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Crisi climatica, per la Banca d’Italia “l’aumento delle temperature sarà positivo per le viti trentine”: ma è davvero così? L’esperto: “Considerare parassiti e siccità”

Al Festival Agri Risk Management si è parlato degli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. Lo studio della Banca d’Italia: “L’innalzamento delle temperature avrà effetti positivi sulle rese delle viti trentine almeno fino al 2030”, ma il professore Unitn Zardi, esperto di climatologia e meteorologia, mette in guardia: “Considerare tutti i fattori, compresi siccità e parassiti”

Di Tiziano Grottolo - 17 giugno 2022 - 19:41

RIVA DEL GARDA. Il Festival Agri Risk Management è giunto ormai alla sua quarta edizione e ancora una volta ha dimostrato di saper catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori del settore e non solo. Alla kermesse organizzata da Condifesa di Trento (Co.Di.Pr.A.) e di Bolzano e Asnacodi Italia hanno partecipato anche personalità di spicco del mondo politico, fra cui alcuni parlamentari e gli assessori della Provincia di Trento Giulia Zanotelli (Agricoltura, foreste, caccia e pesca) e Mario Tonina (Ambiente e Urbanistica).

 

I cambiamenti climatici – ha detto Tonina – sono evidenti e vanno affrontati assieme a tutti quelli che sono i problemi del momento. Quest’anno in particolare il tema dell’acqua sta preoccupando non poco la Pianura Padana. È necessari riflettere ma vanno trovate soluzioni che vadano in una direzione di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici invertendo la rotta e questo dipende da ognuno di noi”.

 

A fare gli onori di casa, nella cornice del Centro congressi di Riva del Garda, il presidente di Codipra Giorgio Gaiardelli. “Il Consorzio esiste da 45 anni e per 21 ne ho fatto parte”, ha ricordato non senza un po’ di commozione Gaiardelli, che presto passerà il testimone. “In questi anni siamo riusciti a ricostruire sia la credibilità di Codipra che la solidità finanziaria del Consorzio. Ogni anno riusciamo a portare a casa per gli agricoltori circa 50 milioni di euro”. Gaiardelli ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la gestione del rischio, le aziende agricole infatti devono affrontare i cambiamenti climatici che incidono su fattori come siccità, grandine e fitopatie. A queste criticità si aggiungono quelle legate alla fluttuazione dei prezzi e alla guerra in Ucraina.

 

“Eventi come questo sono fondamentali per creare un sistema di gestione del rischio interconnesso”, ha sottolineato Michael Simonini presidente Consorzio di difesa di Bolzano che ha ribadito come le attuali problematiche siano sotto molti aspetti nuove. “Il tema dei cambiamenti climatici è centrale – ha condiviso il presidente di Asnacodi Albano Agabiti – ci sono Comuni in Piemonte e Lombardia che devono trasportare l’acqua con le autobotti. Per far fronte a queste criticità la strada giusta da seguire è quella dell’innovazione che passa attraverso alla digitalizzazione”.

 

Per quanto riguarda la copertura dei rischi l’Italia è tra i fanalini di coda a livello europeo. Il rapporto tra spesa assicurativa e Prodotto interno lordo è all’1,1%, mentre in Germania arriva al 2,8%, in Spagna al 2,3% e in Olanda addirittura al 7,5%. Secondo Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas Mutua, il Trentino può rappresentare un “esempio” per il resto d’Italia perché in Provincia esiste un elevato livello di copertura del rischio: “Gli eventi naturali sono sotto gli occhi di tutti e il futuro che ci attende non contempla un rischio in diminuzione”.

