Guerre e crisi: "Si rischia un nuovo shock con un impatto pesante su produzione e consumi". L'allarme degli agricoltori sui costi di fertilizzanti e gasolio
Tra i temi affrontati dagli agricoltori trentini ci sono stati anche quelli della gestione dell'acqua, della Politica agricola comune e le iniziative verso i giovani. Il presidente di Confagricoltura, Diego Coller: "Il pericolo è che venga replicato quanto accaduto con la guerra in Ucraina con un aumento dei prezzi dei principali fattori di produzione"

TRENTO. L’agricoltura di montagna è considerata una leva strategica per il futuro del territorio, tra identità e innovazione. Un settore centrale del confronto tra istituzioni e mondo produttivo. A emergere anche forte attenzione per le attuali dinamiche geopolitiche e per le loro ricadute sul settore agricolo trentino.
"L’agricoltura di montagna è un’importante fonte di prodotti alimentari di qualità e per questo è fondamentale per l’economia dei territori, la gestione sostenibile del paesaggio e la tutela della biodiversità", le parole di Diego Coller, presidente di Confagricoltura del Trentino, nell'aprire l'assemblea dell'associazione. "Solitamente, le aziende agricole nelle zone montane sono di piccole dimensioni e lavorano in condizioni più difficili e onerose rispetto a quelle in pianura, a causa delle caratteristiche ambientali, altitudine e pendenza dei terreni, dei cambiamenti climatici e della ridotta presenza di infrastrutture".
L’agricoltura di montagna del nostro territorio è "sempre stata storicamente supportata con delle misure destinate a compensare le difficoltà strutturali legate all’altitudine e alla morfologia del terreno, con l’obiettivo di tenere in vita le aree marginali".
In questo contesto così instabile tra guerre e tensioni internazionali, il mondo agricolo assiste con una certa preoccupazione all'evolversi delle crisi internazionali, così come all'aumento dei costi e dei prezzi.
"L’escalation della situazione geopolitica attuale ha un impatto importante sul mercato dell’agroalimentare e si rischia un nuovo shock per il settore, con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi", prosegue Coller. "Il pericolo è che venga replicato quanto accaduto con la guerra in Ucraina con un aumento dei prezzi dei principali fattori di produzione".
Non è mancato il riferimento alla Politica agricola comune, per la quale è stata ribadita la necessità di porre al centro produttività, competitività e semplificazione amministrativa, con un’attenzione specifica alle peculiarità dell’agricoltura di montagna. Il confronto si è quindi spostato sul livello locale, con l'approfondimento delle misure adottate e quelle in fase di definizione per la Pac trentina.
"Il 2026 sarà un anno decisivo per la futura politica agricola europea, con la definizione del bilancio Ue e delle nuove regole della Pac", spiega l'eurodeputato Herbert Dorfmann. "Fondamentale garantire risorse adeguate e una distribuzione più equa, con maggiore attenzione all’agricoltura di montagna”
Un tema rilevante è la gestione dell’acqua. "Guardiamo avanti con fiducia: quando il Trentino fa squadra, le sue specificità diventano forza", evidenzia l'assessora Giulia Zanotelli. "Continueremo a sostenere un’agricoltura radicata nei territori, perché chi vive la montagna sa come valorizzarla davvero. Gli investimenti sono strategici, come sulla rete irrigua con oltre 35 milioni di euro destinati alla difesa attiva delle colture. Meno burocrazia, più opportunità per i giovani, più ricerca: così che rafforziamo il sistema. E con scelte responsabili, come quella del termovalorizzatore per una gestione chiara dei rifiuti, costruiamo un modello solido, capace di dare futuro alle nostre imprese e alla nostra comunità". Il principale strumento di programmazione dell’agricoltura trentina rimane la legge provinciale 4, che consente di sostenere i diversi settori attraverso misure mirate e bandi specifici, incidendo concretamente sulla politica agricola provinciale.
A intervenire ai lavori anche il presidente della Provincia. "I nostri agricoltori sono i grandi ambasciatori del Trentino nel mondo. E' nostro dovere proteggere questo patrimonio investendo sulla vivibilità della montagna e sul futuro dei giovani", commenta Maurizio Fugatti. "Per questo stiamo investendo con forza su infrastrutture, mobilità e accesso alla manodopera, per garantire alle aziende la stabilità necessaria per competere sui mercati globali, e mettendo in campo misure concrete contro lo spopolamento per mantenere viva la nostra montagna. La sfida oggi è fare sistema, garantendo alle imprese i servizi e la manodopera necessari per restare competitive, valorizzando quell'identità e quell'autonomia che ci rendono un'eccellenza globale".
Un forte allarme è stato lanciato sui costi dei fertilizzanti (in particolare urea) e del gasolio. Una minaccia per la competitività delle aziende agricole italiane e la produzione. Per questo Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura (presente in collegamento) ha sollecitato interventi europei e ha proposto soluzioni alternative, come l'uso del digestato da biogas per ridurre la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti da Russia e Bielorussia: "Senza di noi, senza gli agricoltori, cosa sarebbe l’Italia? Confagricoltura esiste per rappresentare al meglio le imprese associate e per tutelarle, per riuscire a costruire un modello agricolo sempre più competitivo".
Ampio spazio è stato poi dedicato ai risultati dell’attività sindacale degli ultimi mesi. Tra questi, l’introduzione, con la legge finanziaria provinciale 2026, della possibilità di scambio di manodopera anche per le società semplici agricole. Parallelamente è stata avviata una revisione degli usi e consuetudini della Camera di Commercio in materia di aiuto sporadico e occasionale durante l’attività agricola, con l’istituzione di una commissione dedicata.
Tra le nuove iniziative, è stata annunciata una misura di particolare rilievo per i giovani: uno stanziamento di cinque milioni di euro in dieci anni, destinato ad agevolare l’accesso al credito e ridurre gli oneri finanziari legati ai loro investimenti. Il presidente Coller ha espresso soddisfazione e apprezzamento per questo intervento, sottolineando come il solo contributo a fondo perduto non sia sufficiente a sostenere un giovane agricoltore che insedia la propria attività.
"Il nostro impegno è quello di supportare concretamente i giovani che si insediano", ancora Coller. "E' necessario andare oltre il semplice contributo a fondo perduto e di garantire una reale semplificazione amministrativa, capace di tradursi in risultati tangibili".
Si è parlato poi di enoturismo, che si conferma un settore strategico, in grado di integrare produzione agricola e offerta turistica, valorizzando l’intero patrimonio territoriale. Non solo vino, ma anche mele, miele, formaggi e trote contribuiscono all’esperienza dei quasi 20 milioni di turisti che ogni anno visitano la regione.
Rilevante poi il ruolo degli eventi dedicati alla sostenibilità e al dialogo con i cittadini, come la Mostra dell’Agricoltura e Bio.logica, che rafforzano il legame tra qualità produttiva e valorizzazione del territorio. Confagricoltura del Trentino, viene sottolineato, rappresenta l’intero settore, incluso il biologico, che tuttavia affronta criticità legate soprattutto alle condizioni climatiche, con una conseguente riduzione delle superfici coltivate. Emerge la necessità di rafforzare il legame tra agricoltura e cittadinanza, indebolito dall’espansione urbana, che ha progressivamente allontanato la popolazione dalle proprie radici agricole.











