negativo sull'attività economica. Nel primo trimestre il Pil ha registrato una flessione del 4,7%, secondo i calcoli di Bankitalia la contrazione sarebbe stata più marcata nelle regioni del Nord. Fra i motivi che hanno determinato il calo c’è stata l'evidente diminuzione della spesa delle famiglie. Da marzo invece, i settori più colpiti sono stati gli scambi con l’estero e il turismo che hanno risentito della flessione della domanda globale e dell'interruzione delle attività produttive "non essenziali” disposta dal Governo per contrastare la diffusione dell'epidemia. Tutti i segnali indicano che le contrazioni registrate si verificheranno anche nel secondo trimestre, con ripercussioni su l’anno in corso.

 

 

Per il primo semestre dell’anno in corso le imprese, intervistate da Bankitalia, prevedono in media una diminuzione del fatturato di circa il 26 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2019. La contrazione attesa sarebbe omogenea tra le aree del Paese, ma risulterebbe più forte per le imprese con meno di 50 addetti (-29 per cento) e meno marcata per quelle con oltre 500 addetti (-18). I settori più colpiti nella prima parte dell’anno sono stati quelli dei servizi, soprattutto il comparto del commercio, alberghi e ristorazione. Nell’industria il calo è stato più deciso per le imprese del tessile e dell’abbigliamento.

 

Fra i lavoratori più colpiti ci sono i dipendenti con contratto a termine, “da marzo l'emergenza sanitaria ha determinato una riduzione degli occupati” segnala la relazione, solo con la sospensione dei licenziamenti per motivi economici e grazie al potenziamento della Cassa integrazione il calo delle posizioni lavorative è stato in parte frenato. Bankitalia però lancia l’allarme: “Il deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro potrebbe essere più accentuato nei mesi primaverili, specie nel segmento dell'occupazione a termine”.

 

Come se non bastasse le prospettive della finanza pubblica sono state decisamente modificate dall'emergenza sanitaria: si teme che il rapporto tra il debito e il Pil possa aumentare di oltre 20 punti percentuali quest'anno, raggiungendo il 155,7%. “La rapidità del recupero dell'economia – scrive Bankitalia – dipenderà dai tempi dell'emergenza sanitaria e dalla continuità della risposta delle politiche economiche, che è stata finora in tutti i paesi di portata eccezionale. Tutti gli scenari indicano che le conseguenze della pandemia sull'economia mondiale saranno comunque rilevanti e si estenderanno oltre il breve periodo”.

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