 

Alla kermesse che ha chiamato a raccolta oltre 250 partecipanti da tutta Italia e più di 90 relatori si è parlato anche della nuova Politica agricola comune. Pac che per l’europarlamentare Herbert Dorfmann andrebbe adottata subito anche perché va a rafforzare il sistema di gestione del rischio. “Con la scusa della guerra c’è chi vorrebbe posticipare l’entrata in vigore di questa nuova Pac, ma io non sono d’accordo, piuttosto servono deroghe per far fronte alla questione alimentare, gli agricoltori non vanno ostacolati nella produzione”.

 

Un tema quello della sicurezza alimentare che sta a cuore anche al senior advisor del Ministero delle Politiche agricole, Elio Catania: “Questo problema colpisce in particolare le economie più deboli mentre Paesi come l’Italia soffrono di più per i costi dell’energia. Serve uno sforzo gigantesco per ripensare in profondità il funzionamento del sistema agricolo, comprese le sfide di produttività”. Il dirigente della Pat Paolo Nicoletti ha rammentato come l’agricoltura incida per il 3,5% sul Pil del Trentino “ma vale molto di più perché è un fattore identitario e culturale”.

 

A proposito degli impatti sui cambiamenti climatici in agricoltura la Antonio Accetturo, economista senior della Banca d’Italia, ha presentato uno studio per valutare gli effetti sulle rese agricole. “Fino al 2030 l’innalzamento delle temperature potrebbe determinare un incremento delle rese della vite in Trentino – ha dichiarato – l’impatto positivo è dovuto al fatto che l’aumento delle temperature non supererà la soglia critica dei 32-34 gradi”.

 

La Banca d’Italia infatti ha calcolato (studiando le rese agricole tra il 2006 e il 2019) che la resa della vite raggiunge il picco fra ai 32 e i 34 gradi, oltre questa soglia la resa cala. In pratica se le temperature rimangono sopra i 35 gradi le viti produrranno meno uva. Negli scenari valutati si registrano aumenti di temperatura molto forti su tutto l’arco alpino ciononostante, ha spiegato sempre Accetturo,da qui al 2030 gli impatti climatici sulle viti sarebbero positivi e non negativi”.

 

Forse però lo studio della Banca d’Italia in un certo senso pecca di ottimismo perché se è vero che le viti potrebbero aumentare la produzione, forse, non sono state prese in considerazione altre criticità legate a un innalzamento delle temperature. Per questo Il Dolomiti ha chiesto un parere a Dino Zardi, professore ordinario dell’Università di Trento esperto di climatologia e meteorologia, anche lui presente alla kermesse per tenere un workshop.

 

“Vorrei capire il modello che è stato usato e soprattutto se include i parassiti che con il caldo possono proliferare, la cimice asiatica è stata considerata in questo modello?”, si è domandato Zardi. Le temperature più alte poi influirebbero anche sul tasso zuccherino dell’uva, inoltre anche se è vero che le viti non necessitano di troppa acqua una siccità comunque non farebbe bene. Come se non bastasse aumenteranno anche i fenomeni avversi come grandine e tempeste. 

 

E verso i cambiamenti climatici a cui stiamo andando in contro cosa dovremo aspettarci, anche per l’agricoltura? “Di tutto – la risposta netta del docente – per alcune specie potrebbero esserci alcune condizioni più favorevoli ma potrebbero essere azzerate dalla proliferazione dei parassiti e da altre criticità. Insomma temo che la cosa sia un po’ più complicata si così”.

 

Il Festival di Agri Risk proseguirà anche sabato mattina con un momento di sport e di aggregazione con Itas Trofeo Agri Sport, cioè una gara di easy trekking, una passeggiata sulla ciclabile organizzata dai promotori del Festival Agri Risk Management per favorire la socializzazione e coniugare il lavoro al piacere. La competizione partirà da Riva del Garda con arrivo a Madonna delle Vittorie. Il ritrovo è alle 10 al Pala Expo di Riva del Garda. Alle 11 ci sarà l’inizio della competizione mentre alle 13 la premiazione dei vincitori e il pranzo all’ombra degli olivi a a Madonna delle Vittorie.

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