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Binocolo panoramico cementato nel terreno e pannelli fissi in vetta. La protesta di Vicini al Lagorai: “Interventi inutili e lesivi per la naturalità dei luoghi”

Negli ultimi mesi del 2021 sono state costruite 4 nuove installazioni in Val di Fiemme, nate da un progetto della Rete Riserve Fiemme Destra Avisio. L’associazione Vicini al Lagorai però ha criticato la struttura in acciaio circolare su Monte Cornon e il binocolo panoramico fisso e pannello a leggio a Cimon To de la Trappola. ''Riteniamo un dovere dell’escursionista desideroso di godersi il panorama munirsi di un binocolo e di una carta escursionistica. Anche dare un nome a vette lontane ormai è alla portata di tutti grazie ad app scaricabili sullo smart phone''

Di Francesca Cristoforetti - 18 gennaio 2022 - 18:38

TRENTO. Un binocolo fisso cementato nel terreno e una grossa tabella a leggio in metallo circolare. ''Sembra proprio che la tendenza a ‘colonizzare’ ogni metro delle montagne con strutture artificiali di ogni tipo non si fermi mai, nemmeno con il tema ancora caldo di Malga Lagorai sempre in prima pagina”. Così l’associazione Vicini al Lagorai interviene dopo che ''negli ultimi mesi, sono sorte nuove installazioni artificiali su due cime della nostra valle: il Cimon del To della Trappola e Cima Cornon. Sulla prima cima, in pieno Lagorai, sullo spartiacque fra il comprensorio sciistico del Cermis e l’amena Valmoena, hanno trovato posto un binocolo fisso in acciaio cementato nel terreno e una tabella a leggio con una spiegazione storica riguardo al fronte bellico sul Lagorai durante la Grande Guerra. In vetta al Cornon, si trova un'installazione in metallo circolare recante il nome di tutte le vette osservabili da tale posizione”.

 

L’associazione Vicini al Lagorai torna a far sentire la propria voce riguardo a un tema ancora molto discusso, la controversa questione delle strutture artificiali sulle vette che, come sostengono dall'associazione, “pur essendo quasi unanimemente riconosciute come impattanti e inutili, vengono ancora realizzate”.

 

“L’operazione – spiegano – rientra in un progetto della Rete Riserve Fiemme Destra Avisio denominato ‘Installazioni panoramiche nei comuni di: Castello Molina di Fiemme, Tesero e Predazzo’”. Come associazione, “siamo sempre stati entusiasti per la presenza della Rete Riserve Fiemme Destra Avisio, ritenendola una realtà davvero avanguardistica nella tutela dell’ambiente e nella diffusione di un rapporto sostenibile uomo/natura. Un’iniziativa virtuosa e degna di nota è per esempio il Progetto territoriale collettivo a finalità ambientale ‘Averla Piccola’. Ci ha perciò molto delusi trovare in cima a due vette della nostra valle queste strutture che portano la firma proprio del medesimo ente”.

 

Per questo l’associazione è voluta andare a fondo della questione, chiedendo maggiori spiegazioni: “Presso gli uffici della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme, – scrivono – ci sono stati spiegati con trasparenza e professionalità gli iter burocratici e le idee alla base di questo progetto. Ringraziamo per questo gli impiegati che ci hanno affiancati”.

 

Vicini al Lagorai ha raccolto e riportato quindi i dati principali delle opere, per cui “il progetto prevedeva il posizionamento di sette/otto punti panoramici nella Valle di Fiemme, poi ridotti a quattro per questioni di budget”.

 

Come è stato scritto anche sulla loro pagina Facebook, è stato posizionato un infoscopio, “una specie di cannocchiale fisso nel quale compaiono i nomi delle vette inquadrate dall’osservatore”, sia nella località Dos la Pala (Castello-Molina di Fiemme) che al rifugio Torre di Pisa (Predazzo); una struttura circolare in acciaio per permettere una visuale sulle vette a 360 gradi a Monte Cornon (Tesero); e infine un binocolo panoramico fisso e pannello a leggio a Cimon To de la Trappola (Tesero). “Il costo complessivo (Iva compresa) – così viene spiegato – di tutte le strutture, lavori, progettazione e iter burocratici è stato di 53.790,86 euro”.

 

Se gli infoscopi non destano particolare preoccupazione, sono forti le critiche nei confronti delle altre due installazioni: “Siamo convinti – ha proseguito il comitato – che il posizionamento di pannelli informativi o strumenti di osservazione panoramica in punti facilmente accessibili o dove comunque vi sia già una forte componente antropica possa essere un valido aiuto alla comprensione del territorio per tutti”. Perciò “in questo caso gli infoscopi presso il Torre di Pisa o al Dos de la Pala non creano fastidio e possono essere strumenti didattici preziosi”, ma questo discorso non è valido per le altre due opere: “Non possiamo dare un senso – ha dichiarato – alle installazioni sul To de la Trappola e sul Cornon. Soprattutto nel caso del To del la Trappola, lo spazio in vetta è di pochi metri quadri e, considerata la presenza in entrambi i siti di una croce di vetta di grandi dimensioni, il sacrificio di altro spazio naturale per comodità superflue è privo di giustificazioni”.

 

Per questo l’associazione si è rivolta agli amanti della montagna per godersi i paesaggi in modo diverso: “Riteniamo – hanno sostenuto – un dovere dell’escursionista desideroso di godersi il panorama più nel dettaglio munirsi di un binocolo (ormai sono disponibili modelli per tutte le tasche) e di una carta escursionistica. Anche dare un nome a vette lontane ormai è alla portata di tutti grazie ad app scaricabili sullo smart phone con cui basta inquadrare una vetta per conoscerne il nome, l’altezza e la posizione Gps”.

 

Da qui l’appello per vivere l’ambiente montano in modo “più naturale”, perché “frequentare la montagna dovrebbe insegnare a eliminare il superfluo, le comodità inutili, e tornare a una dimensione di accettazione della natura in quanto tale, imparando l’arte dell’autosufficienza”. Vicini al Lagorai ritiene quindi che “gli interventi sulle cime che sono stati fatti siano praticamente inutili e lesivi per la naturalità dei luoghi”.

 

Infoscopi e pannelli informativi, “quando posti in zone strategiche – ha proseguito – e già antropizzate, possono essere strumenti utili per informare e far crescere l'interesse verso il territorio in turisti e visitatori”. Ma in questo caso l’associazione si è chiesta, “la spesa fatta è giustificabile oppure lo stesso denaro poteva essere meglio speso?”.

 

Eppure, “nonostante questo – ha concluso – continuiamo a credere nel progetto R.R. Fiemme Destra Avisio e confidiamo di poter portare avanti un dialogo volto alla vera tutela dell’ambiente alpino”.

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