FOTO. Lavoro, operai e impiegati della Sicor tornano a incrociare le braccia davanti ai cancelli dell'azienda
Al presidio in Via Caproni erano presenti i rappresentanti di Dana, Metalsistem, Ninz, Sata, Sapes, Sandvik, Pama, ZF, Meccanica del Sarca, Gpi e molte altre aziende

ROVERETO. Mercoledì mattina operai e impiegati della Sicor sono tornati nuovamente a incrociare le braccia, uscendo dallo stabilimento e venendo accolti da rappresentanti delle aziende metalmeccaniche di tutta la provincia.

Un presidio composto, in periodo di “zona rossa”, è stato spiegato dai sindacati, coi lavoratori distanziati e muniti di mascherine, che “non si sono però fatti scoraggiare dall’emergenza sanitaria pur di battersi in difesa dei propri diritti e, anche, per tutelare la propria dignità”.
Al presidio in Via Caproni erano presenti i rappresentanti di Dana, Metalsistem, Ninz, Sata, Sapes, Sandvik, Pama, ZF, Meccanica del Sarca, Gpi e molte altre aziende.

In molti hanno preso la parola, usando il megafono, per esprimere la propria solidarietà ai colleghi in sciopero e per rimarcare che questa è una vertenza che riguarda tutto il mondo del lavoro.

“Si solidarizza per aiutare – è stato spiegato - ciascuno coi propri mezzi, le maestranze della Sicor, ma anche per mandare un segnale forte alle proprie aziende, affinché nessuno pensi di poter seguire le orme della direzione della Sicor”.











