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Trentino Digitale, Zeni: ''Manca una linea strategica e la società è senza presidente e direttore generale. Forse il vice presidente non poteva nemmeno essere nominato''

Le minoranze hanno presentato una risoluzione per chiarire il futuro della società, la maggioranza a trazione leghista, pur condividendo le finalità, non ha però approvato il documento

Di L.A. - 04 agosto 2020 - 20:03

TRENTO. "La Giunta provinciale ha inciso fin dal suo insediamento sulla governance di Trentino Digitale con pressioni che hanno portato alla sostituzione del Cda con persone di piena fiducia, mentre resta l’assenza di un direttore generale". Così l'ex assessore Luca Zeni, che aggiunge: "La Provincia contemporaneamente non ha indicato una linea strategica chiara sulla società. C'è l’impressione di una mancanza di prospettiva di interesse pubblico e di valorizzazione del potenziale: tutto questo ha portato decine di dipendenti a dimettersi, ma è stata anche indebolita la stabilità e la competitività  di questa realtà".

 

La società, nata dalla fusione di Informatica trentina e Trentino network, rappresenta oggi una società di sistema alla quale sono delegati i servizi informatici e i processi di digitalizzazione avviati per la Provincia e i Comuni del territorio, senza dimenticare quelli per i cittadini e le imprese. Ma Trentino Digitale è reduce dalle dimissioni del suo presidente Roberto Soj, uomo di fiducia dell'assessore Achille Spinelli, a causa di una condanna a 3 anni e 8 mesi (Qui articolo).

 

"Il presidente Maurizio Fugatti ha dichiarato che la Provincia era stata messa a conoscenza di un procedimento in corso, ma non si pensava fosse una questione di tale portata. A questo - prosegue Zeni - si aggiunge che nonostante il mandato di adottare un piano industriale entro il 31 dicembre 2019 e nonostante un incarico specifico ad una società di consulenza, tutto è ancora fermo. Nel corso del 2020 è stata poi avviata una procedura per trovare un direttore generale: ha partecipato anche Bisoffi, componente del Cda che si è 'autosospeso' per poi riprendere le sue funzioni al termine della selezione".

 

La situazione appare bloccata. "Dopo le dimissioni del presidente Soj, il Cda ha nominato vice presidente Bisoffi, il quale è capogruppo della Lega nel comune di Rovereto. Ci sono criticità legate a una possibile inconferibilità o incompatibilità. Si è dimesso dal consiglio comunale - dice l'ex assessore - solo due settimane dopo la nomina, senza eliminare però questi dubbi".

 

Insomma, Trentino Digitale appare senza vertici e una catena di comando. "Dopo che il presidente ha lasciato l'incarico - evidenzia Zeni - Fugatti ha annunciato che ci sarebbe stata una tempestiva sostituzione e che entro una settimana sarebbe stato indicato il direttore generale, ma non è ancora stata convocata l'assemblea dei soci, così come non c'è ancora un direttore".

 

L'ex assessore invita la Provincia a prendere una posizione chiara sul destino di Trentino Digitale. "La Giunta - continua Zeni - dovrebbe spiegare in modo chiaro la reale intenzione circa la valorizzazione della società e le linee strategiche da seguire o in caso contrario a dichiarare apertamente il disinteresse verso questa realtà comunicando il piano di possibile dismissione e la strategia per la sua sostituzione dei servizi erogati, delle attività pubblicistiche a favore della Pat e tanto altro".

 

Ma sono tante le partite: "Si dovrebbe convocare l’Assemblea per la nomina del nuovo numero uno del cda e comunicare anche le verifiche di legittimità e di conferibilità svolte e grazie alle quali si è nel frattempo provveduto a nominare il vice presidente come presidente esecutivo - spiega il consigliere provinciale del Pd - si ricorda che non ci sono cariche dirigenziali generali, mentre ci sono state dimissioni di dirigenti esperti. E' necessario anche informare sul piano industriale promesso e la declinazione dell’incarico svolto dalla Consulenza esterna. Non si conoscono poi i tempi della nomina del nuovo direttore generale: il bando e la graduatoria c'è già ma ancora è tutto fermo con un grave danno per la gestione ordinaria della società".

 

Ci sono inoltre alcune vertenze ancora aperte. "La Provincia dovrebbe spiegare se esiste o si intende promuovere un piano di riassorbimento dei dipendenti e dei dirigenti dimessi, andati o prossimi alla pensione. E se è prevista una soluzione mediata nei confronti delle critiche relazioni sindacali e se c'è un'idea per trovare un sistema d’incentivazione per rilanciare la motivazione interna dei dipendenti e incentivare il mantenimento del proprio ruolo in azienda in contrasto con la fuoriuscita già avvenuta di risorse umane di elevato profilo professionale", conclude Zeni.

 

In Consiglio provinciale si è cercato proprio di affrontare il tema, le minoranze hanno presentato una risoluzione con cui si chiedeva alla Giunta di chiarire le intenzioni su questa società, di convocare l’assemblea per la nomina del presidente, di comunicare quando sarà presentato il piano industriale, entro quando sarà nominato il direttore generale e quale sia il piano di riassorbimento dei dipendenti.

 

"Le finalità del documento - ha risposto l'assessore Achille Spinelli - sarebbero in buona parte condivisibili, ma gli spunti sono polemici". Le opposizioni hanno espresso dispiacere per la mancata convergenza sugli obiettivi e che il testo si sarebbe potuto eventualmente limare nei contenuti e mantenere le finalità. Non è bastato e la risoluzione è stata bocciata con 20 "No" e 12 "Sì". 

 

L’assessore, in sostituzione del presidente Fugatti, ha chiarito che le dimissioni di Soj seguono una vicenda giudiziaria con sentenza di condanna per un’attività del professionista legata alla ristrutturazione di un gruppo societario, un contesto lavorativo privato ed estraneo al Trentino. Sollevando il dubbio sull’inconferibilità del mandato, le minoranze hanno rilevato che nel momento in cui si deve nominare il presidente di una società così importante si doveva approfondire e capire l’opportunità di procedere. Sopratutto perché non si tratta di un reato bagatellare, ma di un procedimento penale rilevante.

 

Nella replica, l’assessore ha spiegato che Soj è una persona di assoluta competenza a livello nazionale, che ha indubbiamente portato un contributo di grande qualità nella società in questo anno in cui ha occupato il proprio ruolo, senza percepire alcun compenso in quanto massimalista rispetto alla sua situazione contributiva in Lombardia.

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