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Covid, Confindustria dopo la manifestazione no-vax/no-pass: ''Persi 15 mesi nell'aspettativa di vita, forse anche Istat rientra in questo nuovo ordine mondiale?''

Il numero uno degli industriali dopo la manifestazione all'esterno di Palazzo Stella: ''La durezza di questo periodo è innegabile ma se oggi c'è ottimismo e fiducia nella ripresa è merito della scienza e dei vaccini, non per le urla e per le posizioni antiscientifiche". L'Ordine dei medici: "Il chirurgo in questione è in pensione e inattivo"

Di Luca Andreazza - 12 ottobre 2021 - 06:01

TRENTO. "E' difficile commentare, vale purtroppo il vecchio detto che chi ha torto urla sempre più forte. Sono intimamente convinto del valore della scienza e i dati sono incontrovertibili". A parlare è Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento, dopo la manifestazione no vax e no pass in via Degasperi. Industriali e autorità sanitarie sono stati paragonati a stazioni linfonodali metastatiche che vanno curate perché lì è il tumore. E inoltre andrebbero tolti i ''soldi che vengono dal nuovo ordine mondiale'', queste le considerazioni del dottor Sergio Salvelli, un medico chirurgo (così si presenta al microfono), durante la manifestazione dei no-vax/no-pass promossa dall'Usb (Qui articolo).

 

Il dottore sarebbe già stato sospeso proprio per non aver aderito alla campagna vaccinale. "Risulta iscritto all'Ordine di Trento - dice il presidente dei medici trentini Marco Ioppi - questa persona è in pensione e inattiva, senza motivi ritenuti validi dall'Azienda per risultare esente dalla somministrazione del siero. In linea di principio non possiamo far altro che stigmatizzare violenze fisiche e verbali, che nulla hanno a che vedere con diritto di libertà di espressione e di pensiero. Da parte nostra tutte le azioni sono già state poste in essere nelle settimane scorse. Poi siamo naturalmente a disposizione delle varie autorità in caso di richieste particolari". 

 

"Si fa fatica a rimanere seri - aggiunge invece Manzana - davanti a certe affermazioni. Forse anche Istat rientra in questo nuovo ordine mondiale: gli ultimi dati segnano una riduzione di 15 mesi dell'aspettativa media di vita dopo decenni di crescita ininterrotta dal Dopoguerra all'epidemia Covid. Pensiamo invece a quanti casi di pazienti oncologici, cardiopatici e così via non hanno ricevuto un'assistenza adeguata per la saturazione del sistema sanitario. I lutti e l'impossibilità di un ultimo saluto dei familiari a qualche parente deceduto nella prima ondata. La durezza di questo periodo è innegabile ma se oggi c'è ottimismo e fiducia nella ripresa è merito della scienza e dei vaccini, così come della responsabilità nei comportamenti".

 

La decisione del governo nelle scorse settimane è stata quella di estendere il Green pass sul posto di lavoro nei comparti pubblici e privati. "Noi siamo convintissimi che tutto andrà per il meglio. Ci sarà qualche fibrillazione iniziale, come sempre quando si attivano nuove procedure, ci sarà qualche situazione da gestire ma si resterà in sella. Fermo restando che le manifestazioni pacifiche sono sacrosante - aggiunge il numero uno degli industriali - se c'è ottimismo non è frutto delle urla o delle posizioni incoerenti e antiscientifiche ma per l'impegno della scienza. La certificazione verde è sinonimo di libertà: già prima di Covid nelle aziende non si entrava senza controlli e non si fruiva dei servizi in modo casuale. Ci sono sempre stati protocolli di sicurezza".

 

Gli industriali non hanno mai nascosto il parere favorevole alla certificazione verde. "La vaccinazione - continua Manzana - è fondamentale per ritornare quanto prima alla normalità. I ricoveri e i decessi sono calati, la curva del contagio è bassa. L'80% della popolazione ha ricevuto il vaccino e quindi c'è una maggioranza silenziosa consapevole dell'importanza e del valore della scienza. Ognuno ha sofferto e ha avuto difficoltà a causa di questa epidemia, compreso i giovani. Il Green pass permette di ritrovare la vita sociale e di vivere, di viaggiare, di andare a cinema e teatro, di andare a vedere basket, volley e calcio".

 

I dati confermano l'efficacia dei vaccini nel ridurre decessi (96,3%), ricoveri ordinari (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%). "Il Trentino ha sofferto molto per l'emergenza Covid e chiunque si oppone a questi strumenti e sostiene posizioni assolutamente minoritarie non ha sicuramente a cuore l'interesse del Paese e del proprio territorio. La vaccinazione rappresenta una soluzione importantissima per allentare ancora di più le restrizioni che ci condizionano e si può accelerare il percorso di uscita dalla crisi sanitaria, economica e sociale. E' ovviamente necessario prestare attenzione alle persone più fragili che effettivamente non possono ricevere l'inoculazione, persone che devono essere rispettate e protette".

 

Nel frattempo, però, la tensione è aumentata. A Roma c'è stato l'assalto alla sede della Cgil, ma non sono mancati atteggiamenti intimidatori anche a Trento in via Muredei oppure davanti a palazzo Stella. "Quanto successo nella capitale è vergognoso - prosegue Manzana - la solidarietà della società deve essere totale e trasversale, riportano agli anni bui. Sono convinto che quelle persone esulassero da questi movimenti No pass. Ma queste minoranze rappresentano una calamita per altri scopi e si lasciano strumentalizzare. Movimenti che raccolgono informazioni afferibili a una dozzina di fonti che veicolano fake news e notizie create ad hoc per generare il caos. Le teorie del complotto non possono esistere. I guadagni delle big pharma nel sviluppare i vaccini? Certo ci sono interessi economici, ma se si finisce in terapia intensiva si viene curati con i farmaci adeguati e sviluppati appositamente per le malattie, si assumono senza tante domande a parità di produttore".

 

Insomma, nessun arretramento sul lato degli industriali. "La mia libertà finisce quando comincia quella altrui ma rischiare di dover chiudere nuovamente attività e comparti è rischioso per la tenuta economica e sociale. Sono convinto che serve discutere con razionalità e pacatezza - evidenzia il presidente di Confindustria Trento - anche se resta difficile trovare un punto di equilibrio e di mediazione se poi non si vogliono sentire ragioni, complicato convincere, per esempio, un terrapiattista. E' importante che le più alte cariche dello Stato, il Comitato tecnico scientifico e l'Istituto superiore di sanità continuino a operare nella chiarezza. Uscite, anche politiche, ambivalenti o coltivate ad arte possono creare problemi: ricercare interessi di parte in questi contesti rappresenta un gioco al ribasso. Una classe dirigente deve avere invece dignità di pensiero e toni seri".

 

 I vari comparti sperano naturalmente di ritornare ai tempi pre Covid. "Le ripercussioni sanitarie, così come quelle economiche, dureranno per ancora un periodo relativamente lungo. Ma deve essere l'occasione per fare delle riflessioni anche per allocare le risorse necessarie per sostenere e aiutare i Paesi più poveri. Noi invece dobbiamo diventare maggiormente accoglienti perché siamo chiamati a contrastare la denatalità: le imprese cercano manodopera e varie professionalità. E serve rispetto reciproco tra diverse culture, storie e tradizioni. I temi seri sono altri e non presunte teorie del complotto su nuovi ordini mondiali", conclude Manzana.

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