Lunghissime code davanti agli impianti, torna l'assalto dei turisti alle Dolomiti
Erano centinaia le persone che questa mattina hanno fatto la fila per prendere la funivia da Campitello a Col Rodella, così come per quella del Sassolungo. Una situazione ormai ricorrente che mostra come la stagione estiva abbia fatto centro ma porta anche a porsi la solita domanda: come si dovrebbe vivere la montagna?

VAL DI FASSA. Centinaia di persone ammassate in coda per prendere la funivia. Queste le immagini che arrivano dall’ingresso dell’impianto che corre da Campitello a Col Rodella. Code anche sul Sassolungo, dove la situazione è praticamente la stessa: anche qui decine, se non centinaia di persone in coda per gli impianti.
Immagini alle quali stiamo ormai facendo l'abitudine dalle montagne che, durante la stagione estiva, vengono prese letteralmente d’assalto dai turisti, paradossalmente in cerca di un luogo dove staccarsi dalla civiltà e rilassarsi a contatto con la natura.

Il fenomeno si è amplificato negli ultimi due anni a causa della pandemia, che ha spinto più persone verso le vacanze di montagna piuttosto che al mare. Quest’estate infatti, era già successo che in alcune località del Trentino i turisti finissero per ammassarsi di fronte agli impianti di risalita aspettando anche ore per salire.
Dalle foto è scaturito il solito dibattito sui vantaggi e gli svantaggi del turismo di massa che oramai è di casa sulle montagne trentine: lo scontro tra chi vorrebbe vivere la natura nel modo più tradizionale e puro possibile e chi preferisce essere aiutato da funivie e simili. AI posteri l'ardua sentenza.












