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Coop Alto Garda, l'azienda: "Proposta la proroga dell'integrativo. Sorpresi dal rifiuto dei sindacati". Le parti sociali: "Mistificazione della realtà"

Scontro frontale fra l'azienda del Basso Sarca e i sindacati. La tensione risale a inizio ottobre, quando Coop Alto Garda ha disdetto il contratto integrativo. Oggi un incontro fra le parti, ma nessuna novità e l'aria resta molto tesa. Da domenica 1 gennaio circa 180 lavoratori si vedrebbero applicati i contratti nazionali per una perdita di circa 178 euro mensili

Di Luca Andreazza - 28 dicembre 2016 - 21:01

RIVA DEL GARDA. E' scontro frontale fra le sigle sindacali e la Coop Alto Garda. Una riunione di quarantacinque minuti che ha portato al nulla di fatto in merito al rinnovo del contratto integrativo dopo la disdetta unilaterale dell'azienda nell'ottobre scorso. La tensione rimane alta in busa dopo la guerra dei numeri e gli scambi di accuse seguiti al triplo sciopero dei lavoratori di inizio mese. 

 

Nella sede di Piazzale della Mimosa a Riva del Garda, il direttore Arianna Comencini ha aperto la riunione chiarendone subito l’obiettivo: "Abbiamo convocato i sindacati per capire cosa applicare da domenica 1 gennaio 2017".

 

Sono trascorsi 89 giorni dalla disdetta del contratto integrativo e dell’accordo di rilancio: "Tre mesi che si sono rivelati completamente improduttivi - dice il direttore - visto che non si è mai cominciato a lavorare per il nuovo integrativo. Oggi abbiamo ribadito che rimane ancora valida la possibilità, garantita da Coop Alto Garda, di prolungare l’efficacia dell’accordo di rilancio fino al 31 marzo 2017, con un eventuale ulteriore periodo, se questo fosse necessario. La proroga ha però valore solo se sottoscritta da entrambe le parti, in assenza di questo requisito, si applicherà il mero contratto nazionale. È fondamentale chiarire fin da subito quale sarà il contratto di riferimento: ci sono infatti questioni non solo economiche, ma anche organizzative, che devono essere definite sia per il datore di lavoro che per i lavoratori".

Tra gli elementi normati ci sarebbero per esempio i part time, le anticipazioni del tfr, le concessioni di aspettative, la pausa retribuita, l’organizzazione dei turni e la vicinanza casa-lavoro. 

 

I sindacati hanno però opposto un secco 'no'. "Siamo davanti alla mistificazione della realtà - commenta duro Mirko Carotta, segretario Filcams Cgil - prima la Coop Alto Garda disdetta il contratto integrativo, ora si è resa conto di aver giocato male per far digerire un accordo inaccettabile e quindi scarica tutta la responsabilità sulle sigle sindacali. Non abbiamo nulla in contrario alla proroga del contratto integrativo e possono percorrere due strade: ritirare la disdetta unilaterale oppure nessuno vieta che l'azienda continui ad applicare quanto concordato nel 2015 senza rinunciare alla disdetta".

 

La disdetta del contratto integrativo si ripercuote su circa 180 lavoratori dei numerosi supermercati del Basso Sarca, i quali si vedranno applicare il contratto nazionale di settore e la conseguente perdita di circa 178 euro mensili in busta paga.

 

"Pur nel pieno rispetto dei ruoli e delle decisioni di ognuno - commenta Comencini - Coop Alto Garda si dice sorpresa per una soluzione che, di fatto, sembra peggiorativa per i lavoratori rispetto a quella proposta dall'azienda. Siamo disponibili a riscrivere l’integrativo partendo dall'accordo di rilancio prorogato, ma invece i sindacati scelgono di ripartire da zero. I lavoratori resteranno quindi 'scoperti' a tempo indeterminato. Il nostro scopo era quello di dare alle parti in causa e ai lavoratori un periodo adeguato di confronto e la serenità necessari all'individuazione di un eventuale accordo integrativo aziendale".

 

Dopo un breve confronto, i sindacati, unitariamente, hanno confermato la propria contrarietà: "Il direttore - risponde Carotta - cerca di rimpallare la responsabilità dopo aver disdetto unilateralmente il contratto. Purtroppo emerge ancora una volta una forte incapacità di gestire una relazione sindacale, neppure troppo complicata. Nell'incontro di oggi abbiamo anche proposto di iniziare a ragionare sul rinnovo del contratto integrativo, ma Comencini si è rifiutata. Questo forse perché non si confronta e non discute anticipatamente la linea operativa con i vertici dell'azienda stessa che dirige. Siamo riusciti perlomeno a fissare alcuni incontri per entrare nel merito del rinnovo".

 

La discussione e l'approfondimento della querelle legata al contratto integrativo dei lavoratori di Coop Alto Garda proseguirà quindi venerdì 30 dicembre alle 15, mercoledì 4 gennaio alle 9 e mercoledì 11 gennaio alle 9.

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