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Folgariaski, dalle piste chiuse (ma con spese per innevamento) alla tragedia del Mottarone: annus horribilis. Ma queste settimane sono da record

Il bilancio al 30 giugno 2021 segnava una perdita contenuta di 485 mila euro grazie ai ristori. Anche perché ci sono state diverse spese oltre ai mancati introiti per le piste chiuse: 3,5 milioni di euro tra innevamento e campagne di marketing poi rivelatesi inutili. L’altro evento che ha segnato l’ultimo anno è stato la tragedia del Mottarone. ''Da allora le decisioni del Ministero sugli impianti a fune hanno visto modifiche e stravolgimenti. Per noi ha significato la chiusura della Francolini un anno prima''

Di L.P. - 13 gennaio 2022 - 12:25

FOLGARIA. Con la politica provinciale che prometteva l'apertura delle piste, quando era evidente che non sarebbe potuto avvenire, e l'assessore al turismo Failoni che sui social a settimane alterne comunicava a tutti che si sarebbe ricominciato a sciare a breve per gli impianti, la scorsa stagione si è rivelata non solo a guadagno zero ma anche con tante perdite. ''Qualcuno dice che la stagione sciistica non c’è stata. Io dico che è stato peggio - ha spiegato ieri il presidente di Folgariaski durante l'assemblea che ha approvato il bilancio -: la stagione ci ha fatto sperare di “esserci” e questo ha significato preparare la neve e le piste, finanziare campagne di marketing che sono state fatte, rifatte e corrette spostando sempre più avanti le date di apertura. Col senno di poi è facile dire che si sarebbero potute risparmiare tante spese''.

 

Spese che ci sono state per oltre 3,5 milioni, fortunatamente compensate dai circa 3 milioni di ristori per Folgariaski e così, alla fine, il bilancio al 30 giugno 2021 segnava una perdita di 485mila euro. La parte rimanente viene coperta dalle riserve disponibili anche perché, come spiega ancora Rech: ''Il Covid ci ha colpiti nel nostro momento migliore: così abbiamo potuto reggere l’urto. Il bilancio, dunque, chiude in sostanziale equilibrio''.

 

All’assemblea sono intervenuti l’assessore provinciale Roberto Failoni e il sindaco Michael Rech, i rappresentanti dell’Apt, Marco Fontanari per l’Unione commercio e turismo, i referenti di Trentino sviluppo, i soci privati e gli istituti di credito che collaborano con la società. Il presidente Denis Rech ha spiegato che, oltre alla chiusura, l’altro evento che ha segnato l’ultimo anno è stato la tragedia del Mottarone. ''Da allora le decisioni del Ministero sugli impianti a fune hanno visto modifiche e stravolgimenti. Si sono anticipati gli obblighi di uso del casco e di assicurazione e molte cose sono cambiate per le manutenzioni. Per noi ha significato la chiusura della Francolini un anno prima''.

 

A livello di capitale sociale, c’è stato il completamento dei versamenti da parte di alcuni soci, ivi compresa l’operazione dei generatori neve da Trentino sviluppo, che porta la riduzione delle spese di affitto connesse. È continuata la riduzione dell’indebitamento verso le banche. Sul conto economico il confronto è impietoso: il valore della produzione passa dai 7,5 milioni del 2019-2020 agli 800 mila del 2020-2021. L’amministratore delegato di Folgariaski, Alessandro Casti, ha aggiunto: ''Il comparto montagna deve avere la stessa dignità degli altri settori economici e ringraziamo l’assessore Failoni e la Provincia: grazie al loro impegno sono arrivati ristori che ci hanno permesso di riaccendere i motori. Non era scontato che arrivassero e con queste cifre. Buoni sono i dati di inizio stagione: questo conforta e sottolinea l’apprezzamento dell’Alpe Cimbra non solo dallo zoccolo duro del turismo di prossimità, ma anche da quello nazionale su larga scala. C’è fiducia, ma a gennaio dovremo valutare le presenze, in particolare quelle straniere. Lo sci è l’azienda principale di questo territorio e nel periodo appena trascorso ci si è potuti rendere conto del valore di questa società di sistema. Fondamentali saranno i prossimi mesi, in cui si dovranno definire alcuni inderogabili piani di investimento. Devono fare la loro parte anche tutti quelli che, pur godendo dei benefici e dell’indotto di questa industria, temporeggiano e restano in disparte''.

 

Parole, queste ultime, ripetute con vigore dal sindaco che ha invitato la comunità a un generale risveglio nell’impegno: per gli impianti, nell’associazionismo, nel salvataggio della Croce rossa locale e nella partecipazione all’attività dell’Azienda turistica.

 

Quanto alla stagione scorsa, Denis Rech ha sottolineato che le società Folgariaski e Turismo Lavarone in sinergia hanno mantenuto aperti tre impianti consentendo allenamenti, gare ed eventi. ''Questo sia per garantire l’occupazione e limitare l’utilizzo della cassa integrazione, sia per consentire a ragazzi e atleti di allenarsi e ritagliarsi un momento di normalità in un periodo che di normale non aveva più nulla''.

 

In numeri ecco cosa è stata la scorsa stagione: 943 tra atleti e allenatori, 15 club “fissi” e 8 “saltuari”, 30 le giornate di allenamento della Nazionale USA Team e altre 8 Nazionali, 73 le gare disputate compresa la Coppa Europa e 94 giornate di apertura. ''Dobbiamo trovare il modo – ha spiegato ancora Denis Rech – per far convivere agonismo e turismo. In tal senso va il progetto di allargamento della Salizzona che risolverebbe molti dei problemi di convivenza. Con l’alto livello possiamo caratterizzarci sempre più come palestra di campioni, col turismo e l’attività amatoriale garantiamo la sostenibilità economica''.

 

Veniamo alla stagione in corso, con le vendite, al termine delle feste, a 5,5 milioni. Una cifra in linea con quella, record, del 2019-2020 ma il presidente Rech ha invitato alla cautela: ''Questo è il dato di oggi, ma ora bisogna valutare le possibilità di spostamento della clientela straniera e molto influirà anche l’aumento del costo dell’energia''. Guardando al futuro, finita la stagione Folgariaski farà il punto sui possibili investimenti. Tra questi ci sono il bacino di Malga Melegna (il sindaco ha spiegato che a gennaio andrà in consiglio comunale la prima adozione della variante al piano regolatore), il Family park a Serrada, gli interventi sulle piste e sui collegamenti, il Centro servizi di Costa e altri interventi di miglioria.

 

Già partito il progetto per ammodernare il sistema skipass, che consentirà di accedere con gli smartphone e migliorare la gestione delle vendite online. Il vero tema per il futuro è l’impianto Francolini, rispetto al quale in collaborazione con APT è stato commissionato uno studio per un ampio confronto con tutti i referenti del territorio. Alla fine della stagione, si tireranno le somme e si deciderà la soluzione più idonea e condivisa. Sull’urgenza di rendere operativo il collegamento si sono concentrati anche alcuni degli interventi dal pubblico, quello dell’Apt e quello del sindaco, che si è rivolto direttamente anche all’assessore Failoni.

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