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Trentino Digitale, i sindacati alla Provincia leghista: ''Basta menzogne e improvvisazione. Grave stallo, la Giunta si assuma le responsabilità''

Cgil e Cisl vanno in pressing per chiedere a piazza Dante un'assunzione di responsabilità nel rispetto della società pubblica, dei lavoratori e della comunità: "Abbiamo sentito sufficienti menzogne su questa questione. Non si può decapitare una società per mettere ai vertici una persona che si è poi dimessa perché condannata in primo grado per bancarotta e peculato"

Di Luca Andreazza - 05 agosto 2020 - 19:17

TRENTO. "Sulla vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni di Soj dalla guida di Trentino Digitale è ora che l’assessore Achille Spinelli faccia chiarezza in modo definitivo". Così Andrea Grosselli (Cgil) e Michele Bezzi (Cisl) che aggiungono: "La Giunta infatti non può dire, una volta di essere pienamente a conoscenza dei fatti e poi fare marcia indietro per affermare di essere in possesso solo di informazioni generiche come ha fatto ieri l’assessore davanti al Consiglio provinciale”.

 

La società, nata dalla fusione di Informatica trentina e Trentino network, rappresenta oggi una società di sistema alla quale sono delegati i servizi informatici e i processi di digitalizzazione avviati per la Provincia e i Comuni del territorio, senza dimenticare quelli per i cittadini e le imprese. Ma Trentino Digitale è reduce dalle dimissioni del suo presidente Roberto Soj, uomo di fiducia dell'assessore Achille Spinelli, a causa di una condanna a 3 anni e 8 mesi (Qui articolo).

 

In Consiglio provinciale si è cercato proprio di affrontare il tema, le minoranze hanno presentato una risoluzione con cui si chiedeva alla Giunta di chiarire le intenzioni su questa società. L’assessore, in sostituzione del presidente Fugatti, ha chiarito che le dimissioni di Soj seguono una vicenda giudiziaria con sentenza di condanna per un’attività del professionista legata alla ristrutturazione di un gruppo societario, un contesto lavorativo privato ed estraneo al Trentino.

 

Sollevando il dubbio sull’inconferibilità del mandato, le minoranze hanno rilevato che nel momento in cui si deve nominare il presidente di una società così importante si doveva approfondire e capire l’opportunità di procedere. Sopratutto perché non si tratta di un reato bagatellare, ma di un procedimento penale rilevante.

 

Nella replica, l’assessore ha spiegato che Soj è una persona di assoluta competenza a livello nazionale, che ha indubbiamente portato un contributo di grande qualità nella società in questo anno in cui ha occupato il proprio ruolo. La risoluzione delle opposizioni è stata poi bocciata dalla maggioranza (Qui articolo).

 

Ora Cgil e Cisl vanno in pressing per chiedere a piazza Dante un'assunzione di responsabilità nel rispetto della società pubblica, dei lavoratori e della comunità. "Abbiamo sentito sufficienti menzogne su questa questione – proseguono Grosselli e Bezzi -. Non si può decapitare una società per mettere ai vertici una persona che si è poi dimessa perché condannata in primo grado per bancarotta e peculato. E farlo essendo consapevoli del rischio che si correva. E’ gravissimo. L’assessore aveva l’obbligo di approfondire le pendenze giudiziarie di Soj, di cui erano comunque a conoscenza. Ammettano almeno la loro irresponsabilità. Mostrare delusione oggi è troppo facile".

 

Per i sindacati in questo modo l’esecutivo è responsabile anche della situazione di stallo in cui è precipitata la società: da un anno manca il piano industriale, non è ancora stato nominato un direttore e adesso c’è un consiglio di amministrazione con consiglieri senza deleghe, senza un presidente, in attesa di una nuova nomina, e con un vicepresidente che, oltre a ricoprire incarichi istituzionali, è stato bocciato nella selezione a direttore generale.

 

"Ci auguriamo almeno che questa volta la Giunta, consapevole degli errori commessi, faccia una scelta ponderata per valorizzare competenze e professionalità, non l’appartenenza politica. Trentino Digitale è una società strategica per la modernizzazione della pubblica amministrazione trentina, dalla Provincia ai Comuni, non possiamo permetterci questa gestione basata, quando va bene, solo sull’improvvisazione", concludono Grosselli e Bezzi.

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