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Coronavirus, l'Alto Adige pronto all'estate nei rifugi: pernottamenti con il corona pass e per la ristorazione basterà la mascherina

La parola d'ordine è “sicurezza” per dare il via la nuova stagione estiva ai 54 rifugi altoatesini, 26 della Provincia, 12 dell'Avs e 16 del Cai. Il Corona Pass resterà obbligatorio, invece, per i pernottamenti nei rifugi che spesso avvengono in stanzoni in comune, con la presenza di varie persone di differenti nuclei familiari. “In tal modo nel 2021 sarà possibile ai gestori dei rifugi accogliere più persone rispetto alla passata stagione”, ha fatto presente Kompatscher

Pubblicato il - 25 maggio 2021 - 17:53

BOLZANO. Dall'uso del Corona Pass per i pernottamenti alla possibilità, in via eccezionale, di effettuare dei test nasali sul posto. L'Alto Adige si prepara all'imminente riapertura estiva dei rifugi a metà giugno. Lo fa attraverso l'istituzione prima di tutto di un tavolo 'virtuale' che ha visto protagonisti rappresentanti della Commissione paritetica per i rifugi, delle associazioni alpinistiche Avs Alpenverein Südtirol, Georg Simeoni, e Cai Club Alpino Italiano, Carlo Alberto Zanella, e Claudio Sartori. Al centro del confronto i protocolli igienico-sanitari per prevenire il contagio da Covid-19 e gli interventi di manutenzione sulle strutture dei rifugi.

 

La parola d'ordine è “sicurezza” per dare il via la nuova stagione estiva ai 54 rifugi altoatesini, 26 della Provincia, 12 dell'Avs e 16 del Cai. “È necessario garantire la sicurezza anche in quota”, ha affermato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher ricordando che dal 1° giugno non sarà più necessario agli avventori il Corona Pass o certificato verde per accedere agli spazi interni dei rifugi. Se in possesso di Corona Pass per l'accesso basterà la mascherina chirurgica, invece della mascherina Ffp2. Il Corona Pass resterà obbligatorio, invece, per i pernottamenti nei rifugi che spesso avvengono in stanzoni in comune, con la presenza di varie persone di differenti nuclei familiari. “In tal modo nel 2021 sarà possibile ai gestori dei rifugi accogliere più persone rispetto alla passata stagione”, ha fatto presente Kompatscher.

 

Chi giunge ai rifugi per pernottare senza Corona Pass avrà, in via eccezionale, la possibilità di eseguire un test nasale. Come hanno sottolineato i rappresentanti di Asv e Cai per la posizione dei rifugi e la loro difficile raggiungibilità, eseguire test regolari per le persone non ancora vaccinate comporterebbe un enorme impiego di tempo, con difficoltà logistiche. “Comunque, vanno assolutamente evitati gli assembramenti verificatisi in passato”, ha rimarcato il presidente della Provincia.

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