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| 13 dic 2022 | 10:59

Aumenti unilaterali in bolletta, altre 7 società nel mirino dell'Antitrust: “Rappresentano l'80% del mercato, oltre 7 milioni i consumatori interessati”

Dopo gli interventi che nelle ultime settimane hanno interessato anche Dolomiti Energia, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato sette nuovi procedimenti istruttori, e deciso di adottare altrettanti provvedimenti cautelari, nei confronti delle principali società fornitrici di energia elettrica e gas naturale sul mercato libero: Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie

TRENTO. Le prime 'bacchettate' dell'Antitrust, per quanto riguarda le modifiche unilaterali in bolletta comunicate dalle società fornitrici ai consumatori, erano arrivate nell'ottobre scorso, quando l'Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva adottato quattro provvedimenti cautelari nei confronti di altrettante società, tra le quali anche Dolomiti Energia (Qui Articolo). Ora nel mirino dell'Agcm sono finite, per la stessa ragione, 7 nuove società, che rappresentano circa l'80% del mercato nel nostro Paese: l'Antitrust ha infatti avviato sette istruttorie (e adottato altrettanti provvedimenti cautelari) nei confronti di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie per presunte modiche unilaterali illegittime del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas naturale.

 

Sotto la lente dell'autorità, come detto, sono finite le proposte di modifica del prezzo e le successive proposte di rinnovo delle condizioni contrattuali, in contrasto secondo l'Agcm con quanto riportato nel decreto Aiuti bis. La norma infatti, scrive l'Antitrust: “Sospende, dal 10 agosto fino al 30 aprile 2023, l'efficacia sia delle clausole contrattuali che consentono alle società di vendita di modificare il prezzo di fornitura sia delle relative comunicazioni di preavviso, salvo che le modifiche di prezzo si siano già perfezionate prima dell'entrata in vigore del decreto stesso”. Nel mirino dell'Autorità finiscono dunque anche le principali società fornitrici di energia elettrica e di gas naturale sul mercato libero, che rappresentano come detto circa l'80% del mercato e i consumatori, i condomini e le microimprese interessati dalle comunicazioni di variazioni delle condizioni economiche sono oltre sette milioni.

 

Come anticipato, questi interventi “vanno ad aggiungersi ai quattro procedimenti istruttori e agli altrettanti provvedimenti cautelari adottati nei confronti delle società Iren, Dolomiti Energia, E.On e Iberdrola” e fanno seguito, continua l'Agcm: “Ad un'ampia attività preistruttoria svolta nei confronti di 25 imprese, dalla quale è emerso che circa la metà degli operatori interessati ha rispettato la legge evitando di modificare le condizioni economiche dopo il 10 agosto, o revocando gli aumenti illecitamente applicati”. Alle sette società in questione viene infatti contestata “la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso”.

 

In particolare ad Acea, continua l'Antitrust, viene anche contestata “l'asserita efficacia delle comunicazioni di modifica unilaterale del prezzo di fornitura perché inviate prima dell'entrata in vigore del Decreto Aiuti bis (10 agosto 2022) e non 'perfezionate' prima della stessa data”. In base ai dati forniti dalle stesse imprese, i consumatori interessati sono 7.546.963, di cui circa 2.667.127 “avrebbero già subito un ingiustificato aumento di prezzo”. Le imprese ora, conclude l'Agcm: “Dovranno quindi sospendere l'applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi praticati prima del 10 agosto 2022 e, inoltre, dovranno comunicare all'Autorità le misure che adotteranno al riguardo. Entro sette giorni, le imprese potranno difendersi e l'Autorità potrà confermare o meno i provvedimenti cautelari”.

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