Caos negli aeroporti di tutta Europa fra voli cancellati, ritardi e scioperi del personale. Arena spiega a il Dolomiti cosa sta succedendo: "L'Italia? Isola felice"
Al Catullo di Verona i voli stanno continuando a partire: i ritardi sono pochi e ad oggi si conta una sola cancellazione, dovuta a un guasto dell'aeromobile. Negli altri aeroporti d'Europa invece, a causa del Covid e del conflitto in Ucraina, si stanno vivendo momenti di caos che hanno portato molti passeggeri a attendere per giorni di poter rientrare a casa

VERONA. Dalla Spagna all’Inghilterra, arrivando fino alla Finlandia: negli ultimi giorni sono molte le notizie in circolazione relative a ritardi e cancellazioni di voli aerei che hanno costretto molti viaggiatori a attendere, anche per intere giornate, di poter rientrare a casa. A spiegare a Il Dolomiti i motivi di questo caos, Paolo Arena, presidente di Catullo spa, il quale esordisce precisando tuttavia che “noi in particolare ci troviamo in una situazione che potremmo tranquillamente definire un’isola felice”.
"Abbiamo ovviamente, nei momenti di picco, come capita per esempio ai treni - racconta Arena parlando dell'aeroporto Catullo di Verona - dei casi di ritardo, che possiamo dire essere davvero pochi e dovuti a questioni d'organizzazione logistica. Recentemente abbiamo avuto un solo caso di cancellazione d'un volo, dovuto a un problema tecnico della macchina e quindi inevitabile", precisa.
"Oggi posso infatti affermare con grande soddisfazione che a Verona non abbiamo code interminabili di passeggeri in attesa e che i voli stanno partendo. É ovvio anche però che un aeroporto importante come il Catullo può subire le conseguenze di disagi che arrivano da altri scali: l'aeromobile non genera solo da Verona e se succede quindi qualcosa a Francoforte, Monaco o Porto la problematica si riflette poi di conseguenza anche qui".
"Fortunatamente, torno a ripetere, per noi la situazione è sotto controllo. Ci preoccupano piuttosto gli scioperi, che difficilmente si riescono a risolvere: il 17 luglio Ryanair e Easyjet sciopereranno per 4 ore, periodo di tempo in cui sarà possibile che qualche cancellazione avvenga anche qui da noi", anticipa.
Una situazione estremamente complessa, quella che da qualche tempo a questa parte si è venuta a creare in gran parte d'Europa, conducendo non soltanto a scioperi del personale di volo ma anche a conseguenti ritardi e cancellazioni di voli aerei, e che è da imputare non a una, ma a molteplici cause concatenate.
"Viviamo in un momento storico in cui il sistema aeronautico è rimasto chiuso o ridimensionato per due anni. A ciò si somma un attuale periodo estivo che sta vedendo uno sconvolgente innalzamento dei contagi Covid, seppur ad oggi questa sembri essere una malattia che non ospedalizza molto ma che comunque, inevitabilmente, costringe a casa chi si ammala", specifica Arena dichiarando che i dati parlano per l'appunto di un'incidenza della malattia pari al 20%: "Questo significa che quasi un dipendente su 4 è in isolamento".
Ciò dimostra che al momento a mancare è quindi anche e soprattutto la forza lavoro "in tutti i settori e questo va a aggiungersi alla situazione venutasi a creare a causa del conflitto in Ucraina": prima dell'avvento della guerra, molti voli sorvolavano infatti quella zona attualmente devastata e quotidianamente colpita da bombe. "Oggi quelle stesse rotte si sono trasformate in giri molto più lunghi e complessi che vanno a congestionare quella che io definisco l'autostrada del cielo", specifica Arena.
Un traffico aereo che se già si ritrovava a essere congestionato (ogni anno) "a causa dell'aumento di voli dedicati ai mesi estivi, si ritrova ora (in più) a essere penalizzato dal terribile conflitto che affligge ormai da lunghi mesi l'Ucraina, conducendo alla scelta di strade alternative" a quella zona del cielo oggi sciaguratamente attraversata soltanto da ordigni esplosivi.
"Infine - conclude il presidente di Catullo spa - è importante ricordare come questi due anni di pandemia abbiano significato purtroppo per molti la perdita del lavoro. In Italia, per fortuna, grazie al fondo aereo siamo riusciti invece a garantire a tutti i nostri professionisti la cassa integrazione. In altre zone invece, soprattutto nel nord Europa, i più hanno dovuto cercarsi un nuovo impiego. Questo per dire che sono molte le componenti che hanno condotto all'attuale situazione di caos: un problema che però noi stiamo gestendo molto bene".












