Il progetto di ospitalità diffusa del Trentino continua sul territorio di Pergine Valsugana e vuole allagarsi all'Oltrefersina: ''Un nuovo modo sostenibile di fare turismo''
Il responsabile del progetto Ospitar, Ruggero Zanetti: "L'obiettivo, già avviato in 11 Comuni in Trentino, è recuperare e riqualificare l'enorme patrimonio delle seconde case attraverso un nuovo tipo di turismo che punti sulla comunità e sul mettere a valore il territorio"
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PERGINE VALSUGANA. A quasi un anno di distanza della prima serata di presentazione del progetto trentino di turismo diffuso, "Ospitar", sul territorio di Pergine Valsugana, il progetto è pronto per attivare la zona dell’Oltrefersina.
"L'obiettivo del progetto, già avviato in 11 Comuni in Trentino, tra cui i vicini Tenna e Calceranica, è sempre lo stesso - commenta Ruggero Zanetti, socio responsabile del progetto Ospitar - recuperare e riqualificare l'enorme patrimonio delle seconde case, lasciate sfitte, sottoutilizzate o spesso abbandonate, attraverso un nuovo tipo di turismo che punti sulla comunità e sul mettere a valore il territorio, intercettando nuovi tipi di viaggiatori che prediligono la libertà di un soggiorno in appartamento".
Il progetto è in costante crescita, altri territorio sono pronti a entrare a far parte di questa iniziativa mentre, per la volta, ''Ospitar" ha recentemente varcato i confini territorio, riscuotendo un fortissimo interesse nel bergamasco (Qui articolo). Ora Cbs punta a presentare i primissimi risultati a 12 mesi dal via dell'iniziativa nel centro abitato valsuganotto.
Appuntamento previsto al teatro di Vigalzano alle 20 di venerdì 3 marzo per ripercorrere i risultati ottenuti fino a ora dal progetto, incontrando i nuovi proprietari interessati e raccontando come il progetto opera sui territori. Il team di "Ospitar" sarà a disposizione dei proprietari per rispondere a tutte le domande e le curiosità in merito al progetto.
"Nell'aprile dell'anno scorso sono state attivate le frazioni di Canale, Valcanover, Santa Caterina e San Vito", dice Zanetti. "A seguito della serata sono stati intercettati 48 proprietari e il progetto sta seguendo 12 strutture a oggi".
Proprio a seguito dei risultati interessanti delle prime 4 frazioni, l’amministrazione comunale ha deciso di continuare il percorso attivando la zona dell’Oltrefersina composta da Vigalzano, Madrano, Canzolino, Casalino, Brazzaniga e Pissol. In questi tre ambiti infatti si trovano 396 delle 2.039 seconde case censite ad inizio progetto. I proprietari di queste seconde case inoltre per il 57% vivono entro i 5 chilometri della casa, elemento questo che determina un possibile maggiore coinvolgimento diretto dei proprietari nella descrizione.
Un nuovo modo di fare turismo. "Il progetto ambisce a rendere i territori più accoglienti favorendo l’apertura delle seconde case spesso vuote o sottoutilizzate". Una casa vuota, secondo le stime di Cbs, costa al proprietario fino a 5.000 euro all’anno, ma quanto costa a tutta la comunità?
"Scarsi servizi e comunità fragili a rischio spopolamento sono solo alcuni degli elementi che accomunano i territori interessati dal progetto e che si vuole scardinare", aggiunge Zanetti. "Spesso non ci si accorge di come il mondo del turismo e dell’abitare sia cambiato. Nella nostra esperienza è capitato più volte che quando una casa viene riaperta e riutilizzata per affitti brevi, poi torni a disposizione della comunità con scopo residenziale o lavorativo a media permanenza. I proprietari cominciano a vedere che ridare nuova vita a queste strutture è una cosa bella sia per loro, ma anche per la comunità e spesso reinvestono il guadagnato proprio nel migliorare queste strutture. Rivedere persone che camminano per le strade dei paesi è un successo per tutti".
Le azioni del progetto. “Verranno effettuati gratuitamente dei sopralluoghi nelle case e il proprietario avrà la possibilità di discutere con un team di esperti le varie possibilità. Gli daremo tutte le informazioni necessarie per decidere il futuro dell’immobile in modo consapevole. Dalla predisposizione dell’alloggio (fotografie, burocrazie e portali di prenotazione) e potenzialmente alla seguente gestione del servizio (check-in, pulizie e così via) i proprietari potranno costruire insieme a noi la migliore soluzione per loro", conclude Zanetti (Qui info per candidare la propria casa al progetto Ospitar entro il 9 aprile).












