Artigianato eccellenza della montagna. Andrea Cerentin: "Servono però giovani consapevoli delle opportunità di crescita in un settore oggi pronto alla digitalizzazione"
A raccontare l’artigianato bellunese a Il Dolomiti è Andrea Cerentin, uno dei titolari di Cerentin F.lli Lattonerie e vice presidente di Appia Cna. L’artigianato rappresenta l’eccellenza del nostro paese e dei territori di montagna, ma oggi serve maggiore consapevolezza nei giovani e più aiuto dalle istituzioni. "Le piccole aziende sono presidio del territorio e il motivo per cui siamo quasi un unicum mondiale. Sono pronte a ospitare profili professionali di alto livello: quello che manca è un maggiore supporto esterno"

BORGO VALBELLUNA. "Dobbiamo creare i presupposti per rendere la nostra provincia, fortemente manifatturiera, più appetibile e attrattiva, un luogo dove scegliere di vivere e lavorare e non quella periferia che ormai non siamo più. C’è in questo una mancanza di conoscenza del mondo dell’artigianato e della piccola impresa da parte dei giovani: ci sono molti aspetti su cui intervenire quando si ragiona su cosa fare per sopravvivere, ma dobbiamo anche considerare che in parte non siamo appetibili perché non siamo conosciuti dalle nuove generazioni".
A raccontare il mondo dell’artigianato bellunese a Il Dolomiti è Andrea Cerentin, uno dei titolari di Cerentin F.lli Lattonerie e vice presidente di Appia Cna. Un mondo, quello dell’artigianato, che rappresenta l’eccellenza del nostro paese e dei territori di montagna. Secondo uno studio di Confartigianato, infatti, nel 2024 l’Italia era prima nell’Unione europea per Pil generato in aree montane con oltre un quarto (27,7%) del totale europeo prodotto in esse. Alta è soprattutto la vocazione artigiana: le 171mila imprese artigiane operanti nei territori montani rappresentano il 13,5% dell’artigianato nazionale e il 24,4% delle imprese, a fronte del 20,8% del resto d’Italia.
L’artigianato soffre però ancora di uno stereotipo che impedisce ai giovani di vederlo nell’ottica multisettoriale che lo caratterizza, di vedere cioè le opportunità di crescita professionale in un settore che ha sviluppato un’alta predisposizione alla digitalizzazione e all’innovazione. “Se chiedo a 100 giovani che si stanno diplomando cosa andranno a fare se vengono da noi in azienda - afferma Cerentin - probabilmente rispondono 'lavorare la lamiera' o 'fare edilizia'. In parte è così, ma i nostri dipendenti affiancano ore di lavoro al computer su modelli 3D a ore in officina per realizzarli. Abbiamo cioè bisogno di persone che facciano entrambe le cose: una prospettiva stimolante per i lavoratori, ma non molto conosciuta. Si fatica cioè a far conoscere il processo di digitalizzazione e modernizzazione delle mansioni che sta avvenendo nelle nostre imprese. Quanti giovani sanno infatti che esiste questa possibilità nelle piccole realtà artigiane?”.

L’azienda Cerentin nasce nel 1984 a Pian del Monte, nel classico garage dietro casa, fondata da Costante Cerentin e il fratello Vittorio per offrire un servizio di qualità nella realizzazione di coperture e lattonerie in lamiera. Nel 1997 si spostano a Castion, dove acquistano dei macchinari per realizzare in casa una parte delle lavorazioni, ma sempre con un approccio artigianale richiesto dalle produzioni su misura tipiche del mercato dell’edilizia.
L’azienda poi cresce con il passaggio generazionale: oggi è gestita dai fratelli Andrea, Fabio e Michele, oltre alla sorella Valentina che supporta l’ufficio. “Il fattore di successo in questa successione - spiega Cerentin - è stata la suddivisione da subito dei compiti in azienda in base alle nostre competenze. Inoltre, mio padre, tuttora socio, ha sempre delegato e lasciato prendere a noi certe decisioni anche quando aveva idee diverse. Siamo poi abituati ad adattarci velocemente per soddisfare le frequenti richieste di modifiche ai progetti da parte dei clienti ed è il segreto per cui siamo qui. Il know-how e questa capacità di adattamento non sono facili da portare avanti per chi non conosce il territorio, per questo abbiamo più affinità con le realtà che operano in territori di montagna e riusciamo a essere nel mercato in maniera forte anche mentre gli altri calano”.

Un settore di nicchia, che ha conosciuto una grande evoluzione tecnologica negli ultimi 20 anni grazie alla quale c’è oggi maggiore flessibilità verso le esigenze della clientela. “Inoltre - aggiunge - è maggiormente riconosciuto il valore di quello che proponiamo rispetto al passato perché c’è crescente consapevolezza di ciò che sta dietro a una maggiore qualità. Questa flessibilità è ormai indispensabile per sopravvivere ed è in buona parte dovuta al ricambio generazionale nelle aziende, sul quale però pesano sia lo spopolamento sia l'idea, per le nuove generazioni, che non sia una buona scelta professionale rimanere nell’azienda di famiglia”.
Ed è qui che si fa oggi più che mai centrale il ruolo dei corpi intermedi. “La piccola azienda è presidio del territorio, è la nostra storia e il motivo per cui siamo quasi un unicum mondiale di una nazione fortemente manifatturiera basata sulle piccole aziende, che oggi sono pronte a ospitare profili professionali di alto livello. Quello che manca è un maggiore supporto sia pratico sia di comunicazione nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. In questo sono fondamentali le associazioni di categoria, già oggi fondamentali per supportare i processi di transizione digitale e fare da tramite con le istituzioni, con le quali non è facile per noi piccoli artigiani avere rapporti diretti. Si tratta quindi di intervenire affinché le istituzioni diano un supporto anche alle piccole aziende, spesso escluse dal credito o da una serie di iniziative che trovano maggiore collocazione in aziende più strutturate, oltre al fatto che burocrazia e imposizione fiscale gravano in maniera diversa su di noi” conclude Cerentin.












