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Trento
15 novembre | 13:07

Modifiche unilaterali del contratto, l'Autorità garante multa per oltre 15 milioni le aziende dell'energia per pratiche commerciali aggressive. La replica di Dolomiti Energia

L'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha irrogato sanzioni per oltre 15 milioni di euro nei confronti di Enel Energia, Eni Plenitude, Acea Energia, Iberdrola Clienti Italia, Dolomiti Energia e di Edison Energia

TRENTO. Oltre 15 milioni di multa nei confronti di Enel Energia, Eni Plenitude, Acea Energia, Iberdrola Clienti Italia, Edison Energia e Dolomiti Energia. E' stata contestata a tutti i player del settore l'adozione di pratiche commerciali aggressive condizionando i consumatori a dover accettare modifiche in aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas. Una pratica in contrasto con l’articolo 3 del Decreto Aiuti bis. A intervenire è stata l'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

 

"L'Agcm - spiega Dolomiti Energia attraverso una nota -  ha riconosciuto che in generale la condotta della società è stata corretta, censurando unicamente un’interpretazione della norma legata ad alcune situazioni particolari determinate dalla sovrapposizione temporale fra le comunicazioni inviate ai clienti e l’entrata in vigore della norma stessa".

 

Nel contesto caratterizzato da gravi criticità nel settore energetico con significativi aumenti dei costi per i consumatori finali, la norma aveva vietato aumenti unilaterali dei prezzi per la fornitura di energia elettrica e gas dal 10 agosto 2022 al 30 giugno 2023. Invece, Enel Energia, Eni Plenitude, Acea Energia, Iberdrola Clienti Italia, Dolomiti Energia e Edison Energia hanno inviato ai clienti lettere con le quali inducevano a dover accettare modifiche dei prezzi, con conseguenti significativi incrementi delle bollette.  

 

Nel mirino anche Dolomiti Energia ma il colosso trentino è riuscito a contenere i danni: la sanzione ammonta infatti a 50 mila euro. A Enel e Eni sono rispettivamente da 10 milioni e da 5 milioni per aver modificato unilateralmente i prezzi di fornitura a oltre 4 milioni di consumatori sulla base delle clausole contrattuali che consentono alle stesse società di decidere a propria discrezione se e quando modificare le tariffe, una volta scaduti i prezzi dell’offerta economica scelta.

 

Così, i clienti - anche diversi anni dopo la scadenza dell’offerta economica - si sono visti recapitare lettere con cui Enel e Eni aumentavano i prezzi in assenza di una scadenza nota al consumatore finale. Si evidenzia, nel caso della sanzione ad Enel a 10 milioni, che è la prima volta che si applica il massimo edittale da quando è stato modificato il Codice del Consumo.

 

Invece Acea e Dolomiti Energia hanno ritenuto che le comunicazioni di modifica unilaterale dei prezzi, inviate prima dell’entrata in vigore del divieto, si sarebbero perfezionate dopo 10 giorni dall’invio delle stesse senza rispettare il preavviso di 90 giorni. Queste società hanno quindi aumentato i prezzi prima della scadenza corretta e, nel caso di Acea, anche con modifiche unilaterali in violazione della norma. Per tali ragioni sono state irrogate, rispettivamente, sanzioni pari a 560 mila euro e 50 mila euro.

 

A Iberdrola sanzione da 25 mila euro in quanto da maggio a ottobre 2022 ha inviato comunicazioni con cui minacciava la risoluzione contrattuale per eccessiva onerosità sopravvenuta in caso di mancata accettazione di un nuovo contratto di fornitura con condizioni economiche peggiorative. Anche questa condotta era volta ad aggirare l’articolo 3 del decreto, facendo pressione sui consumatori ad accettare la modifica unilaterale per aumentare i prezzi. Edison, infine, ha applicato l’incremento dei prezzi prima della scadenza delle tariffe prevista dal contratto. Visto che la società ha ristorato i propri clienti e dato il numero marginale di consumatori coinvolti, è stato irrogato il minimo edittale di 5.000 euro.

 

"La sanzione determinata è stata estremamente ridotta - commenta Dolomiti Energia - anche considerando la pronta e totale collaborazione che la società ha fornito all’Agcm e al fatto che dopo l’emanazione dei suoi provvedimenti, la società ha disposto prontamente la sospensione dell’applicazione delle nuove condizioni contrattuali proposte, in sostanza eliminando qualsiasi impatto negativo sui clienti finali".

 

 

La società "ha sempre avuto come obiettivo primario la tutela del rapporto con il cliente e considera il rispetto delle leggi un valore fondante. Ha agito sempre in buona fede, con trasparenza e con l’obiettivo di offrire le migliori condizioni contrattuali attuabili in un contesto di mercato che ha visto un incremento e una volatilità dei prezzi assolutamente fuori controllo e una oggettiva difficoltà di interpretazione delle normative di carattere eccezionale che sono state emanate, confermata dal fatto che condotte analoghe sono state contestate anche a molti altri operatori del mercato. Riteniamo quindi di aver sempre agito correttamente e pertanto si riserva, dopo aver analizzato nel dettaglio il provvedimento, di agire come previsto dalla normativa per il completo riconoscimento della piena correttezza dell'operato".

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