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La Carne salada “scippata” all’Alto Garda? L’Apt: “I nostri produttori non sono stati coinvolti, difenderemo le peculiarità del territorio”

La denuncia dell’Apt Garda Dolomiti: “Durante l’iter procedurale i produttori fuori dal Consorzio – che producono oltre l’85% della carne salada in Trentino, sottolinea Rigatti – non sono stati presi in considerazione”

La carne salada, uno dei piatti tipici del territorio Credits: APT Garda Dolomiti
Di Tiziano Grottolo - 04 aprile 2022 - 17:06

RIVA DEL GARDA. Alcuni mesi addietro il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dopo aver ricevuto la richiesta di riconoscimento presentata dal Consorzio produttori trentini salumi (con il parere favorevole della Provincia di Trento), ha proceduto alla stesura del disciplinare di produzione per la “Carne salada del Trentino Igp”. Si tratta di un documento essenziale dove vengono di fatto stabilite le “regole” affinché in futuro un prodotto possa effettivamente avvalersi dell’indicazione geografica protetta “Carne salada”.

 

Per farla breve secondo il disciplinare la zona di produzione della futura carne salada Igp “coincide con il territorio compreso nei confini amministrativi della Provincia di Trento”, di fatto i comuni esclusi sono soltanto 8: Primiero San Martino di Castrozza, Imer, Canal San Bovo, Mezzano, Sagron Mis, Castello Tesino, Cinte Tesino e Pieve Tesino.

 

La notizia però ha fatto storcere il naso a molti produttori dell’Alto Garda che è considerata la “culla” di questa specialità. A dar voce al dissenso è l’Apt Garda Dolomiti presieduta da Silvio Rigatti che, pur facendo notare come il riconoscimento Igp sia “un obiettivo ben condiviso”, muove delle critiche rispetto al mancato coinvolgimento delle realtà locali per quanto riguarda la presentazione della domanda al Ministero. Durante l’iter procedurale i produttori fuori dal Consorzio – che producono oltre l’85% della carne salada in Trentino, si legge nel comunicato – non sono stati presi in considerazione”. Di conseguenza potrebbe essere a rischio la peculiarità di questa eccellenza del territorio altogardesano.

 

Oltre al mancato rispetto della produzione tradizionale – dichiara il presidente dell’Apt – quello che più ci preoccupa come territorio è il mancato riconoscimento della zona di produzione storica”. L’Alto Garda appunto, con i comuni di Riva del Garda, Arco, Tenno, Nago-Torbole, Dro, Drena e Ledro. Non solo perché a destare perplessità c’è anche la scelta del dicitura “Carne salada del Trentino”, “che potrebbe potenzialmente aprire la strada a un utilizzo evocativo della denominazione ‘carne salada’ fuori dai confini tradizionali”.

 

Per la verità l’Apt, in rappresentanza di oltre 460 soci di attività produttive, economiche e ricettive, aveva pure provato a presentare un’opposizione alla richiesta di riconoscimento, opposizione che però è stata respinta dal Ministero delle Politiche Agricole.

 

“Come territorio, con tutti i Comuni, produttori, ristoratori e portatori di interesse, e come Apt Garda Dolomiti ci batteremo sempre per la difesa dei prodotti del nostro territorio”, avverte Rigatti che poi conclude: “Una proposta di denominazione Igp per un’importante tradizione del territorio, come la carne salada, può essere accettata solo con il coinvolgimento e la volontà da parte del Consorzio e della Provincia di trovare una linea d’azione concordata. Facciamo quindi appello al Ministero delle Politiche Agricole affinché vengano convocate le parti”.

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