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Crisi energetica, Latte Trento blocca la produzione di Trentingrana: chiude il caseificio di Pinzolo e in stand-by una linea di latte. Paoli: "Grana? Cara la lavorazione"

A causa dei forti rincari sui mangimi e sui costi dell'energia stalle e caseifici stanno facendo sempre più fatica. Dei 3 caseifici di Latte Trento due hanno già chiuso. Paoli: "In più di vent'anni non ho mai visto calare il latte. Stiamo faticando a consegnare il prodotto anche nei supermercati. Trentingrana? Troppo cara la stagionatura, ora non possiamo permettercelo"

Di Francesca Cristoforetti - 29 settembre 2022 - 20:59

TRENTO. Latte Trento decide di bloccare la produzione di Trentingrana fino a dicembre nei suoi caseifici, "poi si vedrà", sostiene Sergio Paoli, direttore di Latte Trento. Proprio in questi giorni si è deciso di chiudere anche il caseificio di Pinzolo, in Val Rendena. Tutto il latte verrà indirizzato nello stabilimento di Trento e principalmente per riuscire a garantire il prodotto che da 3 linee passa a 2. Per bar e ristoranti non sarà più disponibile la linea "latte uht alpino" sia intero che parzialmente scremato, che per ora non verrà più prodotto.

 

"La nostra produzione è calata del 15% da settembre - aggiunge Paoli - in più di vent'anni non ho mai visto calare il latte. Stiamo faticando a consegnare il Latte Trento anche nei supermercati, lasciando scaffali vuoti".

 

Sono costi esorbitanti quelli sia per le stalle che per i caseifici, dai mangimi (con un aumento dei prezzi già cominciato dal 2021) ai rincari sull'energia che incidono inevitabilmente sulla produzione di formaggi. Dei 3 caseifici di Latte Trento (Trento, Pinzolo e Borgo Valsugana), due hanno già chiuso: soltanto qualche giorno fa, in accordo con il Corsorzio Trentingrana, è stata presa la decisione anche su quello in Val Rendena. "Per ora lo teniamo fermo - spiega Paoli - abbiamo interrotto anche la produzione della Spressa delle Giudicarie Dop. I 7 dipendenti sono stati mandati a Trento".

 

Il poco latte che si riesce a produrre infatti viene convogliato tutto nello stabilimento di Trento, dove si continuano a produrre solo formaggi freschi e mezzani, ma principalmente si cerca puntare a garantire il latte per uso alimentare. Tre le linee di latte che ora verranno ridotte a 2: se prima c'erano "Latte Trento", "il Meglio di noi" e "Latte alpino", ora quest'ultima, utilizzata soprattutto nella ristorazione, scomparirà. 

 

Altissimi infatti i costi della latteria sia per la produzione di latte fresco che Uht: "Siamo passati da 120 mila euro in un mese stabili - sostiene Paoli 1 milione e centomila euro soltanto nel mese di agosto. A differenza di altri settori io non posso permettermi di chiudere". Non a caso i costi sono saliti a 1,60 euro al litro.

 

E il grana? "Il Trentingrana consuma troppo proprio per la lavorazione molto lunga che richiede. Vista la lunga stagionatura significa essere pagati tra due anni e in questo momento non ce lo possiamo permettere".

 

I costi sempre maggiori stanno infatti mettendo in ginocchio le stalle, "18 quelle chiuse negli ultimi mesi - prosegue Paoli - quelle che restano poi se fanno fatica noi non riusciamo ad aumentare la produzione. Abbiamo deciso di aumentare l'acconto ai nostri soci, uno a giugno di 11 centesimi, poi a ottobre è scattato il secondo (retroattivo dal 1° di settembre) di altri 7 centesimi". Sempre in questi giorni la seconda loro stalla più grossa a Fiavé chiuderà i battenti. 

 

Molta la preoccupazione per il futuro: "Se andiamo avanti così tantissimi altri caseifici chiuderanno - conclude il direttore di Latte Trento - perderemo soprattutto quelli piccoli in periferia".

 

A questo si aggiungono anche le affermazioni di Stefano Albasini, presidente del Concast Trentingrana: "E' calata la quantità di conferimento di latte ai nostri 17 caseifici. Da inizio anno è stato registrato un calo della produzione del 10%".

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