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| 05 lug 2017 | 16:46

"L'accordo di libero scambio con il Canada non porta nulla di buono per la nostra salute". Anche la Coldiretti del Trentino a Roma contro il Ceta

Il presidente della Coldiretti Calliari: "Anche in Trentino la politica prenda una posizione chiara contro questo accordo"

di Redazione

TRENTO. “In questo accordo non c'è sicuramente nulla di buono per la nostra salute e il nostro modo di alimentarci”. Non usa mezzi termini il presidente della Coldiretti del Trentino, Gabriele Calliari che oggi assieme ad una sessantina di agricoltori trentini ha preso parte a Roma alla manifestazione che si è tenuta davanti a Montecitorio per bloccare la ratifica del CETA, l’accordo commerciale siglato dall’UE con il Canada. Un accordo, ha denunciato la coldiretti, che “non solo non valorizza le nostre produzioni, ma è il primo trattato europeo che promuove il falso Made in Italy a tavola”.


L'iniziativa è della Coldiretti, alleata questa volta con altre organizzazioni come Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, che chiedono di approfondire la questione in Parlamento prima di assumere una decisione di ratifica che porterebbe ad un'indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi con una vera e propria svendita del Made in Italy.

 

“Questo accordo – ha denunciato Calliari – è nato di nascosto. E' dal 2009 che si andava avanti con atti secretati e sono venuti alla luce solo recentemente. Il Parlamento Europeo a maggioranza ha deliberato sulla bontà dell'accordo ed ora tocca ai singoli stati ratificarlo. Noi confidiamo che questo non avvenga in Italia”.

 

Il simbolo della giornata è stato il maxipacco esposto in piazza, con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che di fatto sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo.


“L'accordo canadese – ha spiegato ancora il presidente della Coldiretti del Trentino – non rispetta moltissime regole. Ci sono una trentina di principi attivi che noi abbiamo bandito dalla nostra agricoltura che invece in Canada si possono utilizzare. Senza poi contare che ci sono gli Ogm che l'Europa ha sempre rifiutato e che con questo accordo riuscirebbero ad entrare nel nostro mercato”.

 

La battaglia della Coldiretti affinchè non venga ratificato l'accordo tra Europa e Canada ovviamente non termina oggi. “In Trentino – ha spiegato Calliari – stiamo attendendo una presa di posizione da parte del Consiglio provinciale. Noi andremo avanti superando qualsiasi genere di ostacolo per far capire anche ai cittadini i gravi danni che arriverebbero da questo accordo se venisse approvato definitivamente”.

 

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