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Caro energia, i metalmeccanici: ''Tutte le aziende trentine eroghino il buono carburante''. La replica di Confindustria: ''Imprese attive a supporto dei dipendenti''

Il momento è particolarmente delicato con il caro energia e le bollette di luce e gas raddoppiate, ma anche per la risalita dei prezzi del carburanti. Fim, Fiom e Uilm: "Le famiglie non ce la fanno mentre dal 2018 il mondo delle imprese ha macinato, pur con il lockdown per il Covid, fatturati e profitti record". Confindustria: "Attivi in questo scenario complesso"

Pubblicato il - 09 aprile 2022 - 16:49

TRENTO. "Le nostre imprese stanno facendo e faranno il possibile per supportare i propri dipendenti, anche e soprattutto in questo scenario così complesso", queste le parole di Marco Giglioli, presidente della Sezione meccanica, meccatronica e impianti di Confindustria Trento, sull'appello dei sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm. "Conosco il caso di diversi colleghi che, ancora prima che il governo normasse in questo senso, si erano già mossi spontaneamente per sostenere a vario titolo le famiglie dei propri collaboratori di fronte ai rincari di bollette e carburanti".

 

Il momento è particolarmente delicato con il caro energia e le bollette di luce e gas raddoppiate, ma anche per la risalita dei prezzi del carburanti. E poi i forti rincari sui beni essenziali. "Le famiglie - commentano Fim, Fiom e Uilm - non ce la fanno mentre dal 2018 il mondo delle imprese ha macinato, pur con il lockdown per il Covid, fatturati e profitti record. A causa dell'improvvisa impennata dell’inflazione (che corre molto oltre il 6%, dato mai così alto dal 1991. Il Trentino, che registra uno dei rincari più alti d'Italia), per i metalmeccanici i pur significativi aumenti concordati l’anno scorso col rinnovo del contratto nazionale non saranno sufficienti per tutelare il potere d’acquisto dei salari".

 

Un divario tra salari e costo della vita che allarma le parti sociali. Almeno tre i motivi individuati dai sindacati. Il "conguaglio" sarà calcolato solo sul minimo sindacale e non sull’intera retribuzione; il tasso d’inflazione da conguagliare sarà quello “Ipca”, cioè quello depurato dai “costi energetici importati”, a cui – a causa del conflitto in Ucraina – si devono quasi per intero gli attuali aggravi; il conguaglio arriverà tardi, mentre è oggi che le famiglie rischiano di non arrivare a fine mese.

 

"Benissimo ha fatto la Provincia di Trento a stanziare 25 milioni di euro per alleggerire le bollette delle famiglie, con bonus che andranno da 200 a 400 euro secondo il reddito familiare. E bene ha fatto il Governo Draghi a indicare alle imprese la strada dei buoni carburante, come misura immediata, seppur parziale, per sostenere lavoratrici e lavoratori, agevolando questa erogazione attraverso l’esenzione da tasse e contributi. Ora chiediamo che gli imprenditori facciano la loro parte".

 

I sindacati Fim, Fiom e Uilm chiedono soluzioni di sistema. "Alcune imprese si sono subito attivate autonomamente - continuano le parti sociali - ma le famiglie non possono essere lasciate in balia delle scelte delle singole aziende. Il Trentino che produce e lavora deve dimostrare oggi di saper essere solidale, come tante volte ha fatto in passato". I metalmeccanici chiedono che in tutte le aziende vengano erogati il prima possibile i 200 euro di buono carburante. 

 

"Le aziende sono in attesa di un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Gran parte dei dipendenti delle aziende associate – spiega Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento – utilizzano già piani welfare che prevedono la possibilità di convertire un budget messo a disposizione dal datore di lavoro, fino a 258 euro, in acquisto di beni e servizi, e già oggi molti lavoratori, entro tale importo, optano per ricevere dei buoni carburante".

 

Il decreto del governo prevede che, alla luce della difficile situazione inflattiva post pandemia e con particolare riferimento al caro carburante, l’azienda possa erogare buoni benzina o analoghi titoli per l’acquisto di carburanti.

 

"Il recente decreto legge – conclude Busato - consentirebbe di erogare ulteriori benefit per il lavoratore sotto forma di buoni carburante, detassati fino all’importo di 200 euro. Considerato che tale conversione può essere effettuata fino alla fine dell'anno, e mancando ancora alcuni chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate circa la possibilità di sommare i due importi, le piattaforme di welfare delle aziende interessate non sono ancora state aggiornate".

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