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| 14 lug 2022 | 09:56

“In Trentino non mancano i fondi ma la capacità di spenderli: perché per esempio la Pat non pensa a politiche per attirare lavoratori stranieri sul territorio?”

A parlare è l’ex presidente della Provincia, e oggi consigliere provinciale di Azione, Ugo Rossi: “Non sono certo le risorse che mancano in Trentino ma la capacità di spenderle in tempi veloci. Al governo della Lega manca una visione complessiva di programmazione della finanza pubblica: pensiamo per esempio a quante innovazioni potremmo portare nel contesto del lavoro femminile. Perché poi non si pensano politiche migratorie per attirare in Trentino lavoratori stranieri e fronteggiare così il calo demografico? Forse perché elettoralmente paga di più dire ‘aiutiamoli a casa loro’”

TRENTO. “A tutti piacerebbe avere più soldi in cassa, ma quando la cassa è quella della Provincia autonoma di Trento i fondi dovrebbero piuttosto essere utilizzati con una precisa ottica futura: questi dati dimostrano come il governo della Lega sia totalmente inadeguato rispetto alla gestione di un’autonomia speciale”. Sono queste le parole dell’ex presidente della Provincia, e oggi consigliere di Azione, Ugo Rossi nel riportare i numeri relativi al rendiconto e assestamento della Pat. “La giacenza di cassa della Provincia di Trento è aumentata costantemente negli ultimi anni – dice Rossi – passando da 1.782 milioni al primo gennaio 2019 a 2.565 milioni nel 2020, a 2.762 milioni nel 2021 per poi crescere a gennaio 2022 a 3.215 milioni. Si tratta, in sostanza, di una misura del ‘flusso’ di denaro che in un anno interessa il territorio e testimonia come l’Amministrazione provinciale non abbia una visione complessiva di programmazione per la finanza pubblica. Anche l’avanzo di amministrazione cresce ogni anno di più, nel 2021 è arrivato a 349 milioni di euro: bastano questi dati per evidenziare che non sono certo le risorse che mancano ma la capacità di spenderle in tempi veloci con decisioni innovative ed efficaci”.

 

Sempre nel 2021, continua Rossi, il rapporto tra massa spendibile ed investimenti in conto capitale è stato pari al 23%: “In sostanza – precisa l’ex presidente della Pat – è come avere a disposizione 100 euro e spenderne 23. Tutto questo accade perché ormai la Provincia autonoma di Trento sta diventando sempre più simile ad una Regione ordinaria, con l’amministrazione leghista che si limita a prendere le risorse e a distribuirle sul territorio, promettendo tra l’altro spesso opere che mai si faranno. Si usano queste risorse in una chiave di pia illusione”. Il tutto poi, dice Rossi, va calato in un contesto di semplificazione delle norme che dovrebbe permettere una maggior facilità d’utilizzo delle risorse: “Pensiamo a cosa si potrebbe fare in Trentino con quelle risorse, pensiamo al lavoro femminile, a quante innovazioni potremmo introdurre, dagli incentivi alle aziende per tutelare la maternità fino all’estensione delle garanzie presenti nel pubblico anche al privato”. 

 

Un altro esempio portato avanti dall’ex presidente della Provincia è quello relativo alla mancanza di forza lavoro, che nel corso dei mesi si è trasformata in una vera e propria emergenza per molte realtà del territorio (e non solo). “Se lo stato non fa politiche migratorie – dice Rossi – deve farle la Provincia autonoma di Trento. Perché non si porta avanti un grande piano di attrattività per portare in Trentino forza lavoro da altre Regioni, ma anche dall’estero, con dei fondi a disposizione per affrontare fino in fondo un problema che affligge tanti settori? Siamo in una situazione di calo demografico, perché non ragionare su un’eventualità di questo tipo? Forse perché elettoralmente paga di più dire ‘aiutiamoli a casa loro’”. 

 

Il risultato è questo: “Un avanzo di amministrazione di 349 milioni di euro. Ora si parla di una manovra che mette sul bilancio 500 milioni, ma verranno spesi forse a partire dall’anno prossimo. In questa fase erano necessari interventi con ricaduta immediata. Se le risorse presenti non circolano sul territorio il rischio è che l’economia diventi stagnante”. Ed il paradosso, come detto, è che di risorse in questo momento ce ne sono in abbondanza, continua Rossi: “Quest’anno per esempio, lo Stato ha fornito 150 milioni di euro in più rispetto a quelli che doveva fornire, per la copertura delle minori entrate fiscali dovute al Covid. Sono soldi che la Provincia restituirà. Viviamo in un’epoca dove c’è abbondanza di risorse ma in questo governo non c’è la capacità di gestire l’autonomia associando alle competenze legislative le competenze finanziarie”.

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