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Circondano il cervo per farsi selfie e scattare foto. Il Parco: ''E' severamente vietato. Ecco come comportarsi''

Dopo il caso dell'orso inseguito da alcune persone con gli smartphone e conseguente falso attacco del plantigrado pur di liberarsi di loro ecco il Parco dell'Abruzzo pubblica questa foto dove l'ungulato è circondato senza vie di fuga e possibilità di scampo 

Di Luca Pianesi - 21 settembre 2021 - 13:16

L'AQUILA. Un grosso cervo circondato da decine di persone, tutte vicinissime a lui, talmente vicine da metterlo ''spalle'' al lago, bloccandogli le vie di fuga. Sono tutte lì felici, rilassate, una coppia si abbraccia per farsi il selfie con sullo sfondo l'ignaro animale, una mamma tiene anche in braccio il suo bambino per guardare meglio l'ungulato e tutti sono intenti a fare foto come se di fronte a loro avessero un'attrazione, qualcosa di cui poter disporre. 

 

Ovviamente, però, non è così e la foto diffusa dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise mostra un problema che lo stesso parco definisce ''sempre più frequente in alcuni luoghi del Parco''. Un comportamento che, in generale, è sempre più frequente ad ogni latitudine con il turismo di massa che si avvicina sempre di più anche alle montagne e agli ambienti naturali (il che può anche essere un bene) ma troppo spesso lo fa senza avere il dovuto rispetto e la necessaria preparazione per rapportarsi con tali ambienti. 

 

Qualche giorno fa pubblicavamo questo video che mostrava un comportamento simile a quello messo in campo dalle persone ritratte in questa foto ma dove l'oggetto del desiderio era un grosso orso che è stato anche costretto a inscenare un falso attacco per liberarsi della presenza degli sconsiderati umani che lo stavano ''braccando'' per dei selfie.

 

 

 

 

Un comportamento pericolosissimo quello di queste persone che si sono esposte a un ''vero'' attacco dell'orso che, tra l'altro, ne avrebbe avuto tutto il diritto in un contesto simile, ma altrettanto pericoloso è il comportamento degli ''umani'' della foto diffusa dal Parco perché anche il cervo, messo alle strette, potrebbe reagire caricando i presenti

 

Il Parco diffondendo la foto con le norme di ''buon comportamento'' pensava di aver adempiuto al suo compito di informazione ma, alla fine, è stato costretto a fare un secondo post dove stigmatizzava totalmente quanto accaduto rispiegando cosa si deve fare in certe situazioni e ribadendo che quanto si vede nella foto ''è severamente vietato''.

 

 

Questo il post che spiega cosa sta succedendo in questo periodo e cosa fare

 

Tra il mese di settembre e quello di ottobre valli e cime del Parco sono animate da un insolito fermento. I cervi, nel pieno della loro fase riproduttiva, danno vita ad uno spettacolo naturale e selvaggio. I branchi di femmine si muovono velocemente attorno ai maschi che si sfidano per ottenere la possibilità di riprodursi. Al crepuscolo la calma delle valli viene interrotta: il riecheggiare del bramito - l'emissione sonora con la quale i cervi maschi competono fra di loro - è continuo. Ma non è detto che poi la sfida rimanga "a distanza", se necessario i maschi possono dare vita a veri e propri combattimenti!

 

Ogni anno la stagione degli amori dei cervi attrae tantissimi turisti nel Parco e per questo invitiamo tutti a tenere un comportamento responsabile, per la vostra sicurezza e per quella degli animali. Quello degli amori è un momento importante e delicato, quindi osserviamoli da lontano senza disturbarli per la sola gioia di avere una foto o un video.

 

Se avvisti un cervo, in Natura o all'interno di alcuni Paesi del Parco:

Mantieniti sempre a distanza, senza avvicinarti.

Non dare da mangiare a cervi o ad altri animali, è illegale oltre che dannoso.

Nei centri abitati, lascia loro sempre libero il passaggio.

Non tentare di accarezzarli (ebbene sì, bisogna dirlo)

Non stressare, inseguire e avvicinare gli animali per ottenere una foto.

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