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Terremoto a Trentino Digitale, il presidente ''di fiducia'' di Spinelli, Soj, si dimette. Fugatti ringrazia ''per la correttezza''. Zeni: ''Ma non l'hanno appena condannato in primo grado?''

E' durato meno di un anno il presidente voluto dalla Giunta Fugatti per Trentino digitale perché in questi giorni sarebbe arrivata per lui una condanna a 3 anni e 8 mesi per ''un’inchiesta che ha svelato - spiega Zeni in un'interrogazione appena depositata - un sistema di sottrazione di risorse ai comuni da parte di alcune società private che dovevano riscuotere le imposte dei cittadini per conto della pubblica amministrazione. Ma se nel luglio 2018 responsabilità contabili erano già accertate dalla Corte dei conti in appello come hanno fatto a nominarlo lo stesso?''

Di Luca Pianesi - 20 luglio 2020 - 19:37

TRENTO. Il consigliere provinciale Luca Zeni aveva definito la Giunta Fugatti, per quella scelta, ''negligente'' e ''superficiale''. Oggi, dopo nemmeno un anno, sono arrivate direttamente le dimissioni di quel Roberto Soj fortemente voluto dal governo del cambiamento per guidare Trentino digitale. E le motivazioni non sono legate a quanto ipotizzava qualche mese fa l'ex assessore alla salute della giunta Rossi (un compenso aumentato di 20.000 euro che gli avrebbe fatto sforare il tetto dei 240.000 euro annui previsti dalla legge Madia visto che lo stesso Soj era già dirigente nella società informatica della Regione Lombardia tutto ciò, tra l'altro, per Zeni, con un ''evidente conflitto d'interesse'') ma sono molto più pesanti.   

 

In questi giorni, infatti, è arrivata una sentenza di condanna per lo stesso Soj a 3 anni e 8 mesi per un'inchiesta sulla bancarotta da 10 milioni di euro di Aipa, Agenzia italiana pubbliche amministrazioni, una società privata che, come spiega Luigi Ferrarella per il Corriere della Sera, ''riscuoteva per oltre 100 Comuni italiani i tributi locali (come tassa sui rifiuti e affissioni pubblicitarie)''. Un'inchiesta enorme che va avanti da almeno 5 anni e che vede il nome di Soj spuntare più volte e comparire su stampa nazionale e locale di diverse zone (qui un articolo del Tirreno del 2016 per esempio). Una posizione che doveva essere certamente nota a Fugatti e soci di Giunta che oggi, appresa la notizia delle dimissioni dello stesso lo hanno quasi ringraziato per il gesto.

 

''Prendiamo atto con dispiacere di questa circostanza - ha commentato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti - e se da un lato le regole impongono di assicurare all’Amministrazione ed alle sue Società il massimo delle garanzie di trasparenza, dall’altro va sottolineata la correttezza del gesto del presidente Soj al quale va il nostro ringraziamento, unito all’augurio che riesca al più presto a chiarire la sua posizione processuale''. Un gesto che, però, con la condanna sopraggiunta, si traduce, nei fatti, in un atto dovuto per lo stesso Soj e quindi pare assurdo il voler sottolineare, da parte di Fugatti, la ''correttezza del gesto del presidente''. Semmai, come evidenzia Zeni con un'interrogazione depositata in materia, pare incredibile la scelta della Giunta Fugatti di affidare a Soj la guida di Trentino Digitale un anno fa quando, evidentemente, l'inchiesta era già aperta.     

 

Nell'interrogazione il consigliere del Pd chiede se Soj ''avesse comunicato la sua posizione giuridica, come imposto dalla normativa, quindi pare con un rinvio a giudizio già subito ed un procedimento contabile che pare avesse già accertato responsabilità in capo alle società nelle quali Soj era coinvolto''. ''In caso di risposta affermativa - prosegue Zeni - per quale motivo la giunta lo ha comunque nominato? Infatti, anche qualora da un’interpretazione restrittiva della normativa, essendo formalmente Soj responsabile di una società di diritto privato, emergesse non esserci un divieto giuridico di nomina, il fatto che le società coinvolte agissero per conto delle pubbliche amministrazioni, riscuotendo i tributi, e che poi pare sottraessero alle stesse risorse per milioni di euro, un minimo di prudenza a tutela dell’istituzione provinciale imponeva di evitare la nomina, essendo di tipo esclusivamente fiduciario''.

 

Zeni, quindi, ricostruisce la vicenda che aveva portato all'arrivo in Trentino del dirigente della società di informatica della Regione Lombardia: ''Nell’ultimo anno Trentino Digitale, spa della quale la Provincia di Trento è socio di maggioranza con oltre l’88% delle azioni, ha vissuto parecchie vicissitudini. Tutto è partito con la volontà della Giunta, ed in particolare dell’assessore competente Spinelli, di voler sostituire il consiglio di amministrazione con persone di propria completa fiducia. (...) Ottenute forzosamente le dimissioni, ha potuto nominare il nuovo cda, indicando come Presidente di fiducia un dirigente di una società informatica della Regione Lombardia, Roberto Soj, nominato il 25 luglio 2019''.

 

''Da informazioni di stampa e da documentazione ufficiale reperita - prosegue Zeni - emerge che il presidente Soj sarebbe stato condannato a 3 anni e 8 mesi in primo grado all’interno di un’inchiesta che ha svelato un sistema di sottrazione di risorse ai comuni da parte di alcune società private che dovevano riscuotere le imposte dei cittadini per conto della pubblica amministrazione. Un reato molto grave ai danni della collettività e della pubblica amministrazione, con un sistema sofisticato che ha portato alla sottrazione di risorse per milioni di euro. Pare che tale inchiesta sia partita nel 2016, con il decreto di fissazione dell’udienza preliminare del febbraio 2018, con responsabilità contabili accertate dalla Corte dei conti in appello nel luglio 2018. Quello che non si riesce a capire - conclude il consigliere del Pd - è come la giunta provinciale abbia potuto procedere alla nomina di Roberto Soj a presidente di Trentino Digitale con un procedimento in corso per reati contro la pubblica amministrazione così rilevanti. Nei bandi di nomina viene sempre indicato l’obbligo di indicare la propria situazione giudiziaria, e in caso di contestazione per reati contro la pubblica amministrazione solitamente vi è impossibilità di conferibilità dell’incarico''.

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