Colpito da mal di montagna a 8.200 metri vuole comunque arrivare in vetta. Muore sul Kanchenjunga nonostante le richieste di rientrare degli sherpa
L’alpinista indiano Narayan Iyer è morto ieri sul Kanchenjunga che con i suoi 8586 metri è la terza montagna della Terra. In altri 26, tra clienti e guide, ce l'hanno fatta e oggi rientreranno al campobase

TRENTO. Si sarebbe rifiutato di scendere nonostante stesse già avendo i sintomi del mal di montagna che, come è noto, si mostrano con vertigini, stordimento, irritabilità, nausea o vomito e, in contesti estremi come questo, con un cambio totale della respirazione che si fa sempre più superficiale e affannosa. A quel punto, senza cure e interventi immediati il rischio è che sopraggiungano degli edema polmonari o celebrali fatali. L’alpinista indiano Narayan Iyer è morto ieri sul Kanchenjunga che con i suoi 8586 metri è la terza montagna della Terra.
La notizia arriva dall'Himalayan Times e da Adp News che spiegano come l'uomo stesse tendando di arrivare in vetta assieme ad altri 26 alpinisti tra clienti e guide sherpa delle agenzie Pioneer Adventure e Seven Summit Treks che ce l'hanno fatta solo nella giornata di ieri.
Narayanan Iyer originario della regione del Maharashtra è morto giovedì ad un'altitudine di circa 8.200 metri. Si stava dirigendo verso il punto più alto quando è successo l'incidente, ha detto Pasang Sherpa, presidente di Pioneer Adventure. Sherpa ha spiegato che l'incidente è avvenuto quando l'alpinista 52enne si è rifiutato di scendere anche dopo essersi sentito male mentre saliva. L'essere così vicino alla vetta e il mal di montagna però, lo hanno, probabilmente, obnubilato e Iyer, nonostante le richieste degli sherpa, ha rifiutato di ridiscendere chiedendo, anzi, di proseguire.
Situata al confine fra il Nepal e lo Stato indiano del Sikkim, il Kanchenjunga è la cima più alta dell'India. Oggi dovrebbero raggiungere il campo base gli altri 26 che ce l'hanno fatta e anche la dinamica dell'accaduto verrà ulteriormente chiarita.














