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| 04 ago 2020 | 11:18

In 6 mesi in Trentino 5 morti e 3.836 infortuni sul lavoro, la Uil: “Preoccupati per l’andamento dei dati”

Calano le denunce complessive ma aumentano i morti sul lavoro, nonostante il lockdown. La Uil: “Va tenuta alta l’attenzione soprattutto nei confronti dei lavoratori più ‘fragili’ in ragione all’età, tenendo presente che l’incremento dei decessi ha riguardato soprattutto over 55”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dopo i dati pubblicato dall’Inail (QUI articolo) che riguardano gli infortuni sul lavoro i segretari della Uil Walter Alotti e Alan Tancredi chiedono a Governo e Provincia di intervenire per tutelare la salute di lavoratori e lavoratrici.

 

Infatti, nei primi sei mesi dell’anno, da gennaio a giugno, in Trentino si sono registrate 3.836 denunce per infortunio (in calo rispetto allo stesso periodo del 2019): “Dai numeri – spiega la Uil – emerge un andamento delle denunce di infortunio molto preoccupante a livello nazionale e tanto più a livello provinciale. Se in Italia le denunce sono state 244.896, il 24% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in Trentino si sono ridotte solo dello 5,03%, il minor decremento regionale in comparazione con il 2019”.

 

Una preoccupazione “tanto più grande – osservano Alotti e Tancredi – se si considera che al 30 giugno 2020, una larga parte dei lavoratori e delle lavoratrici ha svolto la propria attività in modalità agile, lontano, quindi, dai luoghi di lavoro e che, tra marzo e maggio, molte delle attività produttive ‘non necessarie’ sono rimaste chiuse”.

 

Inoltre dai dati emerge come a fronte di un decremento sul numero complessivo di denunce si sia registrato un aumento dei decessi (+18,26% a livello nazionale): Oltre a diminuire, a causa della mobilità ridotta nel lockdown, il numero degli infortuni ‘in itinere’, sono aumentate le denunce di infortunio ‘in occasione di lavoro’ delle donne e, con l’incremento percentuale del 66,67% (incremento secondo solo a quello della Lombardia) gli infortuni con esito mortale in Trentino, passati da 3 a 5 da un anno all’altro”.

 

Come sottolinea il sindacato è evidente che il Covid-19 abbia influito negativamente sul numero complessivo della statistica nazionale, infatti ben 252 denunce nel semestre, hanno riguardato decessi legati al virus (una in Trentino). “Va tenuta alta l’attenzione – commenta la Uil – soprattutto nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici più ‘fragili’ in ragione all’età, tenendo presente che l’incremento dei decessi ha riguardato soprattutto over 55”.

 

Alla luce di questi dati, Alotti e Tancredi si augurano che il tavolo aperto a livello nazionale con il Ministero del lavoro prosegua, ma anche che con la Provincia di Trento si riapra un’interlocuzione: “Le strutture provinciali come Servizio Lavoro e Uopsal devono essere rafforzate per dare risposte efficaci in termini di prevenzione e tutela dei lavoratori oltre che di opportuna repressione e sanzioni dei comportamenti inadeguati”.

 

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