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Coordinamento Progettone all'attacco: "Scaricano su un settore debole un'operazione di facciata", Ianeselli: "Attivi per migliorare il welfare"

Tante le criticità sollevate dalla presidente del Coordinamento Daniela Gualazzi, che propone di utilizzare per il comparto anche alcune quote della tassa di soggiorno. I sindacati ribattono alle accuse

Di Luca Andreazza - 26 giugno 2017 - 18:41

TRENTO. "Il contratto per il comparto del Progettone è un accordo che tutela il bilancio provinciale invece dei lavoratori. Un contratto stipulato tramite un modo di fare sindacato tutto improntato sull'auto-riconoscimento e senza mai rendere gli occupati del settore protagonisti informati della trattativa", ritorna all'attacco il Coordinamento lavoratori Progettone.

 

"Anzi - aggiunge Daniela Gualazzi, presidente del CoordinamentoCgil, Cisl e Uil hanno convocato assemblee di zona, nelle quali hanno illustrato il nuovo contratto provinciale di lavoro e i lavoratori sono stati chiamati ad esprimersi: non sono chiare le modalità di voto e non è stato previsto alcun contraddittorio, calpestando così ogni forma di democrazia sindacale. Per i tre sindacati le assemblee sono servite a nascondere la verità dietro una retorica inconcludente su buoni pasto e modifiche di varie voci contrattuali". 

 

Accuse immediatamente rispedite al mittente da Franco Ianeselli, segretario della Cgil: "Abbiamo concluso - ribatte - un ulteriore nuovo giro di assemblee, oltre a quelle già organizzate, all'interno delle quali i lavoratori si sono espressi e non sono state sollevate problematiche particolari".

 

L'introduzione del fondo sanitario, la gestione del buono pasto, il potere d'acquisto e la quattordicesima sono tra i principali temi che preoccupano i lavoratori e che i sindacati avevano affrontato in assemblea e argomenti utilizzati per rispondere al Coordinamento sulla scarsa trasparenza delle tre sigle.

 

"Siamo davanti ad un accordo - dice Gualazzi - che scarica su un settore debole i costi di un’operazione di facciata, dietro la quale si nasconde un pesante attacco ai diritti e al salario degli oltre 1.600 lavoratori del Progettone".

 

Nel mirino finiscono, infatti, soprattutto i tre sindacati confederali: "Invece di contrapporre a questa 'solidarietà tra poveri' un progetto di rilancio del Progettone - prosegue la presidente - come importante risorsa il cui lavoro valorizza l’intero Trentino con positive ricadute su economia turistica, manutenzione del territorio e  impieghi nelle pubbliche amministrazioni, i sindacati hanno accettato collaborativamente e per inezia culturale l’iniziativa imposta dalla Provincia".

 

Un rinnovo collettivo che secondo il Coordinamento dei Lavoratori Progettone è però svantaggioso e un nodo caldo è la riduzione della busta paga: "E' iniziata - spiega il Progettone - una trattativa al ribasso per trovare soluzioni contrattuali capaci di liberare quelle risorse necessarie per ottanta nuovi posti di lavoro: i sindacati e la Federazione hanno trasformato il salario in variabile e così il lavoratore si trova penalizzato su Tfr, contributi e pensione".

 

Tutto nasce alla stipula del verbale di accordo per il rinnovo del contratto collettivo tra i vertici delle tre sigle sindacali e la Federazione della Cooperazione, dopo due anni di trattativa, sottoscritto il 18 maggio scorso e entrato in vigore l'1 luglio. 

 

"Il contratto firmato - ribadisce Ianeselli - incide il meno possibile sulla retribuzione netta intervenendo sulle voci defiscalizzate e gli scatti per i neo-assunti. Non abbiamo mai detto che fosse totalmente vantaggioso, ma resta un intervento forte per tutto il comparto del Progettone". 

 

"Sono stati risparmiati - attacca Gualazzi - circa due milioni di euro sulla pelle dei lavoratori del Progettone. I sindacati si sono piegati davanti alle scelte dell'assessore Olivi e dietro alle frasi che 'Non cambia nulla', 'mancano risorse' e 'vengono assunti 80 lavoratori', senza però valorizzare il lavoro del comparto e soprattutto senza assumere nessuna nuova unità". 

 

Il Coordinamento del Progettone evidenzia anche l'attività di carattere amministrativo, come quella di guardiania ai musei, di segreteria, del verde o altre attività svolte dai dipendenti del Progettone, devono essere valorizzate, come attualmente avviene per il lavoratore del pubblico impiego o dei servizi.

 

"Questo - sottolinea Gualazzi - significa conoscere a quanto ammontano le entrate e i risparmi di Comuni, amministrazioni pubbliche e partecipate che utilizzano lavoratori del Progettone, che si traduce in un risparmio rispetto all'addetto e un guadagno per l'ente. Abbiamo chiesto più volte i bilanci per avere un preciso quadro costi/benefici dei dipendenti del comparto, senza però ricevere risposte".

 

"I sindacati - risponde Ianeselli - sono attivi per migliorare il welfare territoriale e per questo abbiamo potenziato gli ammortizzatori sociali, istituto il nuovo assegno unico e migliorato altri istituti. Il Progettone è un grande strumento di welfare che ha permesso e sta permettendo a migliaia di disoccupati di raggiungere la pensione attraverso un lavoro dignitoso". "Questo comparto - aggiunge - è nato dal dialogo tra Provincia e sindacati. Quel dialogo che stiamo responsabilmente portando avanti in anni che hanno un incremento fortissimo dei lavoratori del Progettone, passati durante la crisi da 700 a più di 1.500. Mentre altri si limitano a lanciare accuse noi stiamo cercando di mettere in sicurezza il sistema, pensando a chi è già occupato nel Progettone, ma anche a chi e' fuori e aspetta di entrare".

 

I lavoratori del Progettone vengono utilizzati per interventi di ripristino e valorizzazione ambientale nel 'verde', come la realizzazione o la manutenzione delle piste ciclabili e dei sentieri, ma anche, in misura ormai preponderante, per il funzionamento dei servizi erogati da enti pubblici (dalla custodia di castelli e musei alla gestione di archivi e front office, dalle biblioteche ai centri di raccolta differenziata).

 

"La solidarietà - conclude Gualazzi - non può essere scaricata solo sul Progettone e si potrebbe utilizzare la quota della tassa di soggiorno per rispondere alla richiesta di lavoro di tutti gli aventi diritto e non solo di ottanta lavoratori. Adesso invece si lascia intendere che questo comparto sia pura assistenza, se non assistenzialismo: viene fornito un 'Buono regalo' che altro non è se non parte dello stipendio, oltretutto questo voucher è difficilmente sfruttabile in negozi e esercizi del Trentino".

 

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