Šebesta ont s Bersntol: in mostra il rapporto speciale di Giuseppe Šebesta con la Valle del Fersina
"Tra mito e realtà. Giuseppe Šebesta e la Valle del Fersina", la nuova esposizione dell’Istituto Culturale Mòcheno, sarà inaugurata sabato 6 giugno alle 17:30 a Palù del Fersina: ecco tutti i dettagli

PALÙ DEL FERSINA. La mostra Tra mito e realtà. Giuseppe Šebesta e la Valle del Fersina, curata dall’Istituto Culturale Mòcheno / Bersntoler Kulturinstitut si concentra sul legame profondo che unì l’etnografo trentino-boemo alla Valle e alla sua comunità.
All’alba degli anni Cinquanta, la frequentazione di questi luoghi rappresenta per Šebesta la genesi di una fase cruciale e quanto mai produttiva nel suo percorso di intellettuale e di artista. Egli trae dalla Valle del Fersina, dove risiede per lunghi periodi, una fonte inesauribile di ispirazione e spunti per progetti pionieristici e visionari, sviluppando una produzione polivalente, che spazia dalla cinematografia alla pittura, dalla fotografia alla letteratura, fino alla realizzazione di pupi e alla raccolta di dati etnografici.
Šebesta è stato, da un lato, un acuto osservatore delle forme espressive locali, studiando con meticolosità il lavoro, le narrazioni, le feste, l’architettura e la tecnologia popolare, e conducendo approfondite ricerche d’archivio.
Nel contempo si rivela un instancabile sperimentatore che ama lavorare con le mani, creando oggetti come i celebri pupi ispirati alle leggende trentine, e anche con le immagini, dando vita a produzioni fotografiche e cinematografiche in gran parte ancora poco note.
Nel fecondo periodo trascorso in questo territorio, il giovane Šebesta si muove costantemente tra mito e realtà: la fervida immaginazione e una profonda fascinazione per la mitologia lo guidano alla scoperta degli aspetti più vivi e singolari della cultura autoctona.
Allestita nelle sale dell’Istituto e nei pittoreschi spazi del Maso Filzerhof, l’esposizione presenta suddivisa per sezioni una serie di materiali, molti dei quali inediti, afferenti alla costellazione di settori che lo videro protagonista. È accompagnata da un catalogo che illuminando da diverse angolazioni la sua opera e il suo mondo fantastico, consegna ai lettori tutto il fascino di questa personalità.

La mostra sarà inaugurata sabato 6 giugno 2026 alle ore 17:30 presso la sede dell’Istituto a Palù del Fersina. Rimarrà aperta tutti i giorni fino al 31 agosto e il venerdì, sabato e domenica dal 1 settembre al 4 ottobre con l’orario 10 -12.30 e 14-17.30.
Giuseppe Šebesta è stato uno studioso trentino estremamente poliedrico: chimico, pittore e disegnatore, fotografo, regista e attore, etnografo, museografo, poeta e narratore.
Nato a Trento nel 1919 da madre trentina e padre boemo, frequenta la Valle del Fersina già in età infantile, con soggiorni estivi a Sant’Orsola Terme. Dopo la formazione in ambito chimico a Pavia, qualche esperienza di insegnamento in Trentino e un’attività lavorativa a Milano, nel 1949 si trasferisce in Valle del Fersina per dedicarsi ai suoi esperimenti cinematografici e vi rimane fino al 1951.
In questo periodo si avvicina alla cultura materiale e alla tecnologia rurale; inizia anche la sua profonda ricognizione sugli abitanti della Valle, che finirà per influenzare fortemente la sua produzione letteraria. Dal 1951 risiede a Roma, dove sviluppa una significativa carriera di regista e documentarista.
Nel 1964 rientra a Trento e vi fonda il Comitato etnografico trentino, il cui lavoro di raccolta e documentazione della cultura popolare sfocerà nel 1968 nell’apertura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, (oggi METS), che guiderà fino al 1984.
Negli anni successivi continua a coltivare l’interesse per i settori dell’etnografia e della museografia, fornendo importanti contributi agli studi di altre regioni italiane e all’ideazione di musei simili a quello trentino fino al 2005, anno della scomparsa.












