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| 12 mar 2022 | 08:50

"Idroelettrico? In Trentino energia sfruttata già al massimo delle capacità, ma si può puntare sul ripompaggio. Da non sottovalutare anche l'idrogeno"

L'energia idroelettrica è una delle fonti rinnovabili più importanti sul territorio. Considerando che l’Italia dipende fortemente dalla Russia in quanto ad approvvigionamento energetico, si dovranno trovare nuove soluzioni anche a lungo termine. Crema: "Non si tratta di creare nuove centrali, ma di potenziare e razionalizzare l’accumulo di energia elettrica, per esempio con bacini a pompaggio"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “L’energia idroelettrica in Trentino è già sfruttata quasi al limite massimo della capacità disponibile, considerando i vincoli autorizzativi. Si possono ottimizzare marginalmente alcuni impianti sul tema del ripompaggio come quello di Santa Massenza e il Ponale a Riva del Garda”.  Si esprime così Luigi Crema, direttore del Centro energia sostenibile della Fondazione Bruno Kessler (Fbk), facendo riferimento all’energia idroelettrica, una delle fonti rinnovabili più importanti sul territorio, su cui si dovrà puntare anche in futuro.

 

Facendo una fotografia attuale, “abbiamo constatato che la produzione idroelettrica, pari circa al 140%, è superiore al consumo di energia elettrica sul territorio”, anche se il potenziale di espansione “rimane abbastanza limitato”. Al momento il contributo alla produzione di energia elettrica complessiva da parte delle centrali idroelettriche sul territorio “ammonta a circa 4,3 Twh; 4,7 Twh sono previsti nel 2030, perciò un aumento inferiore al 10%. Nel 2050 si stimano 5 Twh”.

 

Da adesso sarà sempre più forte la necessità di avere accumuli di energia: “Non si tratta – spiega Crema – di creare nuove centrali, ma di potenziare e razionalizzare l’accumulo di energia elettrica, per esempio con bacini a pompaggio per spingere l’acqua da un bacino in basso a uno posizionato più in alto durante i periodi di minor consumo, per poi riutilizzarla, sempre attraverso le turbine idroelettriche, quando necessario”. L’impianto a pompaggio “non necessita obbligatoriamente di torrenti o di un corso d’acqua che lo alimenti”.

 

A lungo termine, la strada da seguire è proprio quella delle energie rinnovabili, che dovranno compensare altre fonti attuali come i combustibili fossili. È alta infatti la tensione dallo scoppio del conflitto in Ucraina, guerra che va a sommarsi a un contesto già fragile a livello europeo. Fra i tanti temi preoccupa quello dell’approvvigionamento energetico, considerando che l’Italia dipende fortemente dalla Russia. L’interruzione del flusso di gas e petrolio dalla nazione governata dal presidente Vladimir Putin destabilizzerebbe gravemente la situazione in Europa, anche se i primi effetti della crisi si stanno già manifestando, per esempio con il costo di benzina e gasolio, saliti sopra i due euro per litro.

 

“Il manifestarsi del conflitto – prosegue – ha portato da una parte a una nuova presa di consapevolezza di quanto sia rischioso essere quasi completamente dipendenti da approvvigionamenti esterni. Dall’altra ha fatto partire nuovi ragionamenti sul tema della sicurezza energetica e sulle nuove fonti di energia”.

 

L’idroelettrico si aggiunge soltanto a diverse soluzioni a cui si dovrebbe tendere: “La rotta che stiamo seguendo come Europa è quella giusta, dobbiamo però accelerare quel percorso relativo alle energie rinnovabili e alle forme di accumulo dell’energia”. Si parla non solo di idroelettrico, ma anche di fotovoltaico e “di uso sostenibile delle biomasse, che non sono viste positivamente dalla Commissione Europea anche se hanno un impatto inferiore rispetto ai combustibili fossili e potrebbero essere convertite in gas verdi, con minore emissione di Co2”. Anche l’idrogeno non è da sottovalutare, “offrendo grandi vantaggi per il sistema energetico e per il processo di elettrificazione, ideale da abbinare alla mobilità elettrica a batteria per esempio”.

 

Secondo il direttore, l’indipendenza totale energetica “è difficile da raggiungere, ma ci sarà un piano strategico di aumento della produzione interna per ridurre i costi dell’energia, che è il motore dell’economia. Nulla sarà più sostenibile se l’energia continuerà ad avere un costante aumento dei prezzi”.

